Capodoglio e balena franca in Moby Dick

IMG_0728Durante la lettura di Moby Dick il mondo dei cetacei entra nella tua vita.

Ora ho fatto conoscenza con la balena franca, infatti, nonostante la baleniera Pequod ha ancora il capodoglio catturato appeso alla fiancata della nave in attesa di recuperare olio e avorio, il capitano Achab dà ordine di scendere in mare a cacciare una balena franca… quindi seguono  congetture e paragoni fra i due grandi cetacei: il capodoglio e la balena franca.

 

Riporto alcune parti del racconto e qualche illustrazione presa da internet e modificata da me per una miglior conoscenza di queste affascinanti creature:

cap 73

balena immagine

cap 73... continua

Capod e bal franca

cap 73... continua 2

differenze fra balene

cap 74.

cap 74.continua

75. La testa della balena franca. Visione comparata (osservazione più immaginazione)

La nobile testa del capodoglio può essere paragonata ad una biga da combattimento romana (specialmente di fronte, dove è tanto arrotondata), così, a grandi linee, la testa della balena franca presenta una grossolana rassomiglianza con una gigantesca scarpa a punta tozza. … se fissate lo sguardo sulla strana incrostazione – una cosa verde coperta di crostacei (“corona” o “cuffia”) scambierete la testa per il tronco di un’enorme quercia…

Guardate il labbro inferiore penzolante! Che broncio enorme, che razza di muso!; un broncio e un muso che vi frutteranno 500 e più galloni di olio… e i fanoni: 300 per lato a forma di scimitarra, con gli orli sfrangiati di fibre pelose, attraverso i quali la balena filtra l’acqua e trattiene il pesce piccolo, quando all’ora del pasto percorre a bocca aperta i mari di brit.”

Conclusione del capitolo di facile comprensione… per filosofi:

“Non vi sembra che la testa della balena franca parli di una enorme risolutezza pratica nell’affrontare la morte? Questa balena, a mia vista, deve essere stata uno stoico; il capodoglio un platonico che magari, nei suoi ultimi anni, ha subito l’influsso di Spinoza.”

p.s. certo che se continuo così non finirò mai di leggere Moby Dick,  eppure ne ho la ferma determinatezza)

L’empatia di Lou Salomé

imm articolo

Ho trovato un articolo del 2010 di Pietro Citati che ritengo interessante per aver colto l’aspetto empatico presente in Lou Salomé, infatti, anche per me l’empatia è una dote fondamentale per chi scrive libri di indagine psicologica e per chi, come lei, si dedica alla cura delle persone affette da disturbi psichici.

Però Citati non è stato imparziale, non è stato capace di scostarsi dal suo punto di vista al “maschile”.

“Lou Salomé affascinava qualsiasi essere umano…

Lou Salomé credeva ciecamente in se stessa: aveva una disumana e sovrumana energia… voleva diventare se stessa

Capiva gli altri meglio di quanto gli altri si capissero; rapidissimamente diventava gli altri

Lou era un angelo uno strano angelo bizantino che il destino gli aveva inviato (a Nietzsche)

come Nietzsche, Lou aveva l’inclinazione per tutto ciò che era nascosto: era affascinata dalla sua solitudine…

Non c’è nulla di male ad essere senza Dio, purché ci si sia veramente liberati da Dio

Con sè, attraverso gli anni e le figure di uomini che aveva percorso, Lou Salomé non aveva portato molto d’altro, tranne l’intollerabile fioritura del fascino.”

L’ultima frase conclusiva dell’articolo mi sembra molto denigratoria e nega il valore dell’apporto che Lou Salomé ha dato alla cultura e alla crescita civile e sociale di tutti gli esseri umani. Pare negare in questo modo l’importanza che capirsi e capire la realtà che ci sta intorno sia il “filtro” che ci fa capaci di scelte libere e coscienti !

QUI l’articolo di Pietro Citati del 2010

Buggerru: mare e miniere

In agosto dell’anno scorso abbiamo fatto una breve sosta, con visita al museo minerario, a Buggerru in Sardegna.

Oltre all’ospitale parcheggio sul mare, alla vista di un  bellissimo tramonto… abbiamo potuto scoprire la storia di questo nucleo, nato intorno al lavoro di scavo in miniera e successiva lavorazione. Fa parte di questo momento storico anche il sacrificio dei minatori alla ricerca di condizioni di vita più umane.

Le nostre foto:

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Alcune informazioni sulle miniere: (clicca sulle immagini per ingrandire e leggere)

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Lunedì 19.08.2013, lasciata Buggerru, percorriamo una ventina di chilometri di bellissimi saliscendi, con vedute a stropiombo sul mare, viaggiamo poi sul piano di Sulcis, in parte ben coltivato,  fino a Carbonia (città Mussolinia), e giriamo a est per Cagliari… vedi QUI

Per approfondire

Dal sito del Comune di Buggerru:

IL Museo del Minatore è situato nelle vicinanze del porto, nell’edificio restaurato che un tempo era la falegnameria e l’officina dell’industria mineraria attiva nel paese nel secolo scorso e luogo cruciale nel famoso evento dello sciopero del 1904. Il museo possiede tesori fossili di era paleozoica, aree che raccontano la storia di Buggerru fino ai primi del novecento, per soffermarsi in particolare sul quadro rappresentato dalle condizioni di vita e di lavoro dei minatori di una Buggerru all’epoca così all’avanguardia ma allo stesso tempo così tragicamente sfruttata

Link su Buggerru:

http://it.wikipedia.org/wiki/Buggerru

http://www.sardegnaturismo.it/it/punto-di-interesse/buggerru-0

https://egov2.halleysardegna.com/buggerru/hh/index.php

http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/11676722/Lavoro–al-via-il-4.html

Riaprono con le guide siti minerari della Sardegna

http://www.kalariseventi.com/escursione-a-buggerru-sabato-23-febbraio/

http://www.parcodessi.it/parcodessi/opencms/www/Sinistra/Luoghi/Buggerru/

http://web.tiscali.it/parrocchiabuggerru/buggerru_miniere.htm