– Colazioni a Dublino

Al Pearse Hotel di Dublino ci sveglia il cell  un’ora prima! accidenti al fuso…  poi,  la colazione irlandese ci aspetta.

     

Al museo di Joyce alcuni dipinti nel cortiletto ci fanno rivivere la mattina in cui il lettore dell’ “Ulisse” fa la conoscenza di Mister Bloom, Poldy come lo chiama la moglie, il protagonista principale del famoso romanzo. Poldy è alle prese con la preparazione di tre diverse colazioni: quella della  micia, quella per la moglie Molly e  i rognoni per lui!

Dal quarto episodio dell’ “Ulisse”  di James Joyce:

“I rognoni erano nel suo pensiero mentre si muoveva quietamente per la cucina, sistemando le stoviglie per la colazione di lei sul vassoio ammaccato.   […]   Un’altra fetta di pane e burro: tre, quattro: giusto. Non le piaceva il piatto troppo pieno.   […]   Tazza di tè fra poco.   […]   La gatta  impettita girò attorno a una gamba del tavolo con la coda ritta.

– Mkgnao!

– Oh, sei qui, disse Mr Bloom, distogliendosi dal fuoco.

La gatta rispose miagolando. […]

Mr Bloom guardava curioso, gentile, la flessuosa forma nera. Pulita a vedersi: la lucidità del pelo liscio, il bottoncino bianco sotto la radice della coda, i lampeggianti occhi verdi. Si chinò verso di lei, mani sulle ginocchia.

– Latte per la miciolina, disse.

– Mrkgnao! piagnucolò la gatta.

[…]   Poi si avvicinò alla credenza, prese il bricco che il lattaio di Hanlon gli aveva appena riempito, versò il lattte tiepido gogogliante in un piattino e lo posò lentamente in terra.

– Grr! esclamò lei e corse a lambire.

Tese l’orecchio al leccottio. Uova e prosciutto, no. Niente uova buone con questa siccità. … Giovedì: non è neppure giorno per un rognone di castrato da Buckley. Fritto nel burro, un zinzino di pepe. Meglio un rognone di maiale da Dlugacz. …

– Vado qui all’angolo, torno tra un minuto.

   […]

– Poldy!

– Che c’è?

Riscalda la teiera.

Stava bollendo di certo: un pennacchio di vapore dal becco […]  Aspettando che il tè fosse pronto, tolse il bollitore dal fuoco e schiacciò la padella sui carboni accesi e stette a guardare il grumo di burro scivolare e struggersi. Mentre scartava il rognone, la gatta miagolava famelica contro di lui. Dagli troppa carne e non piglia più topi. […]  Toh. Lasciò cadere il foglio sanguinolento per lei e calò il rognone nel burro sciolto sfrigolante. Pepe. Lo sparse con le dita.  […]

Il tè era pronto.   […]

Infilò una forchetta nel rognone e lo rivoltò: poi sistemò la teiera sul vassoio. […] C’è tutto? Pane e burro, quattro, zucchero, cucchiaino, la panna. Sì, lo portò di sopra.  […]

– Quanto tempo ci hai messo, ella disse.

    […]

– C’è odor di bruciato, disse. Hai lasciato qualcosa sul fuoco?

– Il rognone! gridò lui subito. […] corse verso l’odore, precipitandosi giù per le scale con gambe di cicogna spaventata. Un fumo pungente si sprigionava da un lato della padella con uno spruzzo iroso. Infilando un dente della forchetta sotto il rognone lo staccò e lo rivoltò sul dorso come una tartaruga.  Appena bruciacchiato.  Lo fece saltar via dalla padella su un piatto e ci fece poi colar sopra il poco sugo marrone.

Tazza di tè ora. Si sedette, si tagliò e imburrò una fetta di pane. Pelò via la carne bruciata e la buttò alla gatta. Poi se ne infilò una forchettata in bocca, masticando con discernimento la carne gustosa ed elastica. Cotto a puntino. Un sorso di tè. Poi tagliò dei quadratini di pane, ne inzuppò uno nel sugo e se lo mise in bocca.

 […]

Si sentì pesante, pieno: poi un leggero rilassamento degli intestini.

[…]

Un cigolio e una cupa vibrazione su in alto nell’aria . Le campane della chiesa di San Giorgio. Battevano le ore: cupo metallo sonante.

Ehi-o! Ehi-o!

Ehi-o! Ehi-o!

Ehi-o! Ehi-o!

Un quarto alle. Un’altra volta: gli armonici indugiavano nell’aria. Una terza.

  

Povero Dignam! “ (Il defunto per cui andrà al funerale nel 5° episodio)

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14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Trackback: – In Irlanda « Alicemate!
  2. ili6
    Ott 21, 2012 @ 18:14:01

    ma vedi che buone ricette si possono trovare anche nei romanzi d’autore!
    Il mio cagnolino spera sempre che io bruciacchi qualcosa…
    🙂

    Rispondi

    • alicemate
      Ott 21, 2012 @ 19:03:04

      Ili, invece il mio micione, elegante e impettito come la micia di Joyce, non mangia nulla eccetto le sue crocchette!!! Pare abbia perduto la sua natura felina, oltre ad essere a dieta da anni per problemi di calcoli! Tutto ok?

      Rispondi

      • ili6
        Ott 21, 2012 @ 23:08:25

        hai mai visto un cane che mangia il bianco del cavolo verza? ecco…è il mio! Crocchette e croccantini preferisce lasciarli ai colombi!

        Tutto ok, grazie e tu?
        sono appena tornata da un interessante viaggio di lavoro (Comenius), arricchente e gradevole. A scuola…è durissima! Questa è la mia quinta prima e mai avrei immaginato che da insegnante unica poteva essere così. Ho solo un’ora settimanale di compresenza e poi …sola come un cane (tanto per restare in tema di quadrupedi). So che saranno così questi primi mesi e poi le cose forse si sistemeranno, ma al momento…dai, ci pensiamo domani che è lunedì.
        🙂

      • alicemate
        Ott 22, 2012 @ 18:51:12

        Ciao Ili, bello! Ho letto, sei andata a Praga. Anche la nostra scuola, parecchi anni fa (10/15anni fa circa), aveva preso parte ai Progetti Comenius, io lavoravo ma non viaggiavo perchè avevo ancora i bambini piccoli.
        Noi abbiamo 3 ore di compresenza, non molte più di te, ma ho in classe sostegno e assistente perchè abbiamo 2 bimbi con segnalazione, di cui uno molto fragile. Insomma tu sei sola, io ogni tanto lo vorrei essere!!! Certo essere l’unica figura no, differenziare, dividersi (e se possibile anche condividere) il lavoro è positivo e stimolante, principalmente per i bambini. Ma non hai scambi con altre insegnanti uniche di altre prime?
        Io continuo a entrare nel vivo della mia nuova esperienza, oggi ho risposto ad una collega, che mi chiedeva appunto il mio parere sul tempo pieno, che ho scoperto il lato “giocoso” di questa lunga giornata scolastica, speriamo di riuscire a mantenerne questa visione 😉
        Io e i miei 22 piccoli ti aspettiamo sul blog di classe, sarebbe bello che lo potessero vedere anche i tuoi 24 pulcini!!!

  3. r
    Ott 22, 2012 @ 10:14:01

    Nel romanzo di Joyce mr. Bloom rappresenta (come senz’altro saprai) l’uomo comune.
    Un uomo anche molto buono, dato che salverà Dedalus dalla violenza che avrebbe potuto subire da parte di alcuni soldati ubriachi e che lo conforterà e scorterà sano e salvo a casa quando lui sarà angosciato dal dolore per la morte della madre… che gli apparirà in una visione da incubo.
    Sia Dedalus che Joyce, infatti, erano tormentati dal rimorso per non aver pregato appunto per la madre morente.
    In effetti, Bloom rappresenta l’uomo che pur tradito dalla moglie e disprezzato in quanto ebreo e non privo di interessi storici e culturali, vive come un uomo tra gli uomini.
    Voglio dire come un uomo che non utilizza la sua cultura come un muro da frapporre tra sè e gli altri e che non rinuncia alla sua umanità; anche a costo, magari, di passare per ingenuo.
    Beh, avercene, di “ingenui” come lui!
    Ciao e complimenti: non capita tutti i giorni di leggere un pezzo di Joyce in occasione di un ricordo vacanziero!!!

    Rispondi

  4. riccardo uccheddu
    Ott 22, 2012 @ 10:15:07

    Non ho capito che cosa dovevo inserire… non ho potuto inserire il link; ora ci riprovo.

    Rispondi

    • alicemate
      Ott 22, 2012 @ 18:21:21

      (Boh, Riccardo si è tutto sistemato: misteri dell’informatica!)

      Allora, ciao! mi fa piacere chiunque apprezzi, ma il tuo è un apprezzamento da competente… quindi yuppy! ( è un’esclamazione di gioia, da noi). Certo Bloom non è un arrogante, nè un leader, ma è sicuramente l’ “Ulisse”, l’eroe della sua giornata e di tutte le normalissime sue giornate. E chi non è eroico a vivere la propria lotta nell’anonimato, nell’umiltà della propria natura umana (questo concetto ormai lo ripeto spesso, sob). Quanti “Padreterni” invece riempiono e tentano di distruggere le gioie delle nostre giornate. Bloom è rispettoso, si vede anche solo da come si occupa della colazione di micia e moglie, o no?
      E sicuramente ingenuo nel significato di Lorenzo De Rita che sicuramente ti vedrà d’accordo. Ti linko “Il manifesto degli ingenui”.
      Piaciuti i dipinti sul muro del cortile del fabbricato che ospita il museo? (una specie di cavedio)
      Buona settimana anche a te. Ripreso l’insegnamento? Fortunati alunni ad avere le tue preziose 18 ore 😉

      Rispondi

  5. riccardo uccheddu
    Ott 24, 2012 @ 09:18:09

    Ringrazio per stima con notevole rossore rosseggiante et vergognoso compiacimento!
    A parte lo (scherzoso) stile telegrafico, sottoscrivo in toto le tue parole…
    Quanti Padreterni abusivi ci sono, in giro per il mondo… mentre l’unico, voglio dire il Titolare vien strumentalizzato appunto dagli abusivi per obiettivi ben poco nobili!
    Ora leggerò con piacere “Il manifesto degli ingenui.”
    I dipinti devo ingrandirmeli (ah, l’età!) comunque sembrano interessanti.
    L’insegnamento… nota dolente… sto ancora aspettando che mi chiamino. Temo che per quest’anno dovrò restare al palo.
    Sob, è proprio il caso di dire!
    Saludos.

    Rispondi

    • alicemate
      Ott 27, 2012 @ 23:18:48

      Cavolo, mi spiace, pensavo fosse un posto fisso il tuo nell’insegnamento. Sei più scrittore che insegnante quindi. Certo che fin che non si è famosi non si vive di scrittura e bisogna integrare con altro. Qual è il modo di scrivere per guadagnare qualcosa? Articoli su cosa?
      Provare con un birrificio distillando alcolizzati, montare sulle bici motori che bruciano i fumi di scarico???
      Vabbè, bisogna essere capaci di vivere con filosofia, a volte anche come pranzo e cena.

      Rispondi

  6. riccardo uccheddu
    Ott 29, 2012 @ 09:11:58

    Mah, la scrittura “finchè non si è famosi” non fa guadagnare… se non pochissimo.
    Bisogna inventarsi qualsiasi cosa, io fino ad un po’ di tempo fa pensavo di metter su una cooperativa per la pulizia delle spiagge…
    Ma chi è del “ramo” mi ha detto che servono finanziamenti, ci sono vincoli burocratico-amministrativi, servono conoscenze ecc.
    Ohi ohi ohi…

    Rispondi

  7. alicemate
    Ott 29, 2012 @ 23:24:36

    Mio marito è un promotore/fondatore di cooperative sociali. Non si diventa ricchi, ma è sicuramente un modo per rafforzare il potere dei lavoratori che si uniscono e possono diventare impresa. So che non è facile, bisogna essere sempre attenti a preparare progetti e imparare a chiedere finanziamenti e spesso per anni le cooperative sono in bilico, devono associarsi fra loro… per quel poco che so, ma qui da noi sono 15/20 anni che sono partite, da voi non ce ne sono?
    La pulizia delle spiagge? sembra una buona idea se non c’è nessun altro che lo fa.
    Un po’ di tempo fa avevo avuto contatti on line sul blog con un giovane della Sardegna che aveva molto lavoro e cercava collaboratori nel campo della pubblicità, costruzione di siti e cose di questo e genere… tu sei una persona di cultura e potresti essere forte anche in questo settore o no?
    http://pittinicchio.wordpress.com/about/
    Adesso è poco sul web.
    Devi utilizzare le tue qualità e capacità, il mondo ne ha bisogno 😉

    Rispondi

  8. riccardo uccheddu
    Ott 30, 2012 @ 09:05:07

    Ah, ringrazio MOLTISSIMO per la stima: ma forse il “mondo” è un po’ troppo… o no?
    Scherzi a parte, la cooperazione è qualcosa in cui credo molto anch’io. Un modo di opporsi, se non altro, allo strapotere di tanti, troppi squali…
    C’è qualcosa (quanto a coop) anche qua, ma la crisi complica dannatamente tutto quanto!
    Ora vado a leggermi il sito che mi hai segnalato.
    Grazie molte molte molte e chissà che non ne venga davvero fuori qualcosa!
    Buon inizio settimana!

    Rispondi

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