Don Milani insegna con parole e calcoli!

Premessa

Competenza matematica e competenza linguistica

(Da: Franca Da Re La didattica per competenze APPRENDERE COMPETENZE, DESCRIVERLE, VALUTARLE)

“È di tutta evidenza l’importanza che la matematica assume nel nostro mondo. Essa è uno dei due metalinguaggi – insieme alla lingua – con cui ci rapportiamo alla realtà, con cui la misuriamo e la rappresentiamo. Le competenze matematiche ci permettono di avere un approccio critico a dati che leggiamo o che ci vengono proposti e a interpretazione di eventi e fenomeni; ci permettono di prendere decisioni ponderate di tipo economico o finanziario, di risolvere problemi quotidiani. Proprio come la lingua, la matematica è trasversale rispetto a tutte le altre discipline, per la sua potenza nel misurare e rappresentare i fenomeni. Possedere competenze matematiche significa aumentare le proprie possibilità di pensiero critico, la propria autonomia personale, la possibilità di assumere decisioni responsabili.”

Dal libro Esperienze pastorali di Don Lorenzo Milani possiamo gioire di queste due competenze:

la chiarezza della parola aiutata dalla rilevazione e dai calcoli dei dati raccolti, sempre accopagnati dalla riflessione critica e creativa dell’intellligenza dell’uomo, in questo caso dall’acutezza dell’autore… per aprire le menti.

– L’istruzione, tema fondante del suo apostolato, evoluzione storica:

– I risultati scolastici secondo la classe sociale di appartenenza:

– Esodo della popolazione e i suoi indicatori:

– Come si vive nelle case:

 

– Il lavoro: 

La lettura di questi grafici, e magari la loro riformulazione con dati rilevati nella propria realtà, aiuterebbero i ragazzi a scuola o gli addetti, nella vita sociale, a capire o aiutare a capire meglio il mondo in cui si vive.

Ciao da Alicemate

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I CATALIZZATORI nell’educazione e nella letteratura

Il terzo incluso. il catalizzatore è fondamentale per promuovere cambiamenti, l’insegnante è un catalizzatore fra il bambino e la conoscenza. Nella metafora della Dott. Lucangeli, il catalizzatore è il cucchiaino che girando nella tazzina di caffè con lo zucchero, permette alla bevanda di addolcirsi.

Una metafora simile l’ho trovata sul romanzo di Musil “L’uomo senza qualità”

– Lei non mi vuol capire. So che cos’è il progresso, so che cos’è l’Austria, e probabilmente so anche che cos’è il patriottismo. Ma forse non riesco a capire esattamente che cosa siano il vero patriottismo, la vera Austria e il vero progresso. Questo le chiedo! – Va bene; sa che cos’è un enzima o un catalizzatore? – Leo Fischel si limitò a fare un gesto elusivo. – Né l’uno né l’altro cooperano materialmente, ma mettono in moto il processo. La storia le avrà insegnato che la vera fede, la vera morale e la vera filosofia non son mai esistite; tuttavia le guerre, le infamie e gli odî che si sono scatenati in loro nome hanno fruttuosamente trasformato il mondo.

(pag. 523 su pdf robert_musil_-_luomo_senza_qualit)

Per ascoltare la spiegazione del cucchiaino: dal minuto 1:09 al 3:118 al link

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I catalizzatori, mi pare di aver capito, possono essere positivi o negativi, produrre bontà o disastri. I catalizzatori educativi di cui parla la prof.  Lucangeli dovrebbero attivare processi positivi, ma non è sempre automatico; i catalizzatori di cui parla Musil come esempi di cambiamenti storici, pare siano negativi, ma non sempre i risultati a cui portano sono peggiorativi.

Allora? teniamo presente che tutto muta in continuazione se c’è vita, a volte stiamo fermi per paura di innescare cattive reazioni, ma anche lo star fermi è una scelta che modifica quanto sta intorno a noi…

Ci vuole fortuna, ma anche un tantino di preparazione ci potrebbe dare una mano, spero!

Ciao da Alicemate

Il Natale nelle “mie”scuole (2)

Continuo nella ricostruzione dei Natali nelle mie scuole (QUI la prima parte).

Dopo i lavori nelle scuole materne, ora ne pubblico alcuni della scuola Primaria.

Alla scuola materna si curava molto la costruzione di presepe e albero in quanto l’attività di manipolazione e drammatizzazione era alla base di ogni apprendimento, come pure l’essere vicni alle esperienze significative della vita dei bambini.

Anche alla scuola primaria si lavorava sul Natale: si leggevano e scrivevano testi, si disegnava, si costruiva un oggetto o un biglietto augurale per la famiglia, si addobbavano le vetrate, ma spesso si preparava anche uno spettacolo in tema natalizio da presentare ai genitori o ai compagni.

Non ho tutte le documentazioni, spesso non si facevano foto o si tenevano a scuola… quindi dei primi anni non ho sottomano il materiale, degli ultimi invece ne ho molto perchè utilizzavo i blog anche a scopo didattico, quindi partirò dagli anni più recenti.

Il materiale si riferisce principalmente alle attività fatte nelle mie ore di lavoro, quindi nelle discipline che seguivo io: matematica, scienze, immagine, musica, storia, geografia, in modo vario secondo gli anni.

Natale 2016, classe 5^a Traona:
Attività di tutoraggio con i bambini di classe 1^: il calendairio dell’Avvento, nel video:

Lavoro personale come augurio alle famiglie:

Natale 2015, classe 4^ a Traona:

 

I canti per il Concerto di Natale, per ascoltarli e imparare anche le parole corrette:

 

Il Concerto di Natale nel video la parte della classe 4^:

Angioletto a piegatura e biglietto in inglese per la famiglia:

Natale 2014, classe 3^ a Traona:

Laboratorio manuale per preparare il regalino di Natale:

Natale 2013, classe 2^ a Traona:

Il biglietto per portare a casa gli auguri:

Filmato della presentazione della filastrocca “Lo zampognaro” di Gianni Rodari, recitata  dagli alunni di classe 2^ della Primaria di Traona per lo scambio di auguri natalizi con i compagni della loro scuola, nella mattinata di giovedì 19 dicembre 2013

Natale 2012, classe 1^ a Traona:

Rappresentazione con un balletto della fiaba per i compagni della scuola: ” LO SCHIACCIANOCI” (foto)

L’augurio per le famiglie costruito da ogni bambino:

 

Natale 2011, classe 5^ a Traona:

I canti per la festa nella scuola:

Per le vacanze un film da vedere e un gioco da fare:

 

Il gioco con la slitta di Babbo Natale che deve consegnare i regali ma…su strade trafficate: si inizia in Canada e poi si dovrebbe girare il mondo. Leggere bene le istruzioni e partire, al link sotto:

http://www.gioco.it/gioco/babbo-natale-di-corsa?

 

Natale 2010, classe 4^ a Traona:

 

Mancherebbero ancora nove anni, ma penso possa bastare!

 

Ciao da Alicemate e maestra

Il Natale nelle “mie”scuole (1)

Vediamo un po’, mi ero talmente nauseata da tutta la laboriosità e ripetitività del Natale, che negli ultimi anni lo vivevo veramente con fatica fisica e psicologica… non vedevo l’ora che fosse veramente “vacanza”,  ora ci sono movimenti che combattono per eliminare i compiti a casa ai ragazzi, ma i compiti per gli insegnanti? e per i genitori? Specialmente in queste vacanze natalizie non si riposava, certo variavano gli obiettivi, si doveva pensare ad altri impegni, ma sempre impegni erano.

Comunque quest’anno, visto che per la prima volta sono sganciata da scuole e figlioli, posso rivedere e magari superare questo malessere che si era creato intorno alle feste comandate, ecco “Feste Comandate” già qui esce una costrizione che è poco vacanziera!

Allora, alla ricerca di foto/documento dei miei Natali nelle scuole, certo non quando ero alunna, di quelle esperienze non c’è nulla di fotografico. Ricordo però che in classe 1^ sicuramente, ma probabilmente anche nelle successive, si scriveva “La lettera a Gesù Bambino”: era una letterina bellissima con un’immagine di Natività e i brillantini, si scriveva in classe ed era l’inizio della carriera di scrittore per noi bambini!

Non ricordo altro, se non i compiti delle vacanze oggi da molti contestati (anch’io sono per rivedere questi impegni, ma qui si apre un altro discorso) ma in fatto di compiti delle vacanze, io ricordo che, quando ero alla scuola media, spesso riuscivo a studiare talmente bene durante questi giorni, che un buon voto lo rimediavo sempre al rientro! Anche questo era un “Regalo di Natale”, oltre a poter dormire di più al mattino e giocare con le mie sorelle.

Finite le scuole, inizio a lavorare come insegnante: prima nelle scuole materne e poi nelle elementari per 41 anni consecutivi!

Nel 1976 ho iniziato alla scuola materna di Sondalo, presso l’Ospedale Morelli, allora ancora in parte Sanatorio. La scuola infatti era quella interna all’ospedale per permettere ai bambini presenti di frequentare le scuole, materna o elementare.

In seguito sono stata a Civo, ad Ardenno, a Paniga e a Morbegno. Sono quindi passata alla scuola elementare, oggi primaria, dove ho lavorato per ventisei anni, un anno a Mello e gli altri a Traona.

Comincio con il periodo più lontano, quello nelle scuole materne (oggi scuole dell’Infanzia).

(Le foto sono poco chiare e alcuni visi sono stati appositamente pixelati per la privacy. I protagonisti si riconosceranno comunque)

Cliccare sulle foto per ingrandire e far scorrre le gallerie

Scuola materna di Civo:

Scuola materna di Paniga:

Scuola materna Morbegno 1989 e 1990:

 

Per i lavori natalizi nelle scuole primarie ci sarà un altro articolo…

Ciao da Alicemate e maestra

 

 

Sancio Panza e il calcolo mentale

Sancio Panza, un esempio per il metodo analogico di Camillo Bortolato per il calcolo mentale basato solo su quantità (immagini palline) e linguaggio verbale, indipendenti e precedenti alla simbologia delle cifre, indispensabili poi per il calcolo scritto.

Sancio Panza, lo scudiero di Don Chisciotte nel famoso romanzo di Miguel De Cervantes, ci dimostra come la matematica, nel far di conto, non richieda particolare didattica, infatti Sancio non è andato a scuola, non sa nè leggere nè scrivere, ma sa fare i calcoli utilizzando semplici strategie, in questo caso scomposizioni e trucchi facilitanti per fare la divisione 3300:4 cioè 3300 frustate pagate 1/4 di reale (moneta spagnola del tempo).

Vediamo la paginetta in cui Sancio ci racconta come calcola il suo guadagno matematico secondo il numero di frustate… mentre il suo colto padrone Don Chisciotte filosofeggia sull’effettivo, ma incalcolabile e inguadagnabile valore delle frustate (frustate che Sancio si deve dare per togliere l’incantamento e ridare all’amata Dulcinea il suo adorabile aspetto):

Cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere i calcoli di Sancio

Questo uso del saper far di conto è in accordo col metodo analogico di Camillo Bortolato, che insiste sul calcolo mentale a scuola, prima di quello scritto e dandogli maggior spazio, in modo da lasciare fare ai bambini il percorso naturale che l’intera umanità ha sempre fatto in ogni tempo e luogo, utilizzando al meglio le proprie capacità di calcolo della numerosità, senza uso delle cifre, che serviranno poi per il calcolo scritto, per continuare a fare conti con grandi numeri e in poco tempo (uso degli algoritmi delle operazioni).

Quindi partire dalla base della montagna per raggiungere poi i simboli e il calcolo scritto:

E tutti sapremo così fare i calcoli a mente, intelligenti perchè si usa la mente, come Sancio Panza, ma anche quelli scritti utilizzando supporti scritti che richiedono insegnamenti e alfabetizzazione e ora, magari, saper utilizzare, quando necessario, anche la tecnologia!

 

Ciao da Alicemate

Emozioni nelle storie di Peter Coniglio

Questa mattina ho recuperato alcuni libri dell’infanzia dei miei figli, che avevo tenuto in casa per utilizzarli a scuola, ma anche perchè…  erano diventati parte della storia di famiglia.

Alcuni anni fa erano poi finiti in un armadio per ritinteggiatura e lì erano rimasti.

Questa mattina quindi, stuzzicata dall’ articolo di un’insegnante che proponeva la lettura di audiolibri alla scuola dell’infanzia e in classe 1^, vado alla ricerca del libriccino che lei citava e che io ricordavo con affetto: La storia di Peter Coniglio di Beatrix Potter.

Ecco i due libricini trovati:

Un libriccino si trasforma anche in giostrina, quindi lo rinfresco, riparo un nastrino, ed eccolo:

Dietro alle immagini pop-up abbiamo il testo integrale da leggere:

Avevo anche acquistato le videocassette con le storie.

Su Youtube ho trovato la stessa storia di Peter Coniglio (in inglese)

Tutte le storie iniziano con le immagini della scrittrice Beatrix mentre dipinge gli acquarelli e scrive le storie nel suo ambiente di campagna, poi parte la storia in disegni animati e si conclude con Beatrix che spedisce il manoscritto della storia terminata all’editore. Buona visione!

 

Ciao da Alicemate

L’ingratitudine, malattia da vaccinare?

Sono in accordo con il grande Miguel de Cervantes sulla gravità del difetto dell’ ingratitudine umana per l’epidemica diffusione sociale che si riscontra che poi, come diceva Cervanes, riempirà “l’inferno”. Magari ci faranno il vaccino anti ingratitudine… no no tranquilli, forse basta un po’ di prevenzione con uso di buone regole fin dai primi anni di vita.

Comunque non è un male moderno, come io immaginavo, ma era presente fortemente già nel 1600.

Bisogna dunque impegnarsi con la prevenzione, dando esempi e insegnamenti  di gratitudine, di ringraziamento verso chi si cura di noi, spesso anche in modo elegante e delicato.  I miei alunni erano sprovvisti di questa virtù… ma non è colpa loro, è certo!

C’è però anche chi ritiene che la gratitudine sia difettosa di ossequiosità, perbenismo, affettazione, falsità… beh allora ci dobbiamo capire: nessuno vuole creare altari o inginocchiatoi, un riconoscere il lavoro donato, e dire grazie. Nemmeno a me piace raccogliere beneficenze a cui devo riverenza a vita, ma un po’ di onestà ci vuole, no?

Certo la via giusta è sempre difficile da seguire, sennò sarebbe troppo facile la virtù, che è bellezza per tutti i beneficiati e i benefattori!

Provate a leggere quello che scriveva Cervantes intorno a questo difetto.

Dal Don Chisciotte della Mancia Vol. 2 di Miguel de Cervantes

CAPITOLO LVIII

[…] Infine, tolte le tovaglie, con molta dignità don Chisciotte si alzò e disse: — Fra i maggiori peccati che gli uomini commettono, sebbene alcuni dicano che il più grande sia la superbia, io sostengo che è l’ingratitudine, attenendomi al detto, che l’inferno è pieno d’ingrati. Per quanto mi è stato possibile, cercai sempre di non poter essere accusato di questo peccato, sino da quando ebbi l’uso della ragione: e quando non posso ricambiare i benefici che ottengo, supplisco almeno con il desiderio di farlo: e se questo non basta, li divulgo per ogni dove… . Pertanto su queste basi, grato com’io sono agl’infiniti vostri favori, non potendovi corrispondere in egual misura, e contenendomi nei ristretti confini della mia possibilità, offro quello che posso e quello che tengo di mia natura, e dichiaro che mi tratterrò per due giorni naturali in mezzo a questa strada maestra che va a Saragozza, per sostenere a prova con chi che sia, che queste signore pastorelle travestite che si trovano qua presenti, sono le più belle e cortesi donzelle che vanti il mondo, tranne unicamente l’impareggiabile Dulcinea del Toboso, unica signora dei miei pensieri, con buona pace di quanti e quante mi ascoltano. […]

per leggere tutto il capitolo: https://it.wikisource.org/wiki/Don_Chisciotte_della_Mancia_Vol._2/Capitolo_LVIII

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citazioni varie:
https://it.wikiquote.org/wiki/Ingratitudine

(immagini prese dal web e una modificata da me con le scritte)

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