– Mani e piedi nel “Pasticciaccio” di Gadda

MANI nel “Pasticciaccio” di Gadda

Ritratto di Cosimo il Vecchio di Pontormo

Ritratto di Cosimo il Vecchio di Pontormo

Cosa non si dice con le mani?

Nell’ ultimo capitolo di “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, in cui viene descritta la vecchia Migliarini Veronica, Carlo Emilio Gadda ritaglia le mani da un Ritratto del Pontormo in un quadro del 1518 19 e le applica (nobili come sono, e di classe medicea) a una vecchia dogliosa e vizza; a un’anticaglia buona a reggere scaldini. Nel ritratto contano soprattutto le vive mani. E le dita: «col difettoso modellato della prima falange dell’indice, caratteristica del maestro»

“La vecchia, la Migliorini Veronica, si stava ingobbita sulla sedia, impietrata in una rimemorazione degli evi che s’erano viceversa dissolti nella non-memoria: teneva una mano in una mano, da parer Còsimo pater patriae nel cosiddetto ritratto del Pontormo: pelle secca di lucertola, in viso, e la immobilità rugosa di un fossile. Non c’era, in grembo, ma le ci voleva, lo scaldino di coccio”.

mani - particolare -

mani – particolare –

Delle dita del grinzoso e secolare Cosimo, alias Migliorini Veronica, non si dà cura palese il Gadda del Pasticciaccio; pur interessato alle «materiali piccolezze» e ai «girigogoli» dell’arte.

Eppure di dita finisce per occuparsi, lo scrittore.

Di dita di piedi, però:  di alluci.

PIEDI nel “Pasticciaccio” di Gadda

Nell’VIII capitolo del Pasticciaccio,  il brigadiere Pestalozzi si dirige in motocicletta  verso la bettola-harem della Zamira. Ai Due Santi, l’attenzione del cortovestito milite è attirata da un tabernacolo alto: un «bell’affrescone» raffigura Pietro e Paolo, entrambi forniti di enormi e priapanti alluci e investiti da una luce che sembra «vaporare di sotterra» .

Luce e alluci, del resto, sono elementi essenziali della nostra pittura e la luce, anzi, è madre agli alluci:

“… il muriccio d’un orto, o d’una vigna, o d’un qualche cosa di simile… Lo interrompeva un tabernacolo alto … Quei due … lasciavano scoperti gli stinchi e più giù ancora degli stinchi i ridipinti malleoli: e avevano conceduto al pittor primo, al «creatore», di tirare in scena quattro piedi insospettati.”

Tondo Doni di Michelangelo (1503)

Tondo Doni di Michelangelo (1503)

«Il metatarso di San Giuseppe s’è peduncolato di inimitabile alluce nel tondo michelangioliano della Palatina (Sacra Famiglia) […] Il metatarso medesimo protubera pollice pedagno rivale del michelangioliano e palatino (a signiferare il miracolo, o meglio l’audicolo, della castità virile) nei Sacri Sponsali dell’Urbinate, oggi a Brera […] E [il dito mastro] risponde, fatto augusto dalla divaricazione, risponde all’estasi alta ed eretta del sottile stelo o bàculo che nottetempo ebbe fioritura bianca di tre gigli, anziché del consueto garofano». San Paolo, «un racchietto coi capelli neri a le tempie», sembra cedere il passo al duro e ossuto socio, cui «una specie di diritto di primogenitura» titola «d’un principato da parer di pietra il capillizio grigio e tuttavia lanoso, la fronte minimizzata»

i piedi , particolare del Tondo  di Michelangelo 2

L’antisublime satirico travolge gli eroi del Cristianesimo – ma ne racconta anche, se per storto e sghembo, la miracolosa essenza, sospesa tra effimero ed eterno: gli alluci sono, difatti, «lo strumento fisico del loro itinerante apostolato»

Articolo edito grazie a:

– “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda

–  The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

– Foto delle opere d’arte da internet

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10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Zio Scriba
    Apr 23, 2013 @ 09:45:45

    Uno scrittore immenso!
    Anche se siamo abbastanza diversi, continuo a considerare un grande onore il fatto che in un paio di recensioni abbiano accomunato la mia scrittura alla sua!
    Un saluto e un abbraccio. 🙂

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    • alicemate
      Apr 23, 2013 @ 18:45:04

      Immenso, giusto: sa andare in ogni direzione: trascinare fra gli umori e le pochezze della gente con le conoscenze, le competenze e l’ironia di un saggio: un grande!!!
      Zio, quindi sei un grande! Ti conoscerò! Fammi terminare la scuola 😉

      Rispondi

  2. Zio Scriba
    Apr 24, 2013 @ 14:30:27

    Permesso accordato. E se poi i Quattro soli saranno una tua lettura estiva, fammi sapere le tue impressioni, ché ci tengo davvero tantissimo!

    Rispondi

  3. Mikael Blomqvist
    Apr 26, 2013 @ 12:37:27

    Devo ammettere che è un autore che mi ha sempre incuriosito.. chissà se prima o poi troverò lo stimolo giusto per cominciare a leggere qualcosa di suo…

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  4. alicemate
    Apr 26, 2013 @ 22:45:48

    @ Zio Scriba, grazie per la pazienza! Ma quale scrittore può permettersi di non averne, oltre a possedere una buona dose di spirito di sopravvivenza, nooo?
    Spero di meritare la tua fiducia.

    @ Mikael Blomqvist, ciao! Io invece non lo avevo in programma assolutamente, ho letto “Lezioni americane” di Calvino che mi ha fatto scoprire che il nostro Gadda è uno scrittore della molteplicità, il Joyce italiano e NON HO PIU’ RESISTITO!!! Preso in biblioteca e giù la gobba!
    Tu hai già la curiosità e tanti anni in più per conoscerlo…
    ,-)

    Rispondi

  5. riccardo
    Apr 29, 2013 @ 11:21:31

    In effetti, molti scrittori (compreso Gadda) finiscono spesso per coltivare interessi che possono sembrare bizzarri..
    O che magari, lo sono proprio!
    Il caso del grande Gadda, che sembra “fissarsi” sui piedi, sulle mani o comunque su certe particolarità fisiche ne è la dimostraziona lampante.
    Non so perchè avvenga, francamente.
    Ma è qualcosa che troviamo anche in Joyce ed in Swift (per Swift mi riferisco a “Lo spogliatoio delle signore”).
    Azzardo però un’analisi: forse certi scrittori parlano tanto e/o in maniera così particolare di certe parti o caratteristiche fisiche, perchè il fatto di scrivere è un processo molto mentale.
    Allora, lo scrittore cerca in qualche modo di ricollegarsi alla dimensione fisica: dimensione da cui la cerebralità dello scrivere tende a staccarlo.
    Mah, forse ho detto delle grandi banalità; urge un caffè.
    Buona giornata e buona settimana a te!

    Rispondi

  6. alicemate
    Apr 29, 2013 @ 19:21:42

    Gadda è uno scrittore enciclopedico, tipo Thomas Mann: sa spaziare in vari campi del sapere apportando ai suoi scritti una grande quantità di informazioni che tutti i lettori forse non riescono a collocare, a comprendere, ma se si vuole si può cercare di entrare in merito a qualche cosa in più… A me, ha incuriosito questo interesse per gli “alluci” e i piedi, che lui descrive tanto anche perchè i piedi sono fondamentali per la missione di predicatore, evangelizzatore che ricoprono appunto i santi apostoli Pietro e Paolo che sta guardando nell’affresco della cappella. Collegare poi le sue descrizioni di mani e piedi con opere d’arte… m’è sembrato tanto stimolante: un indagare gli eventi attraverso diversi e assolutamente degni “punti di vista”.

    Abbassando il livello, io mi ritrovo nel mio apprendere/insegnare in questo tendere fili e supportare concetti utilizzando cose differenti… (!)
    Ogni bene a te!

    Rispondi

  7. Agostino
    Apr 26, 2016 @ 19:48:17

    Sapreste illuminarmi su quel “signiferare” e su quel “audicolo” che appaiono in riferimento allo Sposalizio di Brera?
    grazie

    Rispondi

  8. alicemate
    Apr 26, 2016 @ 21:53:15

    mhh, non sono un’esperta, mi diletto ogni tanto nella lettura… Troverai, su aNobi per esempio ci sono gruppi di lettura in cui approfondiscono e discutono sui libri. Ciao!

    Rispondi

    • Agostino
      Apr 28, 2016 @ 14:16:24

      Penso di aver risolto.
      “Signiferare” è semplicemente una forma arcaica di “significare”.
      “Audicolo” invece credo sia un neologismo gaddiano. “Il miracolo, o meglio l’audicolo, della castità virile” sta – credo – a significare che la castità di Giuseppe (virile appunto) è un miracolo non tanto “mirato” (visto, constatato) quanto invece “audito” (udito, soltanto narrato).
      Che invece tale mircolo/audicolo venga “significato” dall’alluce di San Giuseppe nella pala di Raffaello a Brera, mi resta ancora oscuro. Che “signiferare” qui stia per “manifestare, rendere evidente, porre in evidenza”?

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