La Mole Antonelliana

Un piccolo omaggio alla Mole Antonelliana, utilizzando una nuova applicazione:

Ho creato questa velocissima presentazione utilizzando le foto scattate a Torino una decina di giorni fa, e chiudendo con la foto del modellino, che avevo già a casa. Il povero modellino è un po’ bruttino, non so chi lo abbia portato in casa, non io perchè la Mole ancora non l’avevo vista, e non è nemmeno stato lui, il modellino, a invogliarmi ad andarla a vedere a Torino. Infatti, come vedete, il modellino è senza punta, quindi gli manca quello slancio verso il cielo che il progettista Antonelli aveva tanto cercato, e che incanta molti visitatori.

Che dire? Sarà opportuno procurarsi un nuovo modellino, che sappia meglio rappresentare questo “puntale” che era tanto piaciuto anche a Nietzsche da paragonarlo al suo Zaratustra, ma leggiamo direttamente dalle sue parole, nella lettera all’amico Heinrich Koselitz del 30 dicembre 1888.
[…]
“Prima sono passato davanti alla Mole Antonelliana, l’edificio più geniale che forse sia mai stato costruito – stranamente, non ha ancora un nome – in virtù di una spinta assoluta verso l’alto – non rammenta niente di simile eccettuato il mio Zarathustra. L’ho battezzata Ecce homo, e mentalmente l’ho circondata di un enorme spazio libero.”

Un’altra curiosità sul grande filosofo tedesco e la Mole Antonelliana ce la scrive il suo biografo Anacleto Verrecchia, secondo cui Nietzsche  amava pranzare nei dintorni dell’alta costruzione torinese per poter godere dei suoi influssi benefici.

(Anch’io ho mangiato il mio “vitello tonnato con effetti benefici”)

Un po’ di storia, di numeri, di cronaca e mistero intorno alla Mole? La mia specialissima guida Marti, durante la visita della città che la ospita ci ha spesso parlato di magia bianca e magia nera, che coinvolge e interessa diverse città, e anche Torino.

1863-1869: da 47 a 70 metri

La Mole era stata inizialmente concepita come nuovo tempio israelitico di 47 metri di altezza. A 70 metri si decide di fare un tetto perchè già troppo alta per la richiesta della comunità ebraica, che poi lascerà al Comune la costruzione e ne farà progettare un’altra più adeguata:

1873-1889: dal Tempietto al completamento della guglia e Genio Alato (Angelo): 167,35 metri

Antonelli riprese quindi in mano il progetto nel 1873, sempre con una serie di modifiche in corso d’opera, aggiungendo il “Tempietto”, ovvero un colonnato a due piani, a base quadrata e che riprende lo stile del pronao della base. Dai 90 metri in su ruppe quindi il tema architettonico a base quadrata, progettando un colonnato in granito a base circolare, chiamato la “Lanterna“. L’architetto ideò anche il disegno di una guglia di circa 50 metri sovrastante la Lanterna, di sezione ottagonale e intervallata da dieci terrazzini circolari, via via sempre più piccoli. L’architetto ipotizzò di terminare la guglia con una stella a 5 punte, uno dei simboli d’Italia, ma poi optò per una statua raffigurante un “Genio Alato“, uno dei simboli di Casa Savoia. Il Genio, fatto di rame sbalzato e dorato, pesava circa 300 kg, e aveva in una mano una lancia e nell’altra un ramo di palma. Sulla sua testa fu deciso di mettere una piccola stella a cinque punte sorretta da un’asta. In tal modo, la statua raggiungeva un’altezza totale di 5,46 metri. Con la posa finale del “Genio Alato”, l’edificio raggiunse un’altezza complessiva di 167,35 metri, quota, all’epoca, mai raggiunta da qualsiasi costruzione in muratura d’Europa e del mondo e, per tal motivo, fu soprannominata Mole.

Cronache degli “incidenti” e successivi interventi alla Mole

11 agosto 1904 Cade “Il genio alato”

L’11 agosto 1904. Torino è avvolta da un violentissimo nubifragio. Tra lampi e tuoni, improvvisamente un boato più forte: un fulmine ha colpito la Mole Antonelliana, provocando il crollo della statua posta sopra la guglia. Da quel violento temporale, la fisionomia dell’edificio non fu più la stessa: il genio alato, dopo esser crollato a causa del fulmine, fu sostituito da quella che oggi è la stella a cinque punte che tutti conosciamo. Oggi il genio è custodito all’interno della Mole.

23 maggio 1953 Il crollo della guglia

Il 23 maggio 1953, su Torino si abbatte un terribile temporale. Poi, proprio come nel 1904, un boato devastante fa tremare le pareti delle abitazioni di mezza città: la Mole si è spezzata, ancora una volta. A cadere a terra, incredibilmente senza provocare nessun morto, non è la stella ma una parte della guglia. 400 tonnellate di mattoni si abbattono sul giardino della Rai, in quel momento vuoto. Da quel giorno la Mole Antonelliana venne rinforzata e costruita senza l’utilizzo dei mattoni, perdendo così il primato d’edificio in muratura più alto d’Europa. Un record che ai torinesi interessa ben poco: l’importante è non vedere mai più la Mole «decapitata»

(testi tratti dal Diario di Torino del 2016)

Storia, mito e mistero

TAURIEL: L’ANGELO PROTETTORE DI TORINO

 

 

Ancora prima del sorgere di una capanna, Tauriel proteggeva Torino e custodiva il nodo di energia che sorgeva dalla terra nel punto dove i due grandi fiumi, Po e Dora, si incrociavano. Ci fu un periodo in cui Tauriel prese corpo grazie a Costanzo Antonelli svettando nel punto più alto di Torino sulla Mole Antonelliana. L’angelo, che Antonelli chiamò il “genio alato”, di rame dorato era alto quattro metri e pesava sei tonnellate; nella mani portava il giavellotto, l’arma che permette al messaggio divino di penetrare il cuore e la mente dell’uomo e la palma simbolo di vittoria.
I piedi posavano su un piedistallo ornato con lo stemma torinese con il toro rampante, ed era ornato da cornucopie straboccanti di fiori e frutti, simbolo di abbondanza e prosperità.
Nell’agosto del 1904, durante un terribile uragano, l’angelo probabilmente colpito da un fulmine, cadde a testa in giù rimanendo miracolosamente sospeso per un piede e i danni fortunatamente furono circoscritti.
La guglia della Mole Antonelliana venne rifatta, si decise di eliminare l’angelo e al suo posto fu issata una stella a cinque punte di quattro metri di diametro creata da Ernesto Ghiotti.
La Mole per i cultori di esoterismo ha i suoi lati oscuri come la base piramidale e una guglia altissima che come una sorta di antenna catalizza l’energia che capta dal Cielo e aspira dalla Terra.
Ed anche intorno all’angelo si snodano credenze di prodigi, come la sua caduta, dato che dopo la folgorazione la statua rimase in bilico sul terrazzo sottostante senza cadere al suolo e senza provocare alcuna vittima.Tauriel è rimasto esposto per un breve periodo nell’atrio della Mole, attualmente si trova nel Museo del Cinema
(informazioni tratte da qui)

L’anima esoterica della Mole

La Mole, per i cultori di esoterismo, ha i suoi lati oscuri.

A Torino, sempre a proposito di esoterismo e magia, bisogna ricordarsi che Tauriel non è l’unico genio alato edificato in città in quanto anche sulla sommità del monumento dedicato al Traforo del Frejus è presente il genio alato della scienza in bronzo.

Il monumento è collocato in piazza Statuto famosa soprattutto per la proclamazione dello Statuto Albertino (che le ha dato il nome) nel 1848, ma anche per la propria collocazione che la inquadra nei luoghi della Torino magica e occulta.

La piazza  sorge infatti sulla “vallis occisorum” una necropoli romana nella quale venivano sepolti i morti.

(notizie tratte da qui)

 

Schema della struttura (fonte Wikipedia), sintetizzata da me sull’immagine di un modellino.

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Quindi il modellino spezzato della mia Mole Antonelliana potrebbe ricordare la condizione della costruzione dopo il crollo del 1953.

Forse al modellino è rimasto un terrazzino in più.

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Torino in due giorni

Una visita a Torino? con una guida specialissima che ci fa un primo invito a pranzo, ma nel rispetto dei tempi: non si tollerano anticipi!

Prima giornata, il percorso della guida Marti 

cliccare sulla mappa per visualizzarla interattiva:

Foto scattate lungo il percorso:

(lasciare caricare le foto delle slideshow e usare le frecce)

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Siamo giunti in una bella piazzetta con il “piccolo” Duomo che conserva la Santa Sindone. Visita in duomo, poi, girato l’angolo ci troviamo negli ambienti dei nostri antichi regnanti Savoia: giardini, il Palazzo Reale con la cancellata che richiama quella del Castello di Praga, e il bifronte Palazzo Madama proprio in centro alla Piazza!

(le foto nella slideshow, dove c'è FINE, è l'ultima)

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Ora andiamo al fiume PO, tutto il percorso è al coperto dai famosi e storici portici, che avrebbero dovuto concedere la passeggiata al fiume ai regnanti, con qualsiasi tipo di tempo meteorologico! (io avevo anche un ombrellino nello zaino). Poi è ora di una cenetta al Poormanger, il locale delle patate ripiene al forno, una passeggiata in collina per digerire e un ritorno notturno rifacendo Via Po.

(e le foto nella slideshow)

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 NOTTE A TORINO

Seconda giornata, il percorso della guida Marti

cliccare sulla mappa per visualizzarla interattiva:

In questa seconda giornata continuerà il nostro “colpo d’occhio” sulla città, ancora camminando, ma anche utilizzando i mezzi pubblici per cogliere alcuni aspetti che la guida ci vuole mostrare: un museo, scelto il museo del cinema, anche perchè è allestito all’interno della Mole Antonelliana e ci permette così di vedere i suoi spazi interni. Mangeremo sotto la Mole, dove Nietzsche pare lo facesse spesso per ricevere i benefici influssi creati da questa grande costruzione… comunque buono il mio vitello tonnato piemontese. Al pomeriggio ci spostiamo a Porta Palazzo con il suo mercato dell’antiquariato e poi al Parco del Valentino, dove si fa vedere anche uno scoiattolo americano. Ricordate la canzone Piemontesina bella, dove si cita il Valentino?

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Cosa mi ha emozionato?

La vista della Mole Antonelliana.

Alcuni ricordi di film visti in passato, riemersi al museo del cinema, in particolare  attraverso i Manifesti esposti nella galleria. Da batticuore Jules e Jim di François Truffaut, con il bellissimo poster che mi ha rievocato le scene e la canzone Le Tourbillon de la Vie…

Molto forte anche risvegliare i sentimenti come lo sanno fare i film di Krzysztof Kieślowski: Tre colori: film blu, film bianco, film rosso. La doppia vita di Veronica. Decalogo, serie di dieci brevi film.

Curiosità:

Gramsci a Torino

proprio a due minuti dal ristorante Poormanger, all’angolo con la piazza Carlina (come la chiamano i torinesi la Piazza Carlo Emanuele ll), visse Gramsci studente universitario, quando iniziò anche il suo impegno sociale e politico. QUI

Nietzsche e Torino QUI

Lettere da Torino e l’episodio del cavallo in piazza Carignano QUI

La “storia” di Nietzsche e del cavallo: quando il filosofo impazzì a Torino anche QUI 

Informazioni:

Poormanger con patate ripiene come “una pizza”
https://www.guidatorino.com/poormanger-patate-ripiene-torino/

Museo del cinema:
https://www.guidatorino.com/il-museo-nazionale-del-cinema-di-torino/

CIAO TORINO!

Grazie a Marti, anche per le mappe,

e a Torino un arrivederci

da Alicemate (Maria Valenti)

Un regalo da “Alicemate”

Scatolone con sorpresa, da aprire, trasformare per sorprendere e augurare e… apprendere al volo! Tavolo Puzzle analogico, con sedie, ideato dal maestro e pedagogista Camillo Bortolato.

Ecco il breve video che racconta:

Questo regalo di compleanno è da Alicemate, perchè?

Perchè è innanzi tutto “matematico”. E giocoso, sorprendente, esagerato e fantasioso, festaiolo ma un po’ inusuale.

Le immagini e i disegni sono stati scelti casualmente:  Marti ed io, le Donne col pennello, non avevamo assolutamente pensato alla storia di Alice, ma poi ecco che ne esce? Il “Bianconiglio” e lo “Stregatto”!

E un Cappellaio matto c’è, se il maestro Camillo si presta a mettersi il cappello, e lasciarci usare la sua creazione del tavolo puzzle per gli invitati al tè del non compleanno. Le “Carte” che tinteggiano anche, ma non le rose! Alice nel Paese delle Meraviglie la vediamo in diverse dimensioni, passaggi e con strani compagni di gioco. E per concludere la festa, ecco pure un Paesaggio delle Meraviglie!

Osservare le coppie di immagini in analogia, cliccare sopra per ingrandirle e far scorrere la galleria

Per vedere bene il vero regalo: il tavolo puzzle, al link il video di presentazione della Erickson:


 

scritto, costruito e pubblicato da

Maria Valenti (nonna, maestra e lettrice )

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[le immagini di Alice nel paese delle Meraviglie sono tratte dal web)

Lorenzo Milani e Virginia Woolf: due Maestri!

“Troviamo quel che vogliamo trovare, troviamo quel che cerchiamo. Troviamo se cerchiamo.” (Lorenzo Milani)

Io ho trovato un grande maestro di “scuola” e una grande maestra di “lettura”. Il primo è il sacerdote Lorenzo Milani, scoperto da poco, la seconda è la scrittrice Virginia Woolf, scoperta da molti anni.

Se si fossero incontrati avrebbero senz’altro fatto una profonda, interessante, ironica e chiassosa conversazione. Si sarebbero stimati e insultati a vicenda, Lorenzo Milani lo avrebbe fatto direttamente dandole della privilegiata e viziata… lei solo in seguito, e ne avrebbe disegnato una figura potente e incapace di autocontrollo, adolescenziale forse, come aveva ai tempi definito anche il suo coetaneo James Joyce.

Entrambi di famiglia ricca e coltissima, crescono in ambiente ateo, viaggiano e conoscono lingue e culture diverse

Entrambi conducono scelte di pacifismo e di promozione di giustizia sociale. Lui dedica la vita alla professione del Vangelo, si dedica ai poveri e alla loro elevazione attraverso la parola, lei si dà alla scrittura come parola capace di raggiungere tutti, e alla sua missione/professione si dona completamente.

I libri che li hanno resi famosi sono rivoluzionari: per Virginia una rivoluzione nel modo scrivere, utilizzando il monologo interiore. Per don Milani e la scuola di Barbiana, sarà un messaggio rivoluzionario su come fare scuola!

Ma il momento in cui ho colto il collegamento fra i due grandi maestri è stato quando ho trovato questo pensiero di don Milani, in una lettera del 1958  indirizzata a don Divo, un suo stimato insegnante di seminario, riferendosi alla sua massima occupazione (che lui stimava occupasse il 99% del suo tempo), LA SCUOLA:

“Non penso che al Giudizio (Universale) la mia scuola mi verrà scritta dalla parte dei meriti, ma son convinto invece che essa mi verrà scritta dalla parte delle opere che hanno già avuto il loro premio. Immense gioie, amicizie, affetti duraturi.”

Era lo stesso concetto che la scrittrice Virginia Woolf scriveva nel breve saggio “Come leggere un libro”(1925), ma invece di essere legato al fare scuola era legato alla lettura:

“A volte ho sognato che arrivato il giorno del Giudizio in cui tutti saranno pronti a ricevere i loro premi, il Signore si girerà verso Pietro e gli dirà, non senza una certa invidia, quando ci vedrà entrare con i nostri libri tra le braccia: “Guarda, costoro non hanno bisogno di premi. Non abbiamo nulla per loro. Loro hanno amato leggere.”

Entrambi quindi ritengono che la loro vita sia già stata “un Paradiso”.

Io sono stata maestra per “professione” e lettrice per bisogno e conforto. Così, da eterna scolara di letture a maestra quotidiana di bambini, eccomi incapace a rinunciare alla continua condivisione di quello che ritengo interessante. Lo faccio con gioia ed è per me un paradiso in terra? Certo leggere è una gioia, comunicare agli altri una seconda gioia, quindi la mia condizione potrei definirla

“UN PARADISO”?

Certamente lo è oggi. In passato la mia è stata una vita alla ricerca del tempo per leggere e alla ricerca e mediazione fra la scuola che avrei voluto e quella che ho potuto fare. Comunque mi considero premiata a sufficienza e non ritengo di aver alcuna pretesa ulteriore.

scritto, ragionato e firmato da

Maria Valenti (maestra e lettrice)

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Bibliografia citata:

L’obbedienza non è più una virtù, Lorenzo Milani

Le tre ghinee, Virginia Woolf

Lettera a una professoressa, Scuola di Barbiana (con regia di don Milani)

La signora Dalloway, Virginia Woolf

Perché mi hai chiamato? Lettere ai sacerdoti, appunti giovanili e ultime parole, Lorenzo Milani (a cura di Michele Gesualdi)

Come leggere un libro, Virginia Woolf

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Per approfondire, biografie di:

Lorenzo Milani  (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967)

e Virginia Woolf   (Londra, 25 gennaio1882 – Rodmell, 28 marzo1941)

A Calenzano, sui passi di don Lorenzo Milani

dalla biografia di don Milani

 

 

 

 

Il 15 maggio sono stata a Calenzano, prima tappa di un percorso nei luoghi di vita e di scuola di questo Priore così citato, ma forse poco conosciuto nell’ambiente della scuola Primaria, nonostante molte scuole siano intitolate a questo maestro speciale, speciale perchè non maestro di professione, ma un prete motivato a cambiare le condizioni degli ultimi, degli emarginati, un innovatore, creatore di metodi e strumenti per dare istruzione e cultura ai ragazzi, proprio a quelli per cui oggi si fanno innumerevoli certificazioni.

A Calenzano sono salita su un colle dove si trova la Chiesa e la canonica e dove don Lorenzo aveva aperto la scuola popolare serale per chi non aveva neanche il diploma di quinta elemenare, contadini e operai. La scuola si teneva in tre stanze che davano sul chiostro di fianco alla chiesa. Alla scuola popolare di San Donato non c’era tempo per giocare, e un giorno, pallone e maschera da scherma e fioretti e sciabole e attrezzi da ping pong, finirono nel pozzo profondo della canonica.

Alcune foto scattate da me (cliccare su una e far scorrere la galleria):

Due filmati trovati in rete su Calenzano :
1)- Sulle tracce di don Lorenzo Milani – don Ciotti incontra gli ex allievi di don Milani per una preziosa testimonianza.

2) Spettacolo “Don Milani un viaggio lungo un mondo”, un bel racconto sul sagrato della chiesa di San Donato:

http://www.donmilaniteatro.it/spettacolo.html

Per la passeggiata fra i due campanili e la storia degli antichi campanilismi di Calenzano  QUI

“Università e pecore”

Queste sono due foto, per me originali, originali perchè le pecore giravano intorno al camper, intorno a casa, intorno al piccolo Tom, che fortunatamente non era il figlio di Adolfo, un contadino che viveva con la sua famiglia sul Monte Giovi nel 1956. Ma il racconto di Adolfo, contenuto in una lettera di don Milani, è un fatto realmente accaduto e fa riflettere ancora oggi, anche se questi pastori in Toscana non ci sono più, e nemmeno questi analfabeti, ma quanti uomini ancora sono al servizio di pochi privilegiati… e non lo sanno?

Per leggere tutta la lettera, mai terminata e spedita, cercare nella raccolta citata nella nota 5, ma nella nuova edizione del 2007 è alle pagg. 79/84.

(pagina del libro del 1974 “Dalla parte dell’ultimo. Vita del prete Lorenzo Milani”)

[…] Questa ricca e appassionata biografia di Neera Fallaci, per consenso unanime ancora la più completa e meglio articolata tra i molti libri scritti su di lui, fa luce anche sui tratti meno noti della sua esistenza e ci restituisce, fuori del mito, grazie a molte testimonianze dirette e a documenti inediti, l’umanissimo ritratto di un prete scomodo: il carattere difficile e il linguaggio esplicito, i contrasti con le gerarchie ecclesiastiche, la dedizione ai suoi ragazzi, l’insofferenza verso le ingiustizie, i rapporti con la famiglia e con le donne.

http://www.bur.eu/libri/dalla-parte-dellultimo-vita-del-prete-lorenzo-milani/gio

Lorenzo Milani

Un bel servizio su Don Lorenzo Milani, il peso della libertà  (al link sotto)

-RaiStoria  Personaggi – Cultura e territori Italiani con Paolo Mieli-

http://www.raistoria.rai.it/embed/italiani-con-paolo-mieli-don-lorenzo-milani-il-peso-della-libertà/37974/default.aspx

Parole dalle testimanianze su Don Milani:

Una sorta di San Francesco del 900

I grandi convertiti sono difficili da gestire

Nel 1943 Lorenzo Milani rappresenta la cultura di Firenze ed entra in seminario

Lorenzo ha 20 anni e una qualità che la Chiesa difficilmente apprezza: l’ironia

L’ironia è il linguaggio che usa molto con la mamma, nella fittissima corrispondenza che intreccia con lei durerà tutta la vita

Lui era un intransigente, qualità impopolare

Scopre che i poveri non giocano, non può baloccarsi ma deve avere lo strumento della parola per difendersi nella vita

Forgiare un uomo giusto, a questo lavora Don Milani

La sua vita è stata un’indigestione di Gesù Cristo

Esperienze pastorali

A 40 anni dalla morte don Milani era ancora censurato, manipolato, rimosso. Convegno a Napoli

https://lucakocci.wordpress.com/2007/06/23/il-don-milani-inedito-di-esperienze-pastorali-un-libro-di-sergio-tanzarella/

Contrordine: Esperienze pastorali non è più «inopportuno». Riabilitato il libro di don Milani ( 26 aprile 2014)

https://lucakocci.wordpress.com/2014/04/19/contrordine-esperienze-pastorali-non-e-piu-inopportuno-riabilitato-il-libro-di-don-milani/

Barbiana. «Don Milani servì in modo esemplare i poveri, il Vangelo e la Chiesa»

 Barbiana martedì 20 giugno 2017 ( articolo dell’Avvenire di Andrea Fagioli al link)
https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-a-barbiana-visita-alla-tomba-di-don-lorenzo-milani

Vatican News – Italiano   Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani  (23 apr 2017)
https://youtu.be/fDZKWCaIExQ
Il discorso di Papa Francesco a Barbiana (FI) nel pellegrinaggio sulla tomba di don Lorenzo Milani. (Martedì 20 giugno 2017)
https://youtu.be/-MurTwDeDik
Papa Francesco si reca in pellegrinaggio alla chiesa di Barbiana per pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani ( 20 giugno 2017 servizio completo al link)
https://youtu.be/OzHPX2PO19o

DON LORENZO MILANI E LA SUA SCUOLA

Il filmato con immagini, provocazioni e testimonianze inedite e con la viva voce del Priore e dei Ragazzi di Barbiana, è stata realizzata dalla Radio-Televisione della Svizzera Italiana nel 1979 nella serie “Viaggio nella lingua italiana – Scrittori non si nasce”.
Il filmato è un documento storico originale e unico con testimonianze di Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Leonardo Sciascia e altri.

http://www.arcoiris.tv/scheda/it/1037/

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