Italiano con vecchie tecnologie

“Deposito” questa attività di Italiano in 4^dell’a. s. 1992/93 qui su Alicemate perchè fa parte della STORIA della mia scuola, più che una proposta da condividere, ma ho avuto comunque il coraggio di mostrarla anche sul mio gruppo facebook, perchè si può sempre recuperare e riusare… con i debiti aggiustamenti.

Le date che trovate nell’articolo sono quelle della pubblicazione dei post nel mio gruppo facebook “Scuola primaria con innovazione” e sono link attivi.

10 luglio

Nel 1992 non c’erano le LIM e nemmeno le aule con i computer fissi, infatti ancora non c’era informatica come disciplina scolastica. Io allora insegnavo italiano in due classi quarte e avevo fatto utilizzare le macchine da scrivere per preparare il giornalino di due visite guidate attuate ad inizio ottobre. Ho ripensato a questa attività vedendo le foto che documentano l’uso della macchina da scrivere (innovazione didattica alla scuola di don Milani negli anni 60).
Ho trovato la mia U.D. e ve la posto. Purtroppo non ho foto a documentare le attività. A quei tempi le foto costavano e si facevano solo in occasioni speciali! Don Milani aveva l’amico Ammannati che aveva la passione della fotografia 😉
Se vi incuriosisce potrei mostrarvi invece il lavoro dattiloscritto dai bambini.

10 luglio

Ho scansionato le pagine di italiano relative al primo viaggio, quello sul lago. Riuscite ad immaginare il lavoro di battitura con le macchine da scrivere, non era facile, se si sbagliava si poteva cancellare con le gomme dure, ma con molta attenzione, i nastri inchiostrati giravano, erano colorati di blu o nero e rosso, con l’uso si consumava l’inchiostro, col tempo si seccavano e si dovevano sostituire. I disegni dei bambini si dovevano incollare, rimpicciolire, fotocopiare. Per fare un giornalino servivano diverse competenze, promuoverle nei ragazzi sarebbe stato molto interessante, il nostro era solo un approccio saltuario… quanti apprendimenti solo abbozzati!

cliccare sulle immagini per ingrandire e leggere

13 luglio

Nel 1992 si programmava con le U.D. (unità didattiche). Le attività e le motivazioni che muovono gli apprendimenti sono le stesse: partire da esperienze significative e far operare i bambini nella loro realtà. Quindi se trasformate l’U.D. in EAS (*) per la fase preparatoria e operatoria, questo stimolo può essere ancora valido! Certamente, invece di inviare la lettera cartacea in busta con francobollo all’ufficio postale, si manderà per posta elettronica. E il giornalino? se non sarà cartaceo da unire alla lettera, si allegherà digitale. Tutto più semplice, e si può anche far scrivere tutto a mano in corsivo, basta scansionare o fare una foto da spedire
Che dite? mi sembrava foste stati interessati alle mie vecchie esperienze.

Ecco le lettere con diversi registri, scritte a piccoli gruppi, lette alla classe e sistemate. Ora, se c’è la LIM, si possono anche mostrare meglio a tutta la classe. Oppure serve almeno una copia per gruppo da guardare, perchè solo ascoltando è difficile cogliere eventuali errori o indicare possibili miglioramenti.

Per vedere il giornalino completo delle due gite al Lago e in Alta Valtellina, scritto a macchina dai ragazzi di classe 4^e spedito ai vari

intestatari delle lettere, aprire il file al link sotto:

 

 

giornalino gite cl 4^

(*) EAS  PROGRAMMARE

 

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Ciao da Alicemate-maestra Maria Valenti

 

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Lorenzo Milani e Virginia Woolf: due Maestri!

“Troviamo quel che vogliamo trovare, troviamo quel che cerchiamo. Troviamo se cerchiamo.” (Lorenzo Milani)

Io ho trovato un grande maestro di “scuola” e una grande maestra di “lettura”. Il primo è il sacerdote Lorenzo Milani, scoperto da poco, la seconda è la scrittrice Virginia Woolf, scoperta da molti anni.

Se si fossero incontrati avrebbero senz’altro fatto una profonda, interessante, ironica e chiassosa conversazione. Si sarebbero stimati e insultati a vicenda, Lorenzo Milani lo avrebbe fatto direttamente dandole della privilegiata e viziata… lei solo in seguito, e ne avrebbe disegnato una figura potente e incapace di autocontrollo, adolescenziale forse, come aveva ai tempi definito anche il suo coetaneo James Joyce.

Entrambi di famiglia ricca e coltissima, crescono in ambiente ateo, viaggiano e conoscono lingue e culture diverse

Entrambi conducono scelte di pacifismo e di promozione di giustizia sociale. Lui dedica la vita alla professione del Vangelo, si dedica ai poveri e alla loro elevazione attraverso la parola, lei si dà alla scrittura come parola capace di raggiungere tutti, e alla sua missione/professione si dona completamente.

I libri che li hanno resi famosi sono rivoluzionari: per Virginia una rivoluzione nel modo scrivere, utilizzando il monologo interiore. Per don Milani e la scuola di Barbiana, sarà un messaggio rivoluzionario su come fare scuola!

Ma il momento in cui ho colto il collegamento fra i due grandi maestri è stato quando ho trovato questo pensiero di don Milani, in una lettera del 1958  indirizzata a don Divo, un suo stimato insegnante di seminario, riferendosi alla sua massima occupazione (che lui stimava occupasse il 99% del suo tempo), LA SCUOLA:

“Non penso che al Giudizio (Universale) la mia scuola mi verrà scritta dalla parte dei meriti, ma son convinto invece che essa mi verrà scritta dalla parte delle opere che hanno già avuto il loro premio. Immense gioie, amicizie, affetti duraturi.”

Era lo stesso concetto che la scrittrice Virginia Woolf scriveva nel breve saggio “Come leggere un libro”(1925), ma invece di essere legato al fare scuola era legato alla lettura:

“A volte ho sognato che arrivato il giorno del Giudizio in cui tutti saranno pronti a ricevere i loro premi, il Signore si girerà verso Pietro e gli dirà, non senza una certa invidia, quando ci vedrà entrare con i nostri libri tra le braccia: “Guarda, costoro non hanno bisogno di premi. Non abbiamo nulla per loro. Loro hanno amato leggere.”

Entrambi quindi ritengono che la loro vita sia già stata “un Paradiso”.

Io sono stata maestra per “professione” e lettrice per bisogno e conforto. Così, da eterna scolara di letture a maestra quotidiana di bambini, eccomi incapace a rinunciare alla continua condivisione di quello che ritengo interessante. Lo faccio con gioia ed è per me un paradiso in terra? Certo leggere è una gioia, comunicare agli altri una seconda gioia, quindi la mia condizione potrei definirla

“UN PARADISO”?

Certamente lo è oggi. In passato la mia è stata una vita alla ricerca del tempo per leggere e alla ricerca e mediazione fra la scuola che avrei voluto e quella che ho potuto fare. Comunque mi considero premiata a sufficienza e non ritengo di aver alcuna pretesa ulteriore.

scritto, ragionato e firmato da

Maria Valenti (maestra e lettrice)

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Bibliografia citata:

L’obbedienza non è più una virtù, Lorenzo Milani

Le tre ghinee, Virginia Woolf

Lettera a una professoressa, Scuola di Barbiana (con regia di don Milani)

La signora Dalloway, Virginia Woolf

Perché mi hai chiamato? Lettere ai sacerdoti, appunti giovanili e ultime parole, Lorenzo Milani (a cura di Michele Gesualdi)

Come leggere un libro, Virginia Woolf

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Per approfondire, biografie di:

Lorenzo Milani  (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967)

e Virginia Woolf   (Londra, 25 gennaio1882 – Rodmell, 28 marzo1941)

A Barbiana, con Lorenzo Milani e la sua eredità

Il 17 maggio scorso sono stata a Barbiana per conoscere dove ha operato il grande maestro di vita, di una vita degna per i poveri, dando loro la parola e la  dignità attraverso l’amore nei loro confronti.

“il più originale e maggiore educatore del nostro tempo: lui, don Milani. LA SCUOLA il suo messaggio più rivoluzionario” ( D.M. Turoldo in Il mio amico don Milani)
Come avrete capito sono stata a Barbiana e ho letto parecchio del “maestro” Lorenzo Milani.
Un breve video montato da me con immagini d’epoca per mostrare com’era la scuola di don Lorenzo Milani negli anni che vanno dal 1954 al 1967.

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Ho terminato di caricare il breve video che racconta com’è “La scuola di Barbiana”. Questa scuola che possiamo vedere ancora oggi salendo sul Monte Giovi, in quel luogo isolato dal mondo dove era stato mandato un giovane esuberante e rivoluzionario don Lorenzo Milani perchè non desse fastidio. E anche qui si dedicò ad istruire i poveri che la scuola cacciava con bocciature ed umiliazioni.

“L’opera d’arte, diceva don Milani, è uno scritto o una pittura o che altro volete, capace di comunicare profondamente, capace di creare un ponte tra chi la fa e chi la riceve.”

La scuola di Barbiana: un’opera d’arte!
Le foto del mio passaggio in un video:

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La Costituzione dovrebbe necessariamente far parte di tutti i percorsi formativi a tutti i livelli scolastici in differenti forme e con adeguate metodologie.
Nella scuola di don Milani era un punto fermo, assieme al Vangelo, a cui riferirsi per la formazione dei futuri uomini e cittadini.
Purtroppo spesso le scuole non rispettano questo loro dovere, le Indicazioni ministeriali stesse ne difettano, almeno nel non citarle espressamente.
Il video mostra i cartelli illustrati del primo gruppo di articoli, fino all’art. 54 (principi fondamentali -articoli 1-12- e parte prima: “Diritti e Doveri dei cittadini” -articoli 13-54-). Questi cartelli sono stati fotografati durante il nostro percorso nel bosco per raggiungere la scuola in canonica di Barbiana, creata e seguita da don Lorenzo Milani dal 1954 alla sua prematura morte nel 1967.
Il video è veloce, un colpo d’occhio analogico alla Costituzione, da stimolo ad approfondire e non dimeticarcene.

 

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Ciao da Alicemate-maestra Maria Valenti

Il leone e il topo (inizio storico di italiano in cl. 1^)

Guardando il nuovo materiale di Camillo Bortolato “Italiano in terza”, per poterlo conoscere e presentare ai colleghi, nel quadernetto operativo ho trovato una favola di Esopo: Il leone e il topo, la stessa che avevo utilizzato io come stimolo alla lettura e scrittura in una classe 1^, mi sono incuriosita e ho cercato il mio vecchio diario dell’anno scolastico 1994/95. Per me allora, come per tutti penso, la lettura e la scrittura seguivano un percorso che si sviluppava contemporaneamente. Ora Bortolato ci spiega che è meglio separarli: “leggere in un giorno e scrivere in un anno” e non segue nessun metodo se non quello analogico, che è quello naturale per apprendere.
Il mio lavoro era invece partito con un approccio globale alla letto-scrittura per poi passare a quello fonematico.

Insomma anche il metodo che avevo utilizzato era un po’ misto e personalizzato.
Comunque ho deciso di pubblicare questa “partenza” perchè la ricordo con piacere.

Come potete vedere il testo qui sopra (cliccateci su per ingrandire e leggere), che propone Bortolato per la terza, è ricco di particolari, infatti è offerto come esercizio al riassunto.
Il mio racconto era già più sintetico e l’avevo reso in poche frasi che fossero il SUCCO di tutto e si potessero trascrivere col minor sforzo, ma fossero pregnanti di significato, proprio come i riassunti, o come le immagini, che spesso si abbinano per supportare i segni alfabetici quando ancora sono estranei ai bambini.

 

Sotto il pdf con le mie prime pagine di diario dove progettavo la prima U.D. e le pagine che creavo per il lavoro dei bambini.

Il leone e il topo esperienza in cl 1^

Le pagine attive le posto anche come immagini perchè siano più chiare:

Come si può legggere dal diario nel pdf, univo diverse attività di gioco e drammatizzazione all’attività di scrittura e lettura, perchè fosse più chiara e significativa. Inoltre ero partita anch’io da una storia coinvolgente, come l’analogia richiede, ma ora abbiamo Pitti e tutto il materiale è già pronto, da studiare ci restano le attività per il nostro gruppo di bambini, per farli attori, protagonisti delle loro storie!

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Ciao da Alicemate/maestra Maria Valenti

A Calenzano, sui passi di don Lorenzo Milani

dalla biografia di don Milani

 

 

 

 

Il 15 maggio sono stata a Calenzano, prima tappa di un percorso nei luoghi di vita e di scuola di questo Priore così citato, ma forse poco conosciuto nell’ambiente della scuola Primaria, nonostante molte scuole siano intitolate a questo maestro speciale, speciale perchè non maestro di professione, ma un prete motivato a cambiare le condizioni degli ultimi, degli emarginati, un innovatore, creatore di metodi e strumenti per dare istruzione e cultura ai ragazzi, proprio a quelli per cui oggi si fanno innumerevoli certificazioni.

A Calenzano sono salita su un colle dove si trova la Chiesa e la canonica e dove don Lorenzo aveva aperto la scuola popolare serale per chi non aveva neanche il diploma di quinta elemenare, contadini e operai. La scuola si teneva in tre stanze che davano sul chiostro di fianco alla chiesa. Alla scuola popolare di San Donato non c’era tempo per giocare, e un giorno, pallone e maschera da scherma e fioretti e sciabole e attrezzi da ping pong, finirono nel pozzo profondo della canonica.

Alcune foto scattate da me (cliccare su una e far scorrere la galleria):

Due filmati trovati in rete su Calenzano :
1)- Sulle tracce di don Lorenzo Milani – don Ciotti incontra gli ex allievi di don Milani per una preziosa testimonianza.

2) Spettacolo “Don Milani un viaggio lungo un mondo”, un bel racconto sul sagrato della chiesa di San Donato:

http://www.donmilaniteatro.it/spettacolo.html

Per la passeggiata fra i due campanili e la storia degli antichi campanilismi di Calenzano  QUI

Don Milani insegna con parole e calcoli!

Premessa

Competenza matematica e competenza linguistica

(Da: Franca Da Re La didattica per competenze APPRENDERE COMPETENZE, DESCRIVERLE, VALUTARLE)

“È di tutta evidenza l’importanza che la matematica assume nel nostro mondo. Essa è uno dei due metalinguaggi – insieme alla lingua – con cui ci rapportiamo alla realtà, con cui la misuriamo e la rappresentiamo. Le competenze matematiche ci permettono di avere un approccio critico a dati che leggiamo o che ci vengono proposti e a interpretazione di eventi e fenomeni; ci permettono di prendere decisioni ponderate di tipo economico o finanziario, di risolvere problemi quotidiani. Proprio come la lingua, la matematica è trasversale rispetto a tutte le altre discipline, per la sua potenza nel misurare e rappresentare i fenomeni. Possedere competenze matematiche significa aumentare le proprie possibilità di pensiero critico, la propria autonomia personale, la possibilità di assumere decisioni responsabili.”

Dal libro Esperienze pastorali di Don Lorenzo Milani possiamo gioire di queste due competenze:

la chiarezza della parola aiutata dalla rilevazione e dai calcoli dei dati raccolti, sempre accopagnati dalla riflessione critica e creativa dell’intellligenza dell’uomo, in questo caso dall’acutezza dell’autore… per aprire le menti.

– L’istruzione, tema fondante del suo apostolato, evoluzione storica:

– I risultati scolastici secondo la classe sociale di appartenenza:

– Esodo della popolazione e i suoi indicatori:

– Come si vive nelle case:

 

– Il lavoro: 

La lettura di questi grafici, e magari la loro riformulazione con dati rilevati nella propria realtà, aiuterebbero i ragazzi a scuola o gli addetti, nella vita sociale, a capire o aiutare a capire meglio il mondo in cui si vive.

Ciao da Alicemate/Maria Valenti

 

I CATALIZZATORI nell’educazione e nella letteratura

Il terzo incluso. il catalizzatore è fondamentale per promuovere cambiamenti, l’insegnante è un catalizzatore fra il bambino e la conoscenza. Nella metafora della Dott. Lucangeli, il catalizzatore è il cucchiaino che girando nella tazzina di caffè con lo zucchero, permette alla bevanda di addolcirsi.

Una metafora simile l’ho trovata sul romanzo di Musil “L’uomo senza qualità”

– Lei non mi vuol capire. So che cos’è il progresso, so che cos’è l’Austria, e probabilmente so anche che cos’è il patriottismo. Ma forse non riesco a capire esattamente che cosa siano il vero patriottismo, la vera Austria e il vero progresso. Questo le chiedo! – Va bene; sa che cos’è un enzima o un catalizzatore? – Leo Fischel si limitò a fare un gesto elusivo. – Né l’uno né l’altro cooperano materialmente, ma mettono in moto il processo. La storia le avrà insegnato che la vera fede, la vera morale e la vera filosofia non son mai esistite; tuttavia le guerre, le infamie e gli odî che si sono scatenati in loro nome hanno fruttuosamente trasformato il mondo.

(pag. 523 su pdf robert_musil_-_luomo_senza_qualit)

Per ascoltare la spiegazione del cucchiaino: dal minuto 1:09 al 3:118 al link

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I catalizzatori, mi pare di aver capito, possono essere positivi o negativi, produrre bontà o disastri. I catalizzatori educativi di cui parla la prof.  Lucangeli dovrebbero attivare processi positivi, ma non è sempre automatico; i catalizzatori di cui parla Musil come esempi di cambiamenti storici, pare siano negativi, ma non sempre i risultati a cui portano sono peggiorativi.

Allora? teniamo presente che tutto muta in continuazione se c’è vita, a volte stiamo fermi per paura di innescare cattive reazioni, ma anche lo star fermi è una scelta che modifica quanto sta intorno a noi…

Ci vuole fortuna, ma anche un tantino di preparazione ci potrebbe dare una mano, spero!

Ciao da Alicemate/Maria Valenti

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