– Una pinta… irlandese, con Flann O’Brien

Da ” Una pinta di inchiostro irlandese” di Flann O’ Brien

“Passavo per Stephen Green… mi propose di andare nel pub di Grogan a bere una certa quantità di boccali, ossia bicchieri da una pinta di birra scura. Il carattere fortuito del suo invito mi fece provare molto piacere e osservai che probabilmente ciò non avrebbe guastato, così esprimendo la mia totale e cordiale approvazione mediante una figura retorica.

nome della figura retorica: Litote (o Meiosi).” …  (figure retoriche)

L’autore Flann O’ Brien scrive questo romanzo pubblicato nel 1939 dove racconta di uno studente dublinese (scopritene il nome, citato una sola volta in tutte le 292 pagine),  questo studente sta scrivendo un romanzo in cui racconta di Trellis, uno scrittore che sta creando i personaggi per un suo romanzo. Questi personaggi , oltre a muoversi secondo le direttive del loro creatore, vivono  una loro vita dove raccontano e si raccontano anche loro. Raccontano storie strane o quotidiane, vissute da loro e che si intrecciano con miti e leggende del passato (la pazzia di Re Sweeny, western a Dublino, vicissitudini di diavoli e spiritelli del bene…..). Tutti i personaggi nati dalla fantasia dello scrittore Trellis,  dello studente scrittore,  del reale scrittore Flann…  si incontrano, si aiutano, si stuzzicano, cantano, giocano, discutono insieme come un gruppo di amici… intrecciandosi incredibilmente e tremendamente   fra loro.

Nell’immagine sopra vediamo in primo piano lo scrittore irlandese Flann O’ Brien e sullo sfondo una scena del romanzo “Una pinta di inchiostro irlandese”.

Sull’albero, precisamente un pungente tasso c’è il re pazzo Sweeny, di lui racconta una storia mitologica; ai piedi del tasso, da destra Tappo il cow boy con le due pistole, il demone cattivo Cacodemone che ha nel taschino Agatademone, lo spirito buono, il poeta lavoratore Jem Casey e il cow boy Lumaca. Questo gruppo di “personaggi letterari” sta andando a trovare un nascituro come fosse un gruppo amici, a cui si unirà anche il re pazzo da loro soccorso. Sembra un po’ la storia “I quattro musicantii di Brema”? In qualcosa può richiamarla.

Qualche battuta presa dal libro riferita all’immagine sopra  (pag. 161, 163, 164)

– “Zitti, disse l’Agatodemone agitato. Vedo un uomo sopra un albero. (…)
– Potrebbe essere un uccello, sull’albero, disse il Tappo, un uccello grosso. (…)
– Scendi da quell’albero, urlò il Tappo, scendi giù maledetta canaglia!
– Cerca di contenerti, disse il Lumaca, non vorrai sparare su una preda immobile.
– Qualunque cosa sia, ossercò il poeta, non è un uomo. Non ha pantaloni. Probabilmente è un marsupiale. (…)
– Se non scendi da quell’albero prima che conti due, tuonò il Tappo brandendo le due pistole, cadrai morto non appena avrò detto tre! Anzi conterò fino a dieci. Uno, due… (…)
Si udì un soave fruscio nel folto dei rami verdi, una lenta carezza, come una brezza d’estate sopra un campo d’avena, un debole movimento inanimato, e una voce scese fino ai viaggiatori, lamentosa e afflitta da una stanchezza infinita, una debole voce che recitava queste quartine:
 
E’ Sweeny dai fianchi magri
nel mezzo del tasso;
la vita qui è molto nuda,
Gesù pietoso è senza gioia.
 
Rami grigi mi hanno ferito
mi hanno trafitto i polpacci,
sono qui appeso sul tasso,
senza scacchi, senza donne.
 
Non posso fidarmi degli uomini
nei luoghi dove dimorano;
crescione di sera è la mia sorte,
non scenderò dall’albero.”
 
 

(Metto un lik per un po’ di musica irlandese  che racconta anche della  leggenda della follia del Re Sweeny spodestato dal monaco Ronan. Clicca QUI )

Un video  di questo gruppo italiano che compone musiche principalmente irlandesi: i “Whisky Trail”

 

Io,  leggendo “Una pinta d’inchiostro irlandese”  ho scoperto un po’ di Dublino  con i suoi abitanti che scendono in strada, vanno in università, al pub… che convivono come tutti con le loro fatiche, i loro desideri, i loro mezzi e tengono a bada le  passioni…

e un po’ di Irlanda dove la natura è grande e ricca di frutti e di opportunità di valorosa rinascita o di oppresso isolamento.

E come lettrice ho potuto intrecciare la storia delle mie giornate con le storie raccontate e, come ogni vita,  diventare  parte del grande romanzo.

Il grande Flan O’ Brien non ci ha raccontato solo una storia o tante storie, ma ha tradotto in parole la mente e dato a noi la possibilità di ritradurre il suo scritto in altre immagini mentali, sensazioni ed emozioni.

(Un caro ringraziamento a Riccardo, scrittore e amico on line, per avermi consigliato questa lettura )

 
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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. riccardo
    Ago 07, 2012 @ 17:00:22

    Intanto, grazie per avermi ringraziato!
    Considero il grande Flann (non di latte!) uno degli scrittori più spassosi e profondi del ‘900.
    Scusa se è poco!
    Ed infatti, per te è (giustamente) molto.
    La sua scrittura è pirotecnica, i suoi salti di spazio e di tempo assurdi eppure logicissimi… è come un bambino che abbia appena trovato un meraviglioso giocattolo e non si stanchi mai di giocarci.
    La sua scrittura e le sue trame sono una continua festa: non ha tesi precostituite da difendere (i famosi “romanzi a tesi”) ma solo un grande festival di rock ‘n roll a cui tutti sono invitati; che sappiano o che non sappiano suonare!
    La sua è vera fantasia, in lui non c’è niente di legnoso o di ingessato.
    E non sono pochi neanche gli spunti filosofici, anche se non sembra…
    Un grande che più grande non si può!
    Un caro saluto!

    Rispondi

    • alicemate
      Ago 07, 2012 @ 18:45:25

      Ho ringraziato perchè mi sono divertita, non per pura cortesia 😉
      Si può veramente giocare in tanti modi con la scrittura, e Flann ci fa “entrare in gioco”, certe sane risate eppoi simpaticamente didattico. Certo a me richiede un po’ di tempo e attenzione, ma ci sono anche gli aiuti, le ripetizioni, le spiegazioni da dizionario, i riassunti… :mrgreen:
      (proverò, anche il flan al latte, con calma eh! pure la cucina richiede tempo… E’ una ricetta sarda! va bene questa qui? Chiedi a “Tania” o sei tu l’esperto)
      Ciau Riccardo!

      Rispondi

  2. ili6
    Ago 11, 2012 @ 15:04:43

    Tu e Riccardo mi avete messo curiosità: devo colmare questa mia non conoscenza su Flann al più presto. 🙂
    Ciao

    Rispondi

  3. alicemate
    Ago 15, 2012 @ 01:58:55

    Davvero? Spero ti soddisfi come è successo a me. Ora io sono in Irlanda, sui passi di Flann, di Joyce… ma con le mie gambe!!! Una desiderata sgambinata 😉
    Buona lettura!

    Rispondi

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