– Bagdad-Teheran

“Uno spettacolo, un’emozione creano un’onda nella mente, molto prima delle parole giuste per esprimerla; e nella scrittura bisogna ricatturarla e farla operare e poi mentre si infrange e precipita nella mente, crea le parole giuste.

Ma senza dubbio penserò un’altra cosa l’anno prossimo…” (Virginia a Vita)

Per entrare un po’ nell’atmofera di Bagdad vediamoci una storia tratta da “Le mille e una notte”…

da Bagdad , il 28 febbraio 1926, Vita S. scriveva:

… zoppicando attraverso l’Asia, ecco, sono arrivata in questa città da fiaba, che non è, credimi, come l’abbiamo vista in Hassan, ma solo un allegro disordine di asini, auto, arabi, cani, fango, tassì e cammelli… L’Irak… Una pianura gialla, disseminata di carcasse di animali; un bernoccolo all’orizzonte, Ur Dei Caldei (città sumera 2500 a.C.); altro bernoccolo, Babilonia, sotto la luna. Poi B agdad all’alba, con un’incantevole vita pastorale dentro la stazione…; poi il Tigri…  una porta in un muro, un giardino, piccioni, cani addormentati, una veranda, una stanza fresca, acqua calda, caffè, Gertrude Bell (viaggiatrice e scrittrice inglese).

Ti dicono che hai avuto due giorni tranquilli e tu invece ti senti come un sacco di stracci, un cestino di rifiuti, un mucchietto di polvere.

Partiamo stasera, il cucciolo slughi (razza di levriero nord-africano) e io, per affrontare le nevi degli alti passi.

da Teheran , il  9 marzo 1926

Ogni mattina quando mi sveglio, col sole che allaga la mia bianca stanza conventuale, rimango per un minuto sbalordita; poi, molto lentamente, come un bambino che si fa girare una caramella in bocca, mi dico: – sei in Asia Centrale  -…

Ora non ti dirò della Persia (Iran); nulla del suo spazio, colore, bellezza, che devi dare per scontati ,  ma dalli veramente per scontati, perchè sono diventati parti di me, trapiantati in me, lasciandomi arricchita per sempre. Sorridi? Ebbene, sono rimasta impantanata in un fiume, ho strisciato fra bastioni di neve, sono stata attaccata da un bandito, alternativamente cotta e congelata, ho viaggiato da sola con dieci uomini, (tutti estranei), dormito in strani posti, mangiato sul ciglio della strada, attraversato alti passi, visto Curdi e Medi e carovane, torrenti impetuosi, agnelli neri che saltavano sotto alberi in fiore…. anfiteatri di montagne innevate, sterminate pianure, greggi sui pendii.  Arrivata in città di fango al calar della notte, abitato con vecchi scozzesi burberi, bevuto vino persiano, indossato un giorno un vestito di seta, pelle di pecora e cappello di pelliccia l’indomani.

Ma tutto questo non rende affatto l’idea. Perchè non si riesce mai a comunicare? Soltanto le cose immaginarie si possono comunicare, le idee, o il mondo di un romanzo; ma non l’esperienza reale.

Non credo che Isfahan e Persepoli siano delle tentazioni per te. Vorrei che la vita fosse tre volte più lunga e che ogni suo giorno durasse 48 ore.

Ho anche incontrato la signora Arfa.. E’ la sola persona interessante, qui, ma il paese compensa della gente; e come sai non sono brava con la gente. Bisogna trascinarmi…

Pensa con affetto alla tua esule, lontana ma molto amorevole. E molto costante. Devo scriverti una lettera sulla costanza.

da Teheran , il 15 marzo 1926

Oggi è il compleanno dello Scià Reza Khan Pahlevi, e ieri sera è stata data una cena in suo onore….Questa è la vita diplomatica. … Non credere però che la vita sia tutta così. Ci sono giorni in cui si va nelle montagne, si mangiano panini vicino ad un torrente, si  raccolgono mandorle, si torna a casa mentre dei tramonti incredibili attraversano la pianuta. E ogni mattina alle sette usciamo a cavallo e la freschezza e  la bellezza del mattino sono inconcepibili.

25 marzo 1926

Sai che bel lavoretto ho tra le mani ora. Sto sistemando il palazzo per l’incoronazione. Ci vado, metto il grembiule, mischio le vernici nei vasi, in un grande salone e mi domando come si dice “puntinismo” in persiano. A un capo del salone c’è il trono del pavone e lungo le pareti sono allineate delle vetrine con dentro ogni specie immaginabile di oggetti, dai vasi di Sèvres allo spazzolino da denti del defunto Scià. E’ il cosidetto Museo. Devo riorganizzarlo. Sono certa che lo Scià verrà all’incoronazione in scarpe da tennis, e sul cappello gli splenderà il diamante gemello del kob-i-Nor. Questo è il principio con cui si fa ogni cosa qui.

8 aprile 1926

La Persia è diventata rosso magenta e rosso porpora: viali di alberi di Giuda, boschi di lillà, torrenti di glicine, ettari di fior di pesco. I platani e i pioppi sono un’esplosione di verde.

Il mio cassetto è pieno di fogli sparsi, che rifiutano di collegarsi l’uno all’altro.Devo dire che hai ragione a proposito del ritmo; tutto quello che posso dire è che il ritmo e io non siamo in sintonia.

Ho finito il mio poema, però, e parte con questo sacco (della posta). Ora ci sono dentro grandi pezzi di Asia. Chissà se approverai.

Il 25 c’è l’incoronazione; poi scaleremo una montagna e poi partirò. Non riesco a trovare niente sul mio viaggio; le agenzie turistiche qui sono sconosciute, e gli orari continentali ignorano completamente la Russia. Dunque salperò alla ventura, confidando nella fortuna, e dovrei arrivare in Inghilterra il 14, coperta di tappeti per il vecchio Bridges. Se non stai molto attenta ti porterò veramente una tartaruga, poichè questo posto ne è pieno…

Come sarò felice di sedere nuvamente sul tuo pavimento.

Poscritto. Appena tornata da Palazzo.. Sono cieca. Accecata dai diamanti. Sono stata nella grotta di Aladino. Davanti ai nostri occhi sono stati svuotati sacchi di smeraldi, sacchi di perle. Letteralmente. Siamo venuti via scuotendoci le perle dalle scarpe, Fili di smeraldi grezzi, pugnali dal fodero tempestato di gemme preziose. Grandi corone ieratiche.Il tutto in una stanza squallida, tra sudici persiani che bevevano il tè in minuscole tazzine. Erano semplicemente le Mille e una Notte… Puro gioco di fantasia. OH, perchè non c’eri?

e ora vieni con me…. facciamoci un giro … IL MONDO E’ TUO…  con un po’ di follia e di magia, ed eccoci … in un viaggio da  favolaaaaaaaaaaaaaaaa



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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Luisa
    Gen 23, 2011 @ 15:16:47

    Ciao, bellissimi brani. Da quale diario sono tratti? sembrava d’esserci.

    Rispondi

    • alicemate
      Gen 23, 2011 @ 17:04:30

      Sei mitica!!
      Quando qualcuno apprezza gli scritti di Virginia Woolf e dintorni… mi sento elettrizzata!!
      I brani sono tratti da “ADORATA CREATURA”
      (Le lettere di Vita Sackville-West a Virginia Woolf e di Virginia Woolf a Vita Sackville-West).
      Ciaoooo

      Rispondi

  2. Luisa
    Gen 23, 2011 @ 21:00:53

    Mi piacciono gli scrittori che coinvolgono il lettore, che lo trasportano nei luoghi e gli fanno percepire i colori, gli odori, i rumori… queste poi sono scene di vita vissuta e arrivano con ancora più forza…ciao 🙂

    Rispondi

    • alicemate
      Gen 23, 2011 @ 21:25:41

      se poi leggi la Woolf… è difficilina, ma… ti sa portare anche dentro, sì, proprio dentro nell’anima, nelle emozioni… senti la gioia, l’eccitazione dei personaggi che si muovono nei suoi romanzi… mi credi? 😉

      Rispondi

  3. Luisa
    Gen 23, 2011 @ 21:36:09

    Molti anni fa avevo letto Orlando, era stato faticoso,ma ero anche più giovane. Lo stesso libro, letto anni dopo, dà sicuramente emozioni diverse come è diversa la persona che lo legge…posso fare l’esperimento 🙂

    Rispondi

    • alicemate
      Gen 23, 2011 @ 21:57:09

      Ah, l’Orlando, questo è il romanzo “leggero”, “giocherellone” che ha scritto e proprio dedicato a Vita, la scrittrice che le scrive le lettere dal viaggio da Teheran, quelle che ti sono piaciute qui nel post. Comunque non ha entusiasmato neanche me.. Io prediligo “Gita al faro” o ““Le onde” o “La stanza di Giacobbe”. Beh, prova con un altro, anche “La signora Dalloway”. Io ti consiglio di vedere magari un film “The Hours” che parla di Virginia, dei suoi libri… oddio, la mia Woolf è presentata in modo terribilmente triste e malinconico, invece era anche tanto ironica e piena di grinta… ma almeno ti porta un po’ nel suo mondo… Poi leggi “La signora Dalloway”… ma ci vuole un po’ di tempo e pazienza… per “goderla
      basta, mi sa che ti sei già annoiata ascoltando me … 😀

      Rispondi

  4. Luisa
    Gen 23, 2011 @ 22:03:17

    Non mi sto annoiando :), La Signora Dalloway dovrebbe esserci in biblioteca, e nel caso non ci fosse, c’è il prestito interbibliotecario…Mi piace l’ironia e la grinta…Ora ho a portata di mano un po di robaccia che non richiede tanta concentrazione,ma appena li termino, lo chiedo 🙂

    Rispondi

  5. pittinicchio
    Gen 25, 2011 @ 16:32:55

    Ciao Alice…
    non ti leggo ora son sincero.. volevo solo avvisarti che
    ho pubblicato un nuovo articolo sulle idee regalo per san valentino..
    se vuoi curiosare o i tuoi bloggatori vogliono!! 🙂
    http://pittinicchio.wordpress.com/2011/01/25/san-valentino-2011-idee-regalo/

    Ci rileggiamo presto.

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