Sancio Panza e il calcolo mentale

Sancio Panza, un esempio per il metodo analogico di Camillo Bortolato per il calcolo mentale basato solo su quantità (immagini palline) e linguaggio verbale, indipendenti e precedenti alla simbologia delle cifre, indispensabili poi per il calcolo scritto.

Sancio Panza, lo scudiero di Don Chisciotte nel famoso romanzo di Miguel De Cervantes, ci dimostra come la matematica, nel far di conto, non richieda particolare didattica, infatti Sancio non è andato a scuola, non sa nè leggere nè scrivere, ma sa fare i calcoli utilizzando semplici strategie, in questo caso scomposizioni e trucchi facilitanti per fare la divisione 3300:4 cioè 3300 frustate pagate 1/4 di reale (moneta spagnola del tempo).

Vediamo la paginetta in cui Sancio ci racconta come calcola il suo guadagno matematico secondo il numero di frustate… mentre il suo colto padrone Don Chisciotte filosofeggia sull’effettivo, ma incalcolabile e inguadagnabile valore delle frustate (frustate che Sancio si deve dare per togliere l’incantamento e ridare all’amata Dulcinea il suo adorabile aspetto):

Cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere i calcoli di Sancio

Questo uso del saper far di conto è in accordo col metodo analogico di Camillo Bortolato, che insiste sul calcolo mentale a scuola, prima di quello scritto e dandogli maggior spazio, in modo da lasciare fare ai bambini il percorso naturale che l’intera umanità ha sempre fatto in ogni tempo e luogo, utilizzando al meglio le proprie capacità di calcolo della numerosità, senza uso delle cifre, che serviranno poi per il calcolo scritto, per continuare a fare conti con grandi numeri e in poco tempo (uso degli algoritmi delle operazioni).

Quindi partire dalla base della montagna per raggiungere poi i simboli e il calcolo scritto:

E tutti sapremo così fare i calcoli a mente, intelligenti perchè si usa la mente, come Sancio Panza, ma anche quelli scritti utilizzando supporti scritti che richiedono insegnamenti e alfabetizzazione e ora, magari, saper utilizzare, quando necessario, anche la tecnologia!

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Emozioni nelle storie di Peter Coniglio

Questa mattina ho recuperato alcuni libri dell’infanzia dei miei figli, che avevo tenuto in casa per utilizzarli a scuola, ma anche perchè…  erano diventati parte della storia di famiglia.

Alcuni anni fa erano poi finiti in un armadio per ritinteggiatura e lì erano rimasti.

Questa mattina quindi, stuzzicata dall’ articolo di un’insegnante che proponeva la lettura di audiolibri alla scuola dell’infanzia e in classe 1^, vado alla ricerca del libriccino che lei citava e che io ricordavo con affetto: La storia di Peter Coniglio di Beatrix Potter.

Ecco i due libricini trovati:

Un libriccino si trasforma anche in giostrina, quindi lo rinfresco, riparo un nastrino, ed eccolo:

Dietro alle immagini pop-up abbiamo il testo integrale da leggere:

Avevo anche acquistato le videocassette con le storie.

Su Youtube ho trovato la stessa storia di Peter Coniglio (in inglese)

Tutte le storie iniziano con le immagini della scrittrice Beatrix mentre dipinge gli acquarelli e scrive le storie nel suo ambiente di campagna, poi parte la storia in disegni animati e si conclude con Beatrix che spedisce il manoscritto della storia terminata all’editore. Buona visione!

L’ingratitudine, malattia da vaccinare?

Sono in accordo con il grande Miguel de Cervantes sulla gravità del difetto dell’ ingratitudine umana per l’epidemica diffusione sociale che si riscontra che poi, come diceva Cervanes, riempirà “l’inferno”. Magari ci faranno il vaccino anti ingratitudine… no no tranquilli, forse basta un po’ di prevenzione con uso di buone regole fin dai primi anni di vita.

Comunque non è un male moderno, come io immaginavo, ma era presente fortemente già nel 1600.

Bisogna dunque impegnarsi con la prevenzione, dando esempi e insegnamenti  di gratitudine, di ringraziamento verso chi si cura di noi, spesso anche in modo elegante e delicato.  I miei alunni erano sprovvisti di questa virtù… ma non è colpa loro, è certo!

C’è però anche chi ritiene che la gratitudine sia difettosa di ossequiosità, perbenismo, affettazione, falsità… beh allora ci dobbiamo capire: nessuno vuole creare altari o inginocchiatoi, un riconoscere il lavoro donato, e dire grazie. Nemmeno a me piace raccogliere beneficenze a cui devo riverenza a vita, ma un po’ di onestà ci vuole, no?

Certo la via giusta è sempre difficile da seguire, sennò sarebbe troppo facile la virtù, che è bellezza per tutti i beneficiati e i benefattori!

Provate a leggere quello che scriveva Cervantes intorno a questo difetto.

Dal Don Chisciotte della Mancia Vol. 2 di Miguel de Cervantes

CAPITOLO LVIII

[…] Infine, tolte le tovaglie, con molta dignità don Chisciotte si alzò e disse: — Fra i maggiori peccati che gli uomini commettono, sebbene alcuni dicano che il più grande sia la superbia, io sostengo che è l’ingratitudine, attenendomi al detto, che l’inferno è pieno d’ingrati. Per quanto mi è stato possibile, cercai sempre di non poter essere accusato di questo peccato, sino da quando ebbi l’uso della ragione: e quando non posso ricambiare i benefici che ottengo, supplisco almeno con il desiderio di farlo: e se questo non basta, li divulgo per ogni dove… . Pertanto su queste basi, grato com’io sono agl’infiniti vostri favori, non potendovi corrispondere in egual misura, e contenendomi nei ristretti confini della mia possibilità, offro quello che posso e quello che tengo di mia natura, e dichiaro che mi tratterrò per due giorni naturali in mezzo a questa strada maestra che va a Saragozza, per sostenere a prova con chi che sia, che queste signore pastorelle travestite che si trovano qua presenti, sono le più belle e cortesi donzelle che vanti il mondo, tranne unicamente l’impareggiabile Dulcinea del Toboso, unica signora dei miei pensieri, con buona pace di quanti e quante mi ascoltano. […]

per leggere tutto il capitolo: https://it.wikisource.org/wiki/Don_Chisciotte_della_Mancia_Vol._2/Capitolo_LVIII

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citazioni varie:
https://it.wikiquote.org/wiki/Ingratitudine

(immagini prese dal web e una modificata da me con le scritte)

Il mio gruppo facebook

SCUOLA PRIMARIA CON INNOVAZIONE

Il 25 giugno del 2016 ho deciso di aprire un gruppo su facebook gestito da me:

(link cliccando su immagine sopra, se siete iscritti)

ma perchè?

Da tre anni ero attivamente partecipe alle discussioni di gruppi che trattavano argomenti di insegnamento, in particolare insegnare matematica alla scuola primaria. Avevo anche partecipato, promettendo il mio contributo come formatrice, all’apertura di gruppi di matematica con il metodo analogico (di Camillo Bortolato). Purtroppo però non sempre condividevo le modalità di trasmettere contenuti e metodologie come analogiche, ma non ero in grado di poter intervenie in modo appropriato, come alcuni mi chiedevano, e come mi sarebbe piaciuto. Quindi ecco la decisione di aprire un mio spazio di condivisione con gli insegnanti interessati a scambiare idee e materiali sulla  scuola primaria.

Questa la prima immagine di copertina del gruppo:

e scrivevo a commento dell’immagine, motivandone la scelta e l’origine:

Maria Valenti: al mio primo incontro di formazione sul metodo analogico) avevo pensato a questa presentazione proprio perchè come a volo d’uccello mostrava TUTTO in un colpo solo, per poi scendere nello specifico ed affrontarne un argomento alla volta, fino a ricomporre il quadro iniziale. 🙂
Vi rende l’idea?

Monica Omiccioli (una cara collega): Molto efficace!

Maria Valenti: in un altro post avevo messo il link alla presentazione, potrei metterlo qui, così si apre la storia? Ok ecco il link per visualizzare tutto e poi…

questo lavoro lo avevo pubblicato per documentarlo alle colleghe del mio Istituto, se volete leggere c’è un’introduzione presa dal maestro Franco Lorenzoni che mi è piaciuta molto:
:https://lameladiodessa.wordpress.com/…/matematica-al…/
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Quindi ero partita così… poi ho cambiato l’ immagine di copertina e due volte il titolo.
Questa è l’immagine di oggi, come si vede anche dal link alla pagina facebook di inizio articolo, e questo il titolo “Scuola Primaria con  innovazione”:
 un patchwork di scuola primaria… di piastrellature e momenti dalla mia scuola.
Oggi gli iscritti sono quasi 5000 e fra poco dovrò aggiungere una nuova casa per altre 1000 presenze nel villaggio dell’INNOVAZIONE!
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Aggiornamento al 24 agosto 2017:
Gli iscritti hanno superato i 5100,  ora sono 5313.  Questo è il villaggio per accogliere fino a 10000 innovatori!
Vediamo tutte le case utilizzate dalla formazione del gruppo:
 … per ora è tutto!
Se volete vedere altro, vi aspetto là!
Maria (Alicemate)

Protetto: Ciao a Maria (Alicemate)

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“La coperta” del capodoglio (Moby Dick)

Dal libro “Moby Dick” di Herman Melville, alcune interessanti curiosità: la pelle del capodoglio pare decorata da segni simili a incisioni italiane, a geroglifici egizi, oltre a presentare scorticature provocate da incontri con altri giganti.

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQyg0tDF9-d4fbQ17N0VQZRk639VdIbJpO8FBQkCny1QNq-55jPQw  

geroglifici

https://metrouk2.files.wordpress.com/2016/01/ad_1941906131.jpg?w=748&h=495&crop=1

Capodoglio arenato in Inghilterra (foto da internet)

E come mai si parla di “coperta” nel capitolo che descrive le caratteristiche della sua pelle? La balena ha bisogno di proteggersi dal freddo polare dove trova la maggior parte di cibo, come dal caldo dell’equatore dove soggiorna a causa delle  migrazioni utili alla  riproduzione. Quindi quale buona coperta isolante utilizzerà?

fiocco di neve      https://alicemate.files.wordpress.com/2016/03/8f96d-capodoglio.jpg?w=263&h=164

Risultati immagini per sole         https://dedalus2015.files.wordpress.com/2016/02/download1.png?w=308&h=122

Sentiamo che ci racconta Melville in “Moby Dick”:

coperta 1coperta 2

Ah, c'è stato un particolare che ha attirato la mia attenzione su questo 
capitolo: a scuola ho appena spiegato i geroglifici (in storia) 
e il calore, conduttori e isolanti (in scienze) 
Buono il mio accordo con la lettura?!

Compleanno nel lapbook

Tenerissimo il biglietto di auguri ricevuto per il mio compleanno!!!

Mi ha anche fatto capire quanto la maestra stia invadendo la zona famigliare, quanto però sia anche commuovente scoprire di essere ascoltata, tollerata e spero un po’ considerata!

Ecco il biglietto di auguri: (cliccare su immagini per ingrandire)

  •  la forma è di un lapbook (dalle idee delle sorelle GG per i lavori dei miei alunni)
  • il contenuto sotto forma di giochi ed ironia, rispecchia le mie relazioni quotidiane (la famiglia al completo; il metodo analogico di Camillo Bortolato con le cornicette e il conteggio mentale -le palline in ordine!-; letture scolastiche e collegamenti intorno a balene, Lipman, Melville; sempre il richiamo allo scherzo dei due grandi Joyce e Jobs; il computer -tastiera- sempre presente.

Ecco chi si nasconde sotto!

Su Moby Dick e Pinocchio, di Alicemate, cioè io:

 

 

 

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