Una casa nei Cech (4) -Porte e passaggi-

– Porte e passaggi – (articolo precedente su vicoli e svincoli, qui)

Leggendo Dostoevskij  La porta laterale si aprì, e quella donna apparve!… Ricordo soltanto che in quei tre minuti vidi una donna veramente bellissima… Essa alzò il viso e mi diede una guardataccia e sorrise in modo così insolente che io …  Mi volsi e uscii. Uscii dalla stanza come in estasi.”

Pensando alle scuole… A scuola suona la campanella alle ore 8.00 e si aprono le porte; qualcuno finisce sempre fuori dalla porta; per entrare dal Dirigente si bussa alla porta

Le porte servono a portare oltre, a far passare, a far passare ma anche a non far passare, quando vengono sbarrate o chiuse a chiave.

Passano i proprietari, gli abitanti, gli invitati, gli ospiti, gli amici… non passano gli sconosciuti, gli estranei, i nemici, gli indesiderati. Quindi perchè una casa sia un ambiente sicuro, protetto, riparato, chiuso ma accessibile, ha bisogno delle porte.

Le porte in una casa devono avere una struttura solida su cui incernierarsi per ruotare, potersi bloccare saldamente, ma anche girare agevolmente.

La porta si vede molto, tutti quelli che vogliono entrare se la trovano davanti, quindi spesso serviva e serve ancora a presentare e rappresentare la casa e i suoi abitanti: casa regale, signorile, essenziale, austera, moderna, povera… Nel tempo le porte sono cambiate, sia come materiali che come lavorazione e come modalità di montaggio e chiusura.

Vediamo alcune porte della casa dei Cech risalenti almeno ai primi anni del 1900, alcune come le abbiamo trovate, altre risanate e mantenute, altre spostate o modificate, altre infine rimessate o eliminate. Tutte erano fornite di catenacci o chiavistelli, alcune con successiva aggiunta di serrature con “chiave a blocchetto”. Tutte le porte erano in legno: di castagno, larice o abete; erano incernierate ai muri in sasso direttamente, con cardini di ferro. Certo non erano a chiusura a prova di spifferi, le fessure fra legno e muro erano evidenti e garantivano la circolazione di aria, così da evitare la formazione di odori, muffe e marciumi, infatti, nonostante l’umidità e i legni tarlati e scrostati, abbiamo trovato un ambiente “sano”.

Cliccare su una foto per ingrandire, leggere e scorrere la galleria 
in cui le porte "si presentano":

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Ciao, alla prossima puntata! QUI

Scritto, documentato e pubblicato da

Maria Valenti/Alicemate  ^_^

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. ecy
    Nov 01, 2018 @ 00:34:10

    quanta legna da ardere 🙂

    Rispondi

    • alicemate
      Nov 02, 2018 @ 00:29:38

      ahahah, Ecy, non sei l’unico a pensarla così, ma poi, che figura sanno fare fra le giovani generazioni di porte e portoncini, basta dar loro un po’ di decoro e attenzione!
      Grazie per la tua attenzione ai miei post!

      Rispondi

  2. La Casetta del Merlo
    Nov 01, 2018 @ 07:49:33

    Grazie per questo post interessante e originale 🙂. Buona giornata, Elena

    Rispondi

  3. Silvana Gusmeroli
    Nov 01, 2018 @ 08:51:40

    Quante porte!!! Interessante Maria!!!

    Rispondi

    • alicemate
      Nov 02, 2018 @ 00:42:06

      Hai proprio ragione Silvana! Sai che per aprire casa giravo con un cestino? Quando siamo riusciti a chiudere la scala… che sollievo, molte porte in meno da chiudere ed aprire…
      Ma se vieni capirai!
      (Nella foto vedi il cestino con le chiavi)

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