Una casa nei Cech (12) -ciao alla stanza delle femmine!-

La stanza dei maschi è diventata un bagno al sole (qui) e quella delle femmine? Dalle idee ai lavori:

E i maschi dove dormiranno ora? e le femmine avranno ancora un loro spazio?

Per ora vediamo com’era questa stanza delle femmine e in cosa si è trasformata? Diciamo per ora come viene utilizzata, perchè tutto può essere sempre modificato, se c’è il bisogno, l’idea, la voglia e la forza.

Anzi partiamo ancora da prima, da quando ce l’hanno mostrata nel 2003 come “la stanza della zia“, ricordo che conteneva i mobili di una vecchia stanza, un po’ malmessa, specialmente il comò che era stato bagnato da una perdita di acqua dal tetto, il letto aveva ancora l’elastico che andava eliminato e il tutto era stato attaccato dal tarlo e dall’usura del tempo, ma le lavorazioni a mano e il materiale in legno invece delle moderne impiallacciature, ci hanno fatto decidere di ridare nuova vita a questa mobilia, ripulita e data ad un bravissimo “lustrone” è ora ancora con noi! (vedi qui)

Ecco le foto della porta e della finestra con gli scuri, esistenti, tutti tinteggiati in verde, che poi abbiamo “copiato” nella ristrutturazione della prima parte della casa. Questi sono inizialmente stati puliti e riutilizzati per diversi anni nella cameretta “delle femmine”:

Quindi nel 2004 si fanno i primi lavori indispensabili a mettere in sicurezza la struttura: tetto, solette…

Questa cameretta la manterremo, come quella dei “maschi”, fino ai nuovi lavori decisi in seguito.

Ecco la “stanza delle “femmine” a confronto con il successivo e recente intervento definitivo del 2015:

—————

Quindi pare che maschi e femmine, essendo cresciuti, riescano a condividere meglio gli spazi, potendo anche scegliere maggiormente i tempi dei soggiorni!

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

—————

 

 

 

Annunci

Una casa nei Cech (11) -un bagno al sole-

Che bello avere un bagno “al sole”!

Avere uno spazio confortevole per potersi rilassare con una doccia, ripulire le unghie annerite dopo aver lavorato in campagna o  magari aver spazzolato con forza i vecchi attrezzi, colorando di ruggine la “posa” di sasso (qui).

E chi non ama lavarsi in un luogo caldo, chi non ama pettinarsi, curarsi mani e viso… e vestirsi in un luogo luminoso?

Eppure le stanze da bagno (o semplicemente i bagni) sono spesso sistemate in spazi della casa angusti e non sempre felici. Spesso le finestre sono inesistenti o piccole, o poste in alto, con vetri smerigliati, la vista su cortili interni…

Certo tutte le stanze meritano attenzione, quindi? Nel mio caso non è stato difficile avendo quasi la completa esposizione della casa a sud/est, ma il vecchio bagno, era a nord! (qui)

Quindi nella ristrutturazione abbiamo ricavato uno spazio per un bagnetto verso sud, con luce, sole, accesso al balcone e vista sulla valle! Qualcuno lo trova un po’ poco intimo, ma si sa, a qualcosa bisogna rinunciare!

Vediamo il cambiamento?

Nello spazio occupato dal nuovo bagno prima c’era una cameretta, che anche noi avevamo sistemato e utilizzato per alcuni anni. Il pavimento era in cemento liscio, non in legno come quello delle altre stanze, perchè sotto c’era il grande forno del pane; la porta finestra in legno verde scolorito con un pesante scuro appeso grazie a due vitoni, e due vetri sottili fermati con dello stucco e schermati da una sottile tendina. Nel muro di una parete era presente una niccchia, che avrei voluto salvare… ma non è stato possibile.
Questa cameretta era in centro e serviva anche da passaggio per la camera vicina (nessun svincolo, vedi qui).

Questa era per noi la camera dei figli maschi.

(cliccare sulle foto per ingrandirle e farle scorrere)

Vediamo nella foto successiva la stanza demolita al suo interno, senza il pavimento, in basso a sinistra i mattoni del vecchio forno, che in parte verrano mantenuti; il soffitto era già stato rialzato; in primo piano il pavimento in legno della “stanza delle femmine”, anche lui purtroppo non sarà recuperato.

lavori di demolizione (19.11.2015)

Ed ecco il nuovo bagnetto e lo svincolo che hanno occupato quasi tutta la precedente cameretta. La porta sarà trasformata in finestra e resterà nella stanza vicina in coppia con la finestrina esistente, mentre qui verrà aperta un’altra porta per uscire sul balcone.

Il bagno, che abbiamo voluto molto semplice, luminoso e bianco, è riscaldato dal sole e da un po’ di legno, e rallegrato dal colore ROSSO!

Dall’esterno si possono osservare le modifiche: il balcone del nostro bagnetto è quello in centro, prima era l’unico sulla facciata, ed è stato mantenuto, le due finestrine anche, come parte dell’ intonaco… Come vedete ci sono stati molti altri interventi, ma di quelli ne riparleremo.

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

—————

Ciao, alla prossima puntata!

Una casa nei Cech (12) -ciao alla stanza delle femmine!-

Una casa nei Cech (10) -ambienti e attrezzi da lavoro-

E dopo il riposo (qui), iniziava di buon’ora una giornata di lavoro. In casa e nel paese c’era da fare per tutta la famiglia, lo testimoniano la distribuzione degli spazi, dove quelli per produrre superavano quelli abitativi: ecco infatti molte stalle, fienili, pollai, orti, campi e prati ricavati tagliando parte di bosco; boschi preziosi per ricavare legna e castagne, funghi, frutti selvatici.

Oggi come servizi nelle case sono intesi i bagni, i ripostigli, i locali attrezzi, i garage…

Un tempo quali potevano essere i locali, meglio gli spazi di servizio? Anche allora c’erano i depositi attrezzi per l’agricoltura, le cantine e i solai, ma anche i rifugi per le galline, per le pecore, il posto per allevare il maiale o i conigli, oltre alle stalle vere e proprie per le mucche. Tutti questi spazi di lavoro erano vicino alle abitazioni, spesso sotto alle abitazioni stesse.

Insomma a ben vedere in queste case rurali dei nostri paesi era tutto in funzione del lavoro agricolo e di allevamento a cui ci si doveva dedicare la famiglia intera per riuscire a vivere e crescere i figli. Quando poi gli uomini hanno trovato un lavoro più sicuro nelle fabbriche,  questi impegni sono stati in parte mantenuti, occupando il tempo libero e l’aiuto delle donne e dei ragazzi.

Fermiamoci qui e andiamo a vedere cosa c’era nella casa nei Cech, adattata come abitazione intorno al 1900, ma precedente come utilizzo agricolo, e abitata fino al 1970 circa.

per vedere meglio cliccare sulla foto che si ingrandisce

 

La zona occupata da animali e attrezzi era quella seminterrata a sinistra, nella foto è nascosta dalla vegetazione cresciuta per l’abbandono, ma si vedeva chiaramente il recinto del pollaio e la retrostante porta che permetteva alle galline di rifugiarsi per la notte e per il freddo. Nello stesso ambiente c’era una parte adibita all’allevamento del maiale, recintato e con il grosso trogolo dove si versavano gli alimenti per “ingrassarlo”.

Per visualizzare meglio guardiamo i due portoncini a destra, visibili dopo i primi interventi di ristrutturazione. Questi spazi furono in un primo momento, solo ripuliti e messi in sicurezza. Ora sono stati recuperari completamente per nuovi “servizi”.

La porta di sinistra era quella per far entrare le galline e tenere il maiale.

La porta a destra portava in un ambiente buio e stretto che, ci è stato detto, veniva utilizzato come rifugio per le pecore, ma anche come deposito attrezzi. Questo secondo uso è testimoniato anche dal fatto che noi, ripulendo il fondo del locale, abbiamo trovato sotto la terra molti pezzi di attrezzi da lavoro, solo la parte in ferro, quella in legno era stata consumata; erano attrezzi da lavoro per la campagna e per il taglio del bosco.

Appena ho potuto ho sistemato i pochi e vecchi oggetti di legno perchè i tarli smettessero di mangiarseli. Fra questi ho recuperato il grande contenitore che serviva da trogolo per il maiale.

I ferri ritrovati li ho messi da parte per poterli poi osservare ed eventualmente rivalorizzare.

Ogni tanto prendevo un oggetto che mi incuriosiva, lo ripulivo e lo collocavo qua e là: i campanacci delle mucche ora li uso per chiamare al pranzo, molti chiodi sono stati utilizzati per sostenere fili o appendere oggetti.

Quest’estate finalmente ho avuto un po’ più di tempo e sono riuscita a ripulire diversi attrezzi: zappini, zapponi, vanghe, badili, forche, picconi, accette e altri piccoli oggetti. Non ho ancora terminato, mancano mazze, catenacci, cardini… ma ormai sappiamo che sarà fatto.

Alcuni momenti del recupero:

 

 

Se poi qualche amica o amico ricevesse in dono un “pezzo di questi ferri”, spero lo apprezzi come un oggetto che racconta le fatiche e intelligenze della nostra umile e operosa gente valtellinese.

————————-

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

—————

Ciao, alla prossima puntata! QUI

Il seggiolone risorto

Anche se domani è Pasqua, non c’entra con il seggiolone e il suo ritorno alla vita. Ma partiamo con ordine, l’ordine da cui inizia la storia del mio incontro con il seggiolone.

Al pranzo di ferragosto 2017 in Premiana ci serve un seggiolone per la nostra piccola Viola, ne viene recuperato uno molto vecchio in legno utilizzato trent’anni prima, ma ereditato già da una precedente generazione, quindi un seggiolone di almeno 60/70 anni. È decisamente inutilizzabile, ma interessa a me perchè è particolare, di forme curate e ingegnose. Il mio interesse era già stato sospettato, quindi il seggiolone è mio… speriamo che i tarli mi abbiano lasciato ancora un po’ di materiale!

Dunque il “povero legno” è adottato e fa ormai parte del mio impegno perchè torni decoroso e degno del rispetto che merita.

Durante la pulitura del seggiolone scopro due cerniere sulle gambe che ne permettono la piegatura e la successiva trasformazione in un passeggino e primi passi. La sedia ha un buco con tappo al centro, questa poteva quindi diventare anche un comodo porta vasino per un agevole utilizzo. Queste soperte mi stuzzicano ancora di più nel cercare il modo per farlo “rivivere”

Si parte con il lavoro: tolte le carte adesive, si evidenzia un piano troppo rovinato, spezzato e molto tarlato. Si deciderà di farlo rifare dal falegname, come pure un bastoncino dello schienale e la base di una gamba. Tolgo le viti che bloccavano la trasformazione pensando di cercare una modalità più funzionale di blocco e sblocco. Le quattro ruote che avrebbero dovuto servire per il passeggio non ci sono più, chissà se ne troveremo di adatte.

Alcune foto, cliccate per ingrandirle e scorrere la galleria

Su internet ho trovato un seggiolone uguale al nostro, ma completo di rotelle: ecco la trasformazione

Il falegname fa le opportune modifiche e mette anche una protezione di ceralacca, come lui consiglia per i legni antichi.
Ecco il seggiolone rinnovato, appena sceso dall’auto, che ammira il panorama!

di ritorno dal falegname

A Natale il rinnovato seggiolone ha avuto il compito di sostere e valorizzare il nostro vecchio ed esile alberello:

Nella casa di vacanza veniva usato come appoggio a libri, fogli… ma ora ha trovato il suo posto un nuovo amichetto:

—————-

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

—————

Prossimamente un post sul seggiolone di famiglia?

Una casa nei Cech (9) -la camera-

Prima di andare in soffitta (dirottati dalla lettura di Dostoevskij QUI), avrei dovuto fermarmi in camera. La camera degli sposi, dei proprietari, della coppia, dei genitori… è stata la prima e, per un po’ di anni, l’unica camera da letto completamente ristrutturata.

La sua rimessa a nuovo ha dovuto cedere spazio, ma ha guadagnato intimità. Chi infatti saliva nelle camere, in cima alla scala entrava direttamente nella prima stanza, che era quella di cui stiamo parlando, poi passava nella seconda e da qui nella terza, comunicavano direttamente una con l’altra, nessun spreco di spazi, ma chi stava nella stanza di mezzo,  era costretto a passare nella vicina per scendere o andare in bagno e c’era qualcun altro che passava nella sua. Certo che la privacy era ancora un lusso non per tutti! Spesso si stava anche nello stesso letto non solo nella stanza di genitori o fratelli, e a volte questa eccessiva promisquità poteva generare dei problemi non solo alle ragazze (come documenta don Milani nel suo Esperienze pastorali).

Le tre camere comunicanti, due sistemate per un primo utilizzo

Dunque lo spazio, come dicevo, si è ristretto perchè abbiamo creato, all’interno della prima stanza, uno svincolo di accesso alle altre due stanze e la scala a chiocciola per salire in soffitta.

Due foto fatte durante i lavori per la costruzione della scala a chiocciola e dello svincolo, oltre al rifacimento delle solette, prima sostenute da travi in legno. Abbiamo poi ricollocato alcune travi come “aggancio storico”

La vecchia finestra con gli scuri l’abbiamo un po’ ricopiata, il colore verde era dei serramenti di altre finestre di questa casa.

Questa nuova stanza l’abbiamo poi arredata con i vecchi mobili “della zia”, risanati e restaurati.

“Passano alcune estati di sonni più freschi, ma anche di qualche risveglio di buon’ora, bisticciando con qualche raggio che s’infilava fra gli scuri, qualche lettura sul davanzale in accordo col sole… poi le nostre vacanze si fanno sempre più brevi, fino al nuovo intervento di ristrutturazione, che cambierà l’uso e la destinazione di alcuni locali.

Anche i figli sono cresciuti, e si è formata una nuova famiglia. “

Questa stanza ospiterà ora i giovani sposi con la loro bimba.
Il lettino prende il suo angolino e parte dei mobili troverà altra collocazione… (estate 2018)

E la casa torna a vivere e sorridere, riaprendo porte e finestre, di vecchia e nuova generazione, al luminoso sole dei Cech!

Ma siamo in camera… shhh

—————-

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

—————

Ciao, alla prossima puntata! QUI

Una casa nei Cech (7) -le fresche scale-

Lasciamo il vicolo del comodo passaggio (qui) e “rientriamo” in casa, ho virgolettato perché nella nostra casa nei Cech le scale erano esterne!

Che aria fresca, se non  fredda, si sentiva quando si usciva sulle scale. Allora era tutto aperto, si era in mezzo a muri di sasso che quasi non si vedeva il cielo, l’aria si doveva intrufolare, e correndo fra cantine e sottoscala ombrosi si vestiva del loro umido aroma.

Abbiamo poi chiuso con una grande vetrata il passaggio anche al correre dell’aria, ma dalla cantina sempre riesce a risalire il lento fresco del terreno bagnato dalla piccola sorgente.

Salendo poi verso le stanze, ci coglie ancora un odore di fuliggine, di canne fumarie fredde e camini spenti.

Il forno non funziona da tanto, ma la cenere trovata al suo interno ci ha testimoniato il suo importante lavoro. Abbiamo dovuto smantellarlo, ma la sua presenza non sarà dimenticata, ne abbiamo fatto un’artistica nicchia, un quadro moderno.

La salita ora è meno greve, ci si ferma più agevolmente anche al vecchio bagno, collocato in questo spazio fresco e ombroso, un po’ lo abbiamo rischiarato e anche riscaldato, ma il sole non riesce ad aiutarci molto.

Tipico delle passate generazioni era costruire i bagni in posti nascosti e spesso freddi, e come potevano dare loro uno spazio più importante, quando prima non erano nemmeno considerati servizi da mettere dentro all’abitazione?!

E  finalmente ci accoglie la grande porta ruvida a protezione dei sonni passati, e presenti.

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

—————-

per continuare a leggere

Una casa nei Cech (8) -la soffitta-

 

 

 

 

Una casa nei Cech (5) -I primi interventi-

-I primi interventi-

L’estate del 2004, soggiornando con il camper, si lavora già a fare un po’ di ordine, documentare la storia e recuperare quanto ancora di utile e di interesse. (Fra cui le porte di cui già detto qui)

Sulla facciata, il vecchio “gabinetto esterno era da demolire, ma per me era un reperto da museo, quindi l’ho prima ripulito e fotografato:

e anche la “lavanderia” doveva essere demolita, al loro posto si ricaverà un comodo terrazzo con garage… e lavanderia!

I mobili di una vecchia stanza  potrebbero essere riutilizzati ma servono buoni interventi di restauro. Li rivedremo ricollocati nella nuova stanza, dopo la ristrutturazione.

Urgenti anche i lavori sul retro della cucina, e antico accesso alla casa dal paese, per regimazione acque, risanamento e copertura scale… pulitura e sostituzione di muri e porte.  (anche in vicoli e svincoli, qui)

La scala è stata sistemata rendendola più praticabile, diminuendo l’alzata e aumentando l’appoggio dei gradini. Insomma una volta salire le scale era veramente un’impresa, ora è considerato un esercizio utile per un quotidiano movimento, ma senza eccessi!

Il bagno, aggiunto alla casa negli anni ’60, sarà stato molto utile, ma purtroppo, come in molte altre case, ne aveva rovinato l’armonia della struttura. Troveremo il modo per mantenere l’intervento ma inserendolo al meglio nell’ambiente, con tettucci e finestre sorretti e incorniciati da vecchie travi.

—————————

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

———————-

Se volete continuare a leggere:

Una casa nei Cech (6) -Un comodo passaggio-

 

 

Voci precedenti più vecchie