“La coperta” del capodoglio (Moby Dick)

Dal libro “Moby Dick” di Herman Melville, alcune interessanti curiosità: la pelle del capodoglio pare decorata da segni simili a incisioni italiane, a geroglifici egizi, oltre a presentare scorticature provocate da incontri con altri giganti.

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQyg0tDF9-d4fbQ17N0VQZRk639VdIbJpO8FBQkCny1QNq-55jPQw  

geroglifici

https://metrouk2.files.wordpress.com/2016/01/ad_1941906131.jpg?w=748&h=495&crop=1

Capodoglio arenato in Inghilterra (foto da internet)

E come mai si parla di “coperta” nel capitolo che descrive le caratteristiche della sua pelle? La balena ha bisogno di proteggersi dal freddo polare dove trova la maggior parte di cibo, come dal caldo dell’equatore dove soggiorna a causa delle  migrazioni utili alla  riproduzione. Quindi quale buona coperta isolante utilizzerà?

fiocco di neve      https://alicemate.files.wordpress.com/2016/03/8f96d-capodoglio.jpg?w=263&h=164

Risultati immagini per sole         https://dedalus2015.files.wordpress.com/2016/02/download1.png?w=308&h=122

Sentiamo che ci racconta Melville in “Moby Dick”:

coperta 1coperta 2

Ah, c'è stato un particolare che ha attirato la mia attenzione su questo 
capitolo: a scuola ho appena spiegato i geroglifici (in storia) 
e il calore, conduttori e isolanti (in scienze) 
Buono il mio accordo con la lettura?!

Compleanno nel lapbook

Tenerissimo il biglietto di auguri ricevuto per il mio compleanno!!!

Mi ha anche fatto capire quanto la maestra stia invadendo la zona famigliare, quanto però sia anche commuovente scoprire di essere ascoltata, tollerata e spero un po’ considerata!

Ecco il biglietto di auguri: (cliccare su immagini per ingrandire)

  •  la forma è di un lapbook (dalle idee delle sorelle GG per i lavori dei miei alunni)
  • il contenuto sotto forma di giochi ed ironia, rispecchia le mie relazioni quotidiane (la famiglia al completo; il metodo analogico di Camillo Bortolato con le cornicette e il conteggio mentale -le palline in ordine!-; letture scolastiche e collegamenti intorno a balene, Lipman, Melville; sempre il richiamo allo scherzo dei due grandi Joyce e Jobs; il computer -tastiera- sempre presente.

Ecco chi si nasconde sotto!

Su Moby Dick e Pinocchio, di Alicemate, cioè io:

 

 

 

Moby Dick

A scuola stiamo studiando il più grande e misterioso dei mammiferi: la balena. Stiamo leggendo “Kio e Gus” il curioso racconto per “fare filosofia” e anche qui c’è la balena Leviatano salvatrice del nonno…

Quindi era ora che facessi la conoscenza di Moby Dick la leggendaria balena di Melville.

Il film Moby Dick (del 1956):

moby Dick fim

http://www.nowvideo.li/video/5f273c4f3c94e

Il libro: Moby Dick ovvero la balena, di Herman Melville

Da leggere o scaricare, al link sotto:

http://www.liber-rebil.it/wp-content/uploads/2011/09/MELVILLE-Moby-Dick.pdf

Io sto leggendo Moby Dick  curato e tradotto da Pietro Meneghelli

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Capitolo 3 – La Locanda dello Sfiatatoio, con bellissime e particolareggiate descrizioni di questo locale di marinai, dove Ismaele incontra l’amico Queequeg con i suoi tatuaggi e il tomahawk*, provando molta paura. Dal racconto di Ismaele:

“L’ignoranza è madre della paura, e sentendomi completamente sconcertato e confuso in merito allo sconosciuto, confesso che allora ne ebbi paura, neanche fosse stato il demonio in persona a fare irruzione nella mia camera nel cuore della notte.”

moby Dick locandamoby Dick Queequeg con il tomahaw

 

 

 

 

 

* Il Tomahawk è l’ascia da battaglia (termine in realtà improprio in quanto il tomahawk è in realtà un’accetta) dei Nativi americani. Gli europei realizzarono alcuni esemplari sia in pietra che metallo con il manico cavo ed una pipa integrata nella testa per potervi fumare tabacco: una descrizione di questo tipo di tomahawk si trova nel romanzo Moby Dick di H. Melville; si tratta dell’arma del (buon) selvaggio Queequeg. Questi oggetti particolari venivano commerciati con i Nativi o scambiati in trattative diplomatiche e avevano un valore simbolico, da un lato vi era l’ascia simbolo di guerra, dall’altro una sorta di calumet, la pipa della pace. (Wikipedia)

Non so quando finirò la lettura, ma l’ho iniziata ed è “gustosa”!

Aggiorno con altri link:

– La vera storia di Moby Dick – Ulisse: Il piacere della scoperta del 07/11/2015

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bfb60895-5742-4184-a210-a9eaa8256f69.html

Wittgenstein maestro elementare

P1090670 - Copia (2)Ho letto questo libro perché parla di un maestro elementare, e questo maestro era un grande filosofo!

Ci vuol altro?

Ho trovato altro e sono soddisfatta di aver utilizzato tempo ed energia per questa lettura!

Quindi ringrazio la collega Renata di avermelo indicato e consigliato.

Ogni tanto mi annotavo una frase, da cui faticavo a separarmi… non c’era altro modo per poter procedere,  la mia memoria è esaurita, se resetto potrei dover rimparare l’abc e non è il caso,

 e allora bisogna che scriva!!!

P1090670 - Copia

Un altro motivo che mi ha incuriosito è stata la lettura di Logicomix dove vengono presentati i due grandi filosofi B.Russel e L.Wittgenstein intenti nella grande opera di educazione dei bambini in età scolare.

Le prime due pagine sotto ci mostrano Wittgenstein alle prese con i ragazzini nelle scuole statali di piccoli paesi austriaci, nelle altre due Russell con la sua privata e sperimentale scuola all’avanguardia, entrambi ci vengono presentati come educatori falliti, ma non fermiamoci a questa interpretazione…

(per leggere cliccare sulla pagina per ingrandirla)

o cliccare QUI per scaricare  in pdf

1- Wittgenstein maestro 2- Wittgenstein maestro    3- Russell e la scuola 4- Russell e la scuola 5- Russell e Wittgenstein due metodi

Wittgenstein  è stato un maestro innovatore, e  non solo per i suoi tempi, e la sua pratica severa era normale nelle scuole di 100 anni fa, e sul fatto che fu accusato e processato per uno “schiaffo”… leggendo più approfonditamente si scopre che i ragazzini avevano trovato il modo per beffarsi del geniale maestro e gli adulti hanno poi fatto il resto. Quando una persona è troppo corretta e attenta rischia di essere imbrogliata a causa della sua onesta intelligenza. Per quanto riguarda il secondo metodo, quello di Russell, è all’opposto, ma per le stesse ragioni è fallito. A volte la concretezza non è in accordo con la grandezza!!!

Purtroppo per la scuola!

(per leggere le pagine sotto, da cui ho tratto le informazioni sul complotto ai danni di Wittgenstein maestro, cliccare sulla pagina per ingrandire)

 o cliccare  QUI per scaricare  in pdf congiura al maestro Wittgenstein

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Wittgenstein accusato e processato fu assolto, ma non insegnarà mai più nelle scuole dei contadini a cui aveva dedicato tanta carità cristiana, o meglio “tolstojana”.

scuola di Trattenbach dove W. insegnò dal 1920 al 1922

scuola di Trattenbach dove W. insegnò dal 1920 al 1922

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Tornerà alla filosofia con il suo  programma di… eliminare la filosofia, un programma che egli concepiva come

“una battaglia contro l’incantamento del nostro intelletto,  per mezzo del nostro linguaggio”.

Grazie ai due filosofi per l’attenzione che entrambi hanno dato a migliorare il nostro piccolo e ingiusto mondo!!

Wittgenstein e il metodo analogico di Bortolato

Sto leggendo la biografia di Ludwig Wittgenstein di Ray Monk e… mi piace: presenta un uomo forte,  diverso, intelligente, quindi solo, isolato e spesso infelice nonostante il successo che riscuote: il dovere del genio!?

Nella 4^ parte del libro, dal 1941 al 1951, leggo: “nella 2^ guerra mondiale gli interessi filosofici di Wittgenstein si polarizzarono sulla filosofia della matematica, dove la critica alla logica matematica è ancora più sferzante”, e mi colpiscono queste due pagine:

 2 pagina3 pagina

perchè? penso alle palline per i calcoli mentali, agli schieramenti delle tabelline, e proprio alla proprietà commutativa… , al metodo analogico di Camillo Bortolato con cui sto insegnando matematica nella scuola primaria.

E cosa afferma il grande filosofo matematico, che ha anche fatto il maestro elementare: le immagini sono la prova dell’esistenza delle proprietà matematiche e lo scopriamo semplicemente guardando queste immagini, perchè in modo intuitivo si coglie la connessione, si scoprono le verità matematiche (“ammesso che siano vere” precisa poi, ma sappiamo che la certezza non fa parte del percorso della conoscenza).

Quindi anche Wittgenstein, il genio della filosofia del secolo scorso, sosteneva la matematica intuitiva?

Che ne dicono gli esperti? Può esserci una “connessione”?

Il ” verme roditore” di Cervantes

titolo

 Cos’è  il ” verme roditore”  di Cervantes???

tarli

– dal tomo secondo, capitolo ottavo – (qui link per tutto il capitolo)

Potete leggere anche solo il passo specifico che vi riporto, preso dalla traduzione di Vittorio Bodini:

don chisciotte

“— Ma come Sancio — disse don Chisciotte […] — forse l’invidia che qualche mago maligno deve avere per le cose mie, tutte quelle che mi dovrebbero far piacere me le cambia e trasforma in aspetti diversi da quelli che hanno; e così, in quella storia che delle mie imprese dicono sia stata stampata, se per avventura ne è stato autore qualche sapiente che mi è nemico, avrà messo una cosa per l’altra, mescolando a una verità mille menzogne, divertendosi a raccontare altri fatti oltre quelli richiesti dallo sviluppo di una autentica storia. O invidia, radice di tutti i mali, verme roditore della virtù! Tutti quanti i vizi, o Sancio, hanno dentro un non so che di piacere, l’invidia porta con sé solo dispiaceri, rancori e rabbia.

Questo è quello che dico pure io — rispose Sancio —, e penso che in quella leggenda […] la mia onorabilità dev’essere stata ridotta un immondezzaio, e come sogliono dire, uno schifo …

Eppure, in fede di galantuomo, io non ho mai detto male di nessun mago, e neppure ci ho tanti beni da poter essere invidiato. Sono un po’ malizioso, questo sì, e ho le mie punte di bricconeria, ma tutto questo lo ricopre e nasconde il gran mantello della mia ingenuità, che è sempre naturale e mai finta; e quand’altro non avessi che il credere, come sempre credo, fermamente e sinceramente in Dio e in tutto quello che ritiene e crede la Santa Chiesa Cattolica Romana, … dovrebbero gli storici aver misericordia di me e trattarmi bene nei loro scritti …”

Se già nel 1600 si parlava in questi termini del verme roditore o tarlo che dir si voglia, bisogna veramente farsene  una ragione? Non c’è rimedio? Se qualcuno ti vuole male sei fritto! E se tutti ti vogliono bene è solo perché sei già fritto e rifritto?  E solo alcuni avranno la misericordia dagli storici, quelli che avranno la fede di cui Sancio si fa paladino?

Che fare? completando e approfondendo la lettura si troveranno lumi?

Proprio non mi voglio arrendere … 😉

Grazie a Giacomo per avermi condotto a questa riflessione… e chissà che prima o poi riesca anche a completare la lettura di questo geniale romanzo!

– Con “La storia della Finta Tartaruga” finisce la scuola!!!

Quest’anno ho concluso il percorso scolastico di scuola primaria con le mie due classi quinte.

Proprio le classi a cui ho raccontato le avventure di “Alice nel paese delle Meraviglie”,  proprio loro a cui ho voluto far vivere un po’ la matematica unita alla fantasia… e ne ho approfittato anche quando ho parlato loro dei diagrammi di Carroll. Ricordo con un link il momento dell’incontro con Carroll in classe 2^ e del saluto di fine anno con la visione del film di “Alice nel paese delle Meraviglie” di Nick Willingfino fino all’episodio del “Tè dal Cappellaio Matto” ( punto di arrivo con la lettura in classe).

E in classe 3^?

Abbiamo preparato la festa dell’accoglienza ai nuovi compagni che iniziavano la classe 1^(ecco il momento di festa) . E da allora i miei ragazzi hanno sempre ricordato Carroll come un matematico che sa anche inventare con la fantasia, ragionare con gli assurdi (Un tè di matti), divertirsi e imparare giocando…  anche con le carte, la geometria si può fare anche costruendo il cappello per il Cappellaio Matto o parlando del film di Alice in Wonderland” in tre dimensioni (vedi qui).

Insomma un po’  Alice ci ha aiutato, ho preparato anche qualche problema a tema, qualche esercizio, qualche misurazione… Poi altro ha occupato la nostra attenzione,  i ragazzi ogni tanto chiedevano ancora il racconto della famosa Alice, finchè…  al termine della scuola primaria eccola ritornare per salutare.

Non ho più pubblicato le avventure e le esperienze con i miei alunni su questo mio blog  perchè da due anni, cioè in classe 4^ e in classe 5^ avevo aperto uno spazio apposta per loro, tutto per la loro e la mia scuola!!!

Proprio sul blog delle classi “Fantasia e Innovazione ho quindi pubblicato il saluto di Alice con la lettura e drammatizzazione del nono capitolo che ripubblico anche qui perchè  Alicemate è nato in onore alla  ” matematica con la fantasia”  oltre ad essere al servizio della mia nuova  “tecnologia didattica”.

E  voilà:

“La storia della Finta Tartaruga”

5^ A: “Incontro di Alice con la Duchessa”

La Duchessa/Giada incontra Alice/Beatrice che stava  partecipando al croquet della Regina di Cuori (notare il pellicano/ombrello/mazza da croquet) e vuole chiacchierare amichevolmente con lei…

 

La Duchessa con il suo mento aguzzo e  la sua morale vuole conversare, ma quanta pazienza dovrà avere la povera Alice per sopportarla, finchè non sparirà di nuovo con l’arrivo  della Regina.

Vediamo il video (fatto da maestra Gemma) di questo incontro “drammatizzaletto” che vuol dire:  drammatizzare subito una lettura ripetendo  battute, improvvisando costumi…  con la fresca e spontanea partecipazione  dei ragazzi.

Ora la Regina ha affidato Alice al Grifone[1] perchè l’accompagni dalla Finta Tartaruga[2] e le racconti la SUA STORIA

[1] Il grifone è una creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d’aquila. Il grifone è quindi spesso rappresentato con quattro zampe, ali, becco, artigli d’aquila e spesso con orecchie equine.

[2] Nelle illustrazioni originali per Alice,  John Tenniel riprese il gioco di parole di Carroll rappresentando la Finta Tartaruga come una sorta di chimera composta da parti di diversi animali, e in particolare proprio quelle con cui si preparava la zuppa di finta tartaruga, tra cui la testa, gli zoccoli e la coda del vitello.

5^ B:  “il racconto della  Finta Tartaruga”

   

Il Grifone/Matteo è con Alice/Vittoria  dalla Finta Tartaruga /Mattia  per poter ascoltare… ma stiamo certi che qualche domanda la farà anche lei!

 

Finalmente la storia ha inizio e scopriamo una scuola anche …in fondo al mare!

Ecco il video girato dall”operatrice” Veronica che ci mostra gli attori/volontari alle prese con queste non facili “battute” appena ascoltate e visualizzate sulle schermate della  LIM.

“E ora basta con scuola e lezioni,  è il momento di pensare ai giochi”, come dicono i nostri strani amici carrolliani.

Link per leggere il nono capitolo (la traduzione non è quella che ho utilizzato io):

“La storia della falsa Tartaruga”

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