– La solitudine dei numeri primi

Ieri sono andata a Monza, in treno. Ci vado talmente raramente su un treno che è da considerare un evento. Oltre a questo, in  viaggio ho avuto la possibilità di leggere per due ore e portare a termine la lettura di “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano di cui voglio raccontare qualcosa e, terzo evento:  ho trovato un controllore di biglietti speciale:  comprensivo, tenero e generosamente umano. Sarà che era giovane e gli saremo sembrati due anziani sprovveduti e disorientati sia io che il mio compagno di viaggio,  ma ci ha dato una multa “Premio” quindi:  – Ovunque tu sia, GRAZIE!!! –

Ora alla lettura. Di che tratta questo libro che sta così in testa alle classifiche di popolarità?  (su aNobii)

Di bambini, di crescita, di mancanza di capacità di cogliere e controllare il significato di quello che  sta intorno, di quello che sta succedendo… Genitori molto forti, molto deboli, molto ansiosi, molto distratti… tutti questi molto non sono forse troppo pericolosi per i bambini che dipendono da questi superlativi?

Per me è stata una dolorosa lettura, avrei voluto sospenderla ai primi capitoli di lenta agonia…. perchè nella ricerca di appigli trovavo solo precipizi.

Ho continuato e,  non so se ho trovato appigli o validi motivi per precipitare, ma ho fatto tutto il viaggio.

Psicologia e matematica, anima e numeri, pensieri e fisicità, sicurezza e fragilità… e, come sempre, la bellezza dei contrasti mi conquista.

L’originalità di pochi mi commuove, la difficoltà che è dolore e non una favola mi convince e l’insuperabile bellezza di un equilibrio, tanto difficile e puro lascia estasiati.

 “Due ragazzi che si danno la mano” e le emozioni si scombinano:  è una rivoluzione!!!

C’ ‘è anche l’ educazione,  la formazione… i genitori, gli insegnanti… con un ruolo importante ma con una capacità di contributo penosa, deludente, fragile, vergognosa. Sì, sembra di leggere la vergogna per qualcosa, la paura nel loro stare a guardare e aspettare come “vecchi bambini”.

Per favore – io ho letto questa supplica – non facciamo fare ai bambini, ai ragazzi, quello che tocca ai genitori, agli educatori, non chiediamo loro di sostituirci, di essere quello che non sappiamo o non abbiamo saputo essere.

... con la psicologia  (pagina 117) 

“… Gli anni del liceo erano stati una ferita aperta, che a Mattia e Alice era sembrata così profonda da non potersi mai rimarginare. C’erano passati attraverso in apnea, lui rifiutando il mondo e lei sentendosi rifiutata dal mondo, e si erano accorti che non faceva poi una gran differenza. Si erano costruiti un’amicizia difettosa e asimmetrica, fatta di lunghe assenze e di molto silenzio, uno spazio vuoto e pulito in cui entrambi potevano tornare a respirare, quando le pareti della scuola si facevano troppo vicine per ignorare il senso di soffocamento. …”

… con la matematica  (pagina 130/131, cliccare per ingrandire)

Sono contenta che sia un libro molto letto!

In realtà non ho nè scritto nè evidenziato il mio libro, io uso un quadernino per segnare le pagine interessanti e le note da rivedere,  il libro lo lascio bianco, così non mi sconvolgo quando leggo i libri che prendo in prestito in biblioteca, ehhh, va bene?

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8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Donatella
    Mar 09, 2012 @ 19:02:03

    La prima volte ne ho sentito parlare a “Che tempo che fa”, dov’era ospite l’autore. Ma tu sei riuscita ad incuriosirmi molto di più! Lo leggerò quanto prima. Buon weekend amica cara, ti abbraccio.

    Rispondi

  2. Michael Blomkvist
    Mar 09, 2012 @ 20:35:20

    a me il libro non ha entusiasmato, non l’ho trovato particolarmente originale…diciamo che si fa leggere! Ma i gusti sono gusti..
    ciao ciao
    M.

    Rispondi

  3. alicemate
    Mar 09, 2012 @ 22:02:02

    @Donatella
    Certo, leggilo, se non ti fa troppo male, si legge anche velocemente.
    Io se leggo un libro cerco grinta, se mi deprime… oih! lascio perdere. Ognuno ha i suoi vissuti e riceve dalle esperienze altrui messaggi differenti 😉
    Ricambio l’augurio, sei dolcissima!
    A presto!

    @Michael
    Ciao Michael, come ho scritto, anch’io ho faticato a partire… quando leggo solo tristezze senza fine e senza speranza… Ma poi, forse la matematica, forse proprio quel punto di vista da matematico che riordina e riempie la vita al protagonista… ha salvato anche me!!! (ops: la mia lettura)
    Per un chimico non sarà stata una originalità, già il mondo lo vede da un punto di vista molto “specialistico”. Può essere?
    Stai bene!

    Rispondi

  4. nelda
    Mar 12, 2012 @ 17:43:09

    carissima, a me il libro di Giordano ha fatto rivivere situazioni e realtà molto dolorose. Tu forse non ti sei accorta del fatto che il protagonista è un autistico, io sì. Se leggi o rileggi il libro con questi occhiali, potrai entrare un pò nel mondo del mio Francesco, anche se non è un matematico. Quanto ad Attilio, che fa l’indifferente, credo che il libro gli abbia rievocato episodi della sua infanzia. Ma forse si tende a rimuovere ciò che fa male…..

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  5. Michael Blomkvist
    Mar 12, 2012 @ 20:50:35

    Nessuno fa l’indifferente, è ovvio che ci ho pensato, ma non è lo stesso tipo di autismo che ho sperimentato in casa…
    Il libro l’ho letto qualche anno fa, ora non me lo ricordo molto bene, ma non mi era parso di grande spessore, tutto qui. Se dovessi scrivere un libro con un personaggio autistico credo lo caratterizzerei in maniera molto diversa…

    Rispondi

  6. alicemate
    Mar 12, 2012 @ 22:02:40

    @Nelda e Michael
    chiunque legge un libro lo vede diversamente, questo è indiscutibile.
    Poi un po’ di difese certo che le si deve sfoderare, accidenti, non siamo degli sprovveduti e non lo dobbiamo essere. Se poi le cose fanno male bisogna combatterle, esorcizzarle. Un libro deve servirci, se può, per capire un po’ di più, per trovare altri modi e altri percorsi, se può, certo non per crearci nuove paturnie!!!
    Comunque sapere che le problematiche che si possono scatenare in un animo umano sono tante e seppur simili mai uguali, partono, si evolvono e procedono con tante, troppe variabili che non sempre sono normate da testi e studi… può servire.

    E che la sensibilità e l’attenzione sono fondamentali e insostituibili e chi le possiede e le offre fa doni preziosi perchè “impagabili”.

    Ma comunque secondo voi è un buon libro? è un bene che lo si legga oppure è inutile o peggio nuoce ad attivare positività verso “questi numeri primi”?
    Siete forti 🙂

    Rispondi

  7. Donatella
    Apr 06, 2012 @ 15:14:57

    A te e ai tuoi cari auguro una serena e gioiosa Pasqua. Un abbraccio!

    Rispondi

    • alicemate
      Apr 07, 2012 @ 17:04:57

      Grazie carissima, appena riesco mi faccio sentire. Ho letto velocemente la tua Pasqua siciliana, tornerò ad approfondire meglio. Ricambio auguri di gioia!

      Rispondi

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