– Creatività e pensiero critico

Creatività è un termine che indica genericamente l’arte o la capacità di creare, di inventare.

Il pensiero critico è un pensiero autocorrettivo, attento al contesto, guidato da criteri e che perviene ad un giudizio.

Ragionare significa pensare applicando regole che sono state  approvate da un giudizio o lasciarsi guidare da regole che suppongono un giudizio, dei  valori,  leggi, definizioni, ideali,…

Quindi guidare a ragionare significa offrire modelli di RESPONSABILITA’ INTELLETTUALE.

I criteri razionali quindi devono sottostare a giudizi di verità (criticità) a secondo della realtà, del tempo e spazio a cui si riferiscono. E quindi,  il pensiero può diventare azione, traformazione di idee in fatti all’interno di  una convivenza sociale (criticità + creatità) .

Allenamento al pensiero critico/creativo

ricerca e confronto personale di modi diversi di considerare la stessa situazione, possibili soluzioni, diversi criteri di osservazione e valutazione

ricerca e confronto con altri per guadagnare ampiezza di sguardo e prospettiva che non significa adeguamento, remissione, rinuncia o giustapposizione.

E se mancano gli interlocutori?

Un interessante esercizio di PENSIERO CRITICO CREATIVO è quello di allargare il nostro punto di vista singolare e personale attraverso la  simulazione della presenza di altre persone accanto a noi, COME?

con la forza dell’IMMAGINAZIONE .

Cioè educando la propria immaginazione a “recarsi in visita”.

Bella questa espressione recarsi in visita con l’immaginazione e mettersi in casa d’altri, nei panni degli altri …

e perchè si deve fare?

per controllare,  verificare il valore di un’idea razionale che in questo modo acquista verità condivisa e diventa applicabile,

cambiando creativamente la  vita  a vantaggio di tutti!!!

e cambiare alcune cose che non vanno, cambiare senza ripetere il passato, ma pensando al fututo … non si può fare senza la creatività, non basta la razionalità…

siamo d’accordo???

Per chi vuole approfondire e applicare nell‘insegnamento:

“… Seguendo il pensiero di Bruner, Dewey e Lipman, possiamo trovare una significativa presenza di questo binomio nella scuola in quanto luogo strategico per costruire un pensiero d’eccellenza. …”

(rielaborazione  di un articolo della rivista “Scuola Italiana Moderna”)

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Mi....semplicemente
    Feb 11, 2011 @ 20:57:05

    sono d’accordo! buona serata

    Rispondi

    • alicemate
      Feb 11, 2011 @ 22:07:03

      Mi…, ti conosco da poco, ma da quel che leggo da te direi che ero certa che tu fossi una “creativa”.
      Quando poi ci si mette in contatto con gli altri, come tutti i blogger si propongono, ecco lo sforzo di adeguamento agli altri… e questo è un passo avanti “al recarsi in visita” con la sola immaginazione. Siamo nel virtuale ma non nella fantasia, non al chiuso della nostra mente… eh eh eh
      Grazie per la condivisione e, a risentirci qua e là 😉

      Rispondi

  2. Farnocchia
    Feb 21, 2011 @ 10:54:58

    Cara, rispondo qui alla domanda che mi hai lasciato nell’ultimo post, dato che è sempre inerente al tuo articolo; l’esperienza del circle time dovrebbe essere “imposta” in ogni scuola, anche solo per una volta. La creatività ed il senso di società sono a mio parere due punti cardine della crescita di un bambino…quindi secondo me ti conviene informarti bene sul CIRCLE TIME (su internet trovi molto!) e vedere cosa ne pensano i tuoi ragazzi…

    Rispondi

    • alicemate
      Feb 21, 2011 @ 21:03:31

      Ok Farnocchia, sicuramente mi informerò e qualcosa combinerò perchè i miei ragazzi ne hanno bisogno, già li ho sentiti e lo scrivono sul blog… Anche se fa parte del mio modo di fare scuola dare spazio alla gestione delle relazioni, farne un momento più “degno di rispetto” è utile. Quando insegni italiano la conversazione con le sue regole e i suoi riti fa già più parte della programmazione (se l’insegnante è sensibile a questo tema) per me che ho la matematica, scienze e motoria, la programmazione è più puntata ad altri obiettivi, ma star bene fa parte di ogni gruppo….. ciao carissima e a risentirci

      (p.s. ho visto che hai rifatto il look della tua immagine e anche di casa tua, APPREZZATE entrambe 😉 )

      Rispondi

  3. monica
    Apr 21, 2013 @ 21:29:52

    come si può applicare le regole del pensiero critico nella didattica quotidiana di una lingua straniera? Quali sono esempi pratici?

    Rispondi

  4. alicemate
    Apr 21, 2013 @ 23:14:34

    Ciao Monica, grazie per la domanda, mi aiuto con un pensiero di Matthew Lipman linkato nell’articolo:
    “Ho preso da Dewey l’idea che una sessione di lavoro in classe dovesse incominciare con qualcosa che sollecita l’interesse dei bambini per poi indurli a riflettere sul significato della loro esperienza, continuando a mantenere lo stesso interesse senza soluzione di continuità, fino alla fine della sessione. Le lezioni possono cominciare con una poesia, l’osservazione di un dipinto, una dimostrazione scientifica… qualsiasi cosa induca i bambini a pensare.”
    E’ il modo di porsi, la coscienza su quello che si fa e perchè lo si fa, che fa delle buone teste e non solo delle teste piene!
    Accettato?

    Rispondi

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