Lorenzo Milani e Virginia Woolf: due Maestri!

“Troviamo quel che vogliamo trovare, troviamo quel che cerchiamo. Troviamo se cerchiamo.” (Lorenzo Milani)

Io ho trovato un grande maestro di “scuola” e una grande maestra di “lettura”. Il primo è il sacerdote Lorenzo Milani, scoperto da poco, la seconda è la scrittrice Virginia Woolf, scoperta da molti anni.

Se si fossero incontrati avrebbero senz’altro fatto una profonda, interessante, ironica e chiassosa conversazione. Si sarebbero stimati e insultati a vicenda, Lorenzo Milani lo avrebbe fatto direttamente dandole della privilegiata e viziata… lei solo in seguito, e ne avrebbe disegnato una figura potente e incapace di autocontrollo, adolescenziale forse, come aveva ai tempi definito anche il suo coetaneo James Joyce.

Entrambi di famiglia ricca e coltissima, crescono in ambiente ateo, viaggiano e conoscono lingue e culture diverse

Entrambi conducono scelte di pacifismo e di promozione di giustizia sociale. Lui dedica la vita alla professione del Vangelo, si dedica ai poveri e alla loro elevazione attraverso la parola, lei si dà alla scrittura come parola capace di raggiungere tutti, e alla sua missione/professione si dona completamente.

I libri che li hanno resi famosi sono rivoluzionari: per Virginia una rivoluzione nel modo scrivere, utilizzando il monologo interiore. Per don Milani e la scuola di Barbiana, sarà un messaggio rivoluzionario su come fare scuola!

Ma il momento in cui ho colto il collegamento fra i due grandi maestri è stato quando ho trovato questo pensiero di don Milani, in una lettera del 1958  indirizzata a don Divo, un suo stimato insegnante di seminario, riferendosi alla sua massima occupazione (che lui stimava occupasse il 99% del suo tempo), LA SCUOLA:

“Non penso che al Giudizio (Universale) la mia scuola mi verrà scritta dalla parte dei meriti, ma son convinto invece che essa mi verrà scritta dalla parte delle opere che hanno già avuto il loro premio. Immense gioie, amicizie, affetti duraturi.”

Era lo stesso concetto che la scrittrice Virginia Woolf scriveva nel breve saggio “Come leggere un libro”(1925), ma invece di essere legato al fare scuola era legato alla lettura:

“A volte ho sognato che arrivato il giorno del Giudizio in cui tutti saranno pronti a ricevere i loro premi, il Signore si girerà verso Pietro e gli dirà, non senza una certa invidia, quando ci vedrà entrare con i nostri libri tra le braccia: “Guarda, costoro non hanno bisogno di premi. Non abbiamo nulla per loro. Loro hanno amato leggere.”

Entrambi quindi ritengono che la loro vita sia già stata “un Paradiso”.

Io sono stata maestra per “professione” e lettrice per bisogno e conforto. Così, da eterna scolara di letture a maestra quotidiana di bambini, eccomi incapace a rinunciare alla continua condivisione di quello che ritengo interessante. Lo faccio con gioia ed è per me un paradiso in terra? Certo leggere è una gioia, comunicare agli altri una seconda gioia, quindi la mia condizione potrei definirla

“UN PARADISO”?

Certamente lo è oggi. In passato la mia è stata una vita alla ricerca del tempo per leggere e alla ricerca e mediazione fra la scuola che avrei voluto e quella che ho potuto fare. Comunque mi considero premiata a sufficienza e non ritengo di aver alcuna pretesa ulteriore.

scritto, ragionato e firmato da

Maria Valenti (maestra e lettrice)

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Bibliografia citata:

L’obbedienza non è più una virtù, Lorenzo Milani

Le tre ghinee, Virginia Woolf

Lettera a una professoressa, Scuola di Barbiana (con regia di don Milani)

La signora Dalloway, Virginia Woolf

Perché mi hai chiamato? Lettere ai sacerdoti, appunti giovanili e ultime parole, Lorenzo Milani (a cura di Michele Gesualdi)

Come leggere un libro, Virginia Woolf

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Per approfondire, biografie di:

Lorenzo Milani  (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967)

e Virginia Woolf   (Londra, 25 gennaio1882 – Rodmell, 28 marzo1941)

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A Firenze e dintorni: chiese e luoghi di vita con Lorenzo Milani

Tre giorni in giro per vedere luoghi di vita e… chiese. Certo anche le chiese sono luoghi di vita, e quanta vita racchiudono e raccontano, ma spesso noi conosciamo solo quella degli artisti e dei loro ricchi e potenti committenti. Con la lettura di Esperienze pastorali di don Milani invece, la chiesa sa di gente che non capisce il latino della messa, non capisce le prediche, va alle funzioni perchè si deve, per paura, obbedienza, abitudine, tradizione; gli uomini in fondo con vergogna, le donne davanti con pia partecipazione, i bambini per imparare il catechismo!

I luoghi di vita che mi hanno attirato in particolare sono quelli di don Lorenzo Milani, un prete che mi ha colpito in questi ultimi mesi per come scriveva, per come pensava, per come ha vissuto con i suoi pensieri e le sue parole! Una persona che ha cambiato radicalmente il suo percorso di vita, pare ne abbia vissuto due differenti, con due Lorenzi: una fino a 20 anni e l’altra per altri 24 anni. Una vita breve: 44 anni.

Insomma si parte, con in testa i libri e le stupende lettere scritte da Lorenzo Milani (e naturalmente la mappa di Firenze)

Vedo in “Esperienze pastorali” le strade di Calenzano, la chiesa di san Donato, le contrade in colle, in piano, le botteghe, le vie, la piazza dove va a conoscere la sua gente, a capire perchè non frequenta i sacramenti di cui lui è tanto innamorato e bisognoso, da abbandonate tutto per seguire Gesù… e la sua scuola serale su nei locali della canonica dove riesce poi a riunire cattolici e comunisti, scartando senza pietà i borghesi benpensanti. E le storie raccolte sui campanilismi delle due chiese presenti nel borgo di Calenzano: San Donato e San Niccolò (qui).

Nel breve scritto “L’obbedienza non è più una virtù” dove è protagonista il coraggio, il coraggio di sfidare il mondo intero perchè lo voleva migliore per e con i suoi ragazzi!

E in “Lettera a una professoressa” dove la sua scuola lascia un segno e una guida a giovani e maestri tutti!

E le Lettere, che scriveva a tanta gente, alla mamma, a colleghi, amici, giornalisti, ai suoi ragazzi in giro per il mondo… le lettere sono formidabili, rendono Lorenzo vivo, presente, sìncero, arrabbiato, dolce, ironico, sempre simpaticamente vivace. Mi pare di poterlo vedere girare per le strade, chiacchierare sui gradini della lunga gradinata del sagrato di Calenzano, sfrecciare sulla bicicletta in Firenze per andare dalla mamma, dal vescovo, ma in particolare dal suo padre spirituale don Bensi, un prete fiorentino, gioviale e affezionato al suo faticoso e brillante”monello”.

Ma a Barbiana tutto parla di lui e del lavoro fatto per anni per portare i più poveri ad avere la parola e la dignità di una vita umana!

Tutto questo potrebbe non essere vero, non essere possibile, potrebbe essere esagerato, romanzato, mitizzato… Invece no, tutto è successo, possiamo ancora avere speranza nel valore degli uomini!

(Alcuni nostri scatti: cliccare su una foto e scorrere la galleria)

Abbiamo così girato fra piazze e chiese, trascurando i giardini a causa della pioggia.

La prima Chiesa della galleria ha visto un giovane don Lorenzo (24 anni) alla sua prima esperienza pastorale, le ultime foto sono della Chiesa dove ha concluso i suoi anni come Priore, muore a 44 anni e sarà sepolto per suo volere nel piccolo cimitero di Barbiana.

Fra le chiese di Firenze, sua città natale, residenza di nonni e bisnonni paterni, città dove ebbe la vocazione, la prima formazione alla religione cattolica… possiamo ricordare che compì gli studi teologici nel seminario di Firenze, ricevette l’ordine in Duomo e spesso tornò a Firenze per trovare la madre, il suo padre spirituale e per rispondere alle chiamate del suo vescovo.
Don Milani morì anche a Firenze, in casa della madre per essere curato negli ultimi mesi per una grave e dolorosa malattia.

Due campanili (e antichi campanilismi) di Calenzano

In viaggio sulle orme di don Lorenzo Milani, giunti a Calenzano (articolo qui) cerco con curiosità le due chiese protagoniste dei lunghi litigi documentati da don Milani nel suo libro “Esperienze pastorali” (il libro che tanto fece discutere fino al ritiro dal commercio da parte del S. Uffizio)

Mappa di Calenzano con le due Pievi

Ecco cosa scriveva don Lorenzo Milani a proposito delle due pievi di Calenzano: San Donato e San Niccolò
(cliccare per ingrandire e leggere)

Quindi una bella passeggiata ci porta da San Donato al Castello e ritorno attraversando la piazza del Comune in piano.

Cliccare su una foto per ingrandirla e seguire il passaggio da una pieve all’altra, senza pericolo di alcun tipo!

In auto: Firenze ci aspetta!


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A Firenze e dintorni: chiese e luoghi di vita con Lorenzo Milani

A Calenzano, sui passi di don Lorenzo Milani

dalla biografia di don Milani

 

 

 

 

Il 15 maggio sono stata a Calenzano, prima tappa di un percorso nei luoghi di vita e di scuola di questo Priore così citato, ma forse poco conosciuto nell’ambiente della scuola Primaria, nonostante molte scuole siano intitolate a questo maestro speciale, speciale perchè non maestro di professione, ma un prete motivato a cambiare le condizioni degli ultimi, degli emarginati, un innovatore, creatore di metodi e strumenti per dare istruzione e cultura ai ragazzi, proprio a quelli per cui oggi si fanno innumerevoli certificazioni.

A Calenzano sono salita su un colle dove si trova la Chiesa e la canonica e dove don Lorenzo aveva aperto la scuola popolare serale per chi non aveva neanche il diploma di quinta elemenare, contadini e operai. La scuola si teneva in tre stanze che davano sul chiostro di fianco alla chiesa. Alla scuola popolare di San Donato non c’era tempo per giocare, e un giorno, pallone e maschera da scherma e fioretti e sciabole e attrezzi da ping pong, finirono nel pozzo profondo della canonica.

Alcune foto scattate da me (cliccare su una e far scorrere la galleria):

Due filmati trovati in rete su Calenzano :
1)- Sulle tracce di don Lorenzo Milani – don Ciotti incontra gli ex allievi di don Milani per una preziosa testimonianza.

2) Spettacolo “Don Milani un viaggio lungo un mondo”, un bel racconto sul sagrato della chiesa di San Donato:

http://www.donmilaniteatro.it/spettacolo.html

Per la passeggiata fra i due campanili e la storia degli antichi campanilismi di Calenzano  QUI

Lorenzo Milani

Un bel servizio su Don Lorenzo Milani, il peso della libertà  (al link sotto)

-RaiStoria  Personaggi – Cultura e territori Italiani con Paolo Mieli-

http://www.raistoria.rai.it/embed/italiani-con-paolo-mieli-don-lorenzo-milani-il-peso-della-libertà/37974/default.aspx

Parole dalle testimanianze su Don Milani:

Una sorta di San Francesco del 900

I grandi convertiti sono difficili da gestire

Nel 1943 Lorenzo Milani rappresenta la cultura di Firenze ed entra in seminario

Lorenzo ha 20 anni e una qualità che la Chiesa difficilmente apprezza: l’ironia

L’ironia è il linguaggio che usa molto con la mamma, nella fittissima corrispondenza che intreccia con lei durerà tutta la vita

Lui era un intransigente, qualità impopolare

Scopre che i poveri non giocano, non può baloccarsi ma deve avere lo strumento della parola per difendersi nella vita

Forgiare un uomo giusto, a questo lavora Don Milani

La sua vita è stata un’indigestione di Gesù Cristo

Esperienze pastorali

A 40 anni dalla morte don Milani era ancora censurato, manipolato, rimosso. Convegno a Napoli

https://lucakocci.wordpress.com/2007/06/23/il-don-milani-inedito-di-esperienze-pastorali-un-libro-di-sergio-tanzarella/

Contrordine: Esperienze pastorali non è più «inopportuno». Riabilitato il libro di don Milani ( 26 aprile 2014)

https://lucakocci.wordpress.com/2014/04/19/contrordine-esperienze-pastorali-non-e-piu-inopportuno-riabilitato-il-libro-di-don-milani/

Barbiana. «Don Milani servì in modo esemplare i poveri, il Vangelo e la Chiesa»

 Barbiana martedì 20 giugno 2017 ( articolo dell’Avvenire di Andrea Fagioli al link)
https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-a-barbiana-visita-alla-tomba-di-don-lorenzo-milani

Vatican News – Italiano   Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani  (23 apr 2017)
https://youtu.be/fDZKWCaIExQ
Il discorso di Papa Francesco a Barbiana (FI) nel pellegrinaggio sulla tomba di don Lorenzo Milani. (Martedì 20 giugno 2017)
https://youtu.be/-MurTwDeDik
Papa Francesco si reca in pellegrinaggio alla chiesa di Barbiana per pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani ( 20 giugno 2017 servizio completo al link)
https://youtu.be/OzHPX2PO19o

DON LORENZO MILANI E LA SUA SCUOLA

Il filmato con immagini, provocazioni e testimonianze inedite e con la viva voce del Priore e dei Ragazzi di Barbiana, è stata realizzata dalla Radio-Televisione della Svizzera Italiana nel 1979 nella serie “Viaggio nella lingua italiana – Scrittori non si nasce”.
Il filmato è un documento storico originale e unico con testimonianze di Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Leonardo Sciascia e altri.

http://www.arcoiris.tv/scheda/it/1037/

TOPOLINO

Vorrei scrivere di varie riflessioni, ma sto in continuo riordino, pulizia, dopo anni di sostituzioni, di spostamenti, di immagazzinamenti a secondo dei bisogni di famiglia e lavoro…

e in questi giorni, vuotando degli scatoloni ho ritrovato oggetti degli anni 80/90 fra cui personaggi in plastica… ed ecco riemergere ricordi dell’infanzia dei miei figli, di quel periodo di energia, di giorni alla rincorsa di tempo e denaro per soddisfare loro e me!

Sono i personaggi dei cartoni americani o giapponesi riprodotti in plastica, che si acquistavano o trovavano come omaggio o sorpresa in ovetti o altri acquisti. I sette nani di Biancaneve li avevamo comprati e tenuti con cura, come i Puffi, la famiglia della Disney..

Vorrei soffermarmi sul personaggio di Topolino: lui ha il titolo di un giornalino a fumetti, è il protagonista, il detective vincente, l’uomo moderno, stimato, esemplare, ma anche giusto, corretto, rassicurante, pure con  invidiabili relazioni affettive, con Topolina una fidanzata grintosa e alla moda, due nipotini affezionati (i genitori nei fumetti americani non esistono, questo mistero mi ha sempre incuriosito, ma tantè), Pippo un amico fidato… Insomma questo personaggio fortunato, anche per il suo autore e per tutta la Disney,  io lo avevo anche ricamato su copertine e lenzuolini dei miei piccoli eredi, augurale e rassicurante dev’essere una madre!

Ma, ma, ma… non avevo mai pensato che l’amico Topolino fosse un personaggio convenzionale, ubbidiente, ossequioso nell’uso delle sue doti di cultura, intelligenza e bontà, un americanino da imitare per essere ben inseriti in questo mondo alla rincorsa del successo, un successo mascherato anche di azioni generose, altruiste, ma chissà perchè sempre accordate e supercodificate. Nessuna innovazione problematica, nessuna provocazione azzardata, un bel soldatino da duplicare per il bene del sistema?!

E Minny chi la vedeva come la ragazza alla moda, che si fa bella e capricciosa con trucchi e vezzi e civetta per essere un oggetto di perenne desiderio?

Una coppia che continua a vendere un modello da seguire? In realtà non sono aggiornata sugli ultimi contenuti pubblicati, dalle loro storie i bimbi erano informatissimi su scoperte scientifiche, geografiche, ritrovamenti archeologici, interventi in campo sociale…

Del 1990 ecco il numero con la presentazione dell’iniziativa a favore dei bambini: il telefono azzurro. Ho letto il racconto, non l’ho trovato per niente interessante, ma sono troppo vecchia! leggerò quelli del pasticcione Paperino, del tirchio Paperone, o di Maga Magò? oppure lascerò ancora ad altri queste letture?

(cliccare su immagini per leggere e sfogliare)

Allora perchè dalla mischia ne escono ancora vittoriosi? Perchè chi di voi vorrebbe essere uno dei sette nani, chi un puffo, chi uno gnomo?
Topolino è sempre aggiornato e ha al suo servizio una perenne fidanzata, uno scienziato, una nonna cuoca, amici simpatici, ricchi o un po’ pazzerelli, anche delinquentelli, ma lui non sgarra ed è garante di ordine e tranquillità!

Quindi “Sogni d’oro” ancora con TOPOLINO, ma attenzione a circondarci anche noi di una famiglia grande e un po’ più umana!

 

immagine da internet

Ciao da Alicemate/Maria Valenti

UMILIATI e OFFESI di Fedor Dostoevskij

p1180518Scopro lo sceneggiato televisivo del 1958 su youtube, è diviso in quattro parti, lo si può guardare con calma… (vedi il link a fondo pagina)

Quindi devo leggere il libro, perchè si sa, gli scritti di Dostoevskij meritano, non importa se la storia la conosco, ne scoprirò meglio i particolari, la scelta delle espressioni, confronterò le parti messe più o meno in evidenza e… ne coglierò altri messaggi!

Ecco, ho terminato di leggere “Umiliati e offesi” e sono soddisfatta, certo è consigliabile prima la lettura della visione di un film, o forse no? mah! insomma… si fa quello che si può e si vuole.

Cosa posso dire di mio? In “Delitto e Castigo l’Amore è stato la salvezza, e in questo romanzo? L’amore è sempre al massimo del suo fascinoso caos, e c’è ancora un’eroina, anzi più di una, ma la più investita di tale responsabilità è sicuramente Nelly: una “piccola fiammiferaia” senza fiammiferi, ma con un  nonno nelle visioni, una Maria Goretti che riesce a salvarsi… almeno la pelle, una Biancaneve il cui principe azzurro non riuscirà a restituirle la vita, una Cenerentola che rifiuta di andare al palazzo del principe… insomma manca il lieto fine, ma i personaggi non scherzano! Al maschile l’eroismo, quando c’è, perchè ce n’è decisamente di meno, mi richiama Don Chisciotte! Chi mi è piaciuto di più? il cattivo principe: mi è piaciuto come personaggio coraggioso e sincero, anche nella sua spudorata cattiveria, è da questo personaggio che Dostoevskij fa uscire di più il vero animo umano, misto di bene e male, di egoismo più che altruismo, e dove spesso anche l’altruismo è una maschera all’umana debolezza.

Bello certamente, anche se sicuramente, l’idea che mi ero fatta di Dostoevskij, non era questa.

 

Link allo sceneggiato:
https://www.youtube.com/watch?v=7XOKCyXqu9E

 

Ciao da Alicemate /Maria Valenti

 

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