– “Mettersi in gioco”

Ho deciso di dare inizio ad alcune riflessioni sulla vita di tutti i giorni, sul lavoro di tutti giorni: faccio bene? faccio male? faccio pena??

Allora ci provo.

Ho tantissime cose da fare, anche  a scuola con i ragazzi rincorro sempre il tempo, mi ritrovo spesso al suono del campanello senza essermene resa conto… il che è bellissimo quando anche i tuoi alunni non se ne sono accorti !!!

… che classe di bianconigli!!! 😆


Qual è però l’attività che più viene richiesta e pare proprio che i ragazzi ne sentano il maggior bisogno?

Domanda scontata, tutti rispondiamo: l’attività motoria, in particolare il gioco motorio. Certo! Il gioco che possono praticare in gruppo, in palestra e in cortile, maggiormente in palestra, forse perchè ha minor frequenza? E io  ho il compito di portarli in palestra, almeno per un’ora alla settimana, e far in modo che si muovano e interagiscano fra loro attraverso giochi  di movimento…

Subito dopo ha un alto gradimento il gioco/esercizio di manipolazione, con utilizzo di materiali di ogni tipo,  per costruire, per fare esperimenti, per apprendimenti matematici, di misura, di calcolo. (il microscopio, la bilancia, la bindella, abachi, carte, dadi, forbici, colla, pennelli, …)

Altra grande esigenza è la comunicazione. Quante volte dobbiamo chiedere il silenzio, chiedere l’attesa per poter esprimere un loro pensiero. Bisogna che lasciamo degli spazi di libera conversazione perchè è sicuramente necessario al loro star bene insieme.

Poi, non sembrerebbe una loro necessità, invece quando non è la sola attività richiesta, ci si rende conto che è in grado di svolgere un compito utile e di efficace non solo  all’apprendimento e alla riflessione sui loro percorsi, ma anche a portare soddisfazioni ai ragazzi. Questa attività comprende  la registrazione e le esercitazioni sui quaderni. Registrare per fare il punto della situazione, per non dimenticare, per organizzare le esperienze o le conoscenze raccolte. L’allenamento, con sforzo e impegno come richiede ogni cosa che abbiamo colto ma non con sicurezza fin quando non viene più volte ripetuta e conquistata!!

Concludendo,  che bello imparare  attraverso tante e diverse  attività:  disegnare e osservare un quadrato, toccare un fungo, conoscere un numero decimale, incollare un feltrino dopo aver pulito bene la superficie su cui deve aderire, lanciare una palla e vedere che ha seguito la traettoria che avevo deciso…

E la tecnologia?? La tecnologia è un aiuto, per velocizzare, approfondire, scoprire, inventare nuovi percorsi, ascoltare vedere, esercitarsi in gruppo o nel gruppo. L’insegnante è favorito nel suo percorso verso gli apprendimenti, ma in particolare deve favorire i suoi alunni. E‘ un nuovo tipo di approccio alle conoscenze, se l’insegnante è da guida e stimolo ad un proficuo utilizzo,  moltiplica le opportunità  di apprendimento  e di apprendimento creativo e individualizzato per tutti. Quindi, secondo me, i ragazzi non cercano la tecnologia, la usano a casa loro e forse meglio di noi, noi insegnanti dobbiamo dimostrare che la  si può utilizzare anche nel loro percorso di studio, dobbiamo insegnare loro come  far amare la scuola anche attraverso i nuovi strumenti. Si può e si deve apprendere con gioia, che non esclude assolutamente l’impegno e la fatica.

 

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. NyNo
    Feb 19, 2011 @ 19:15:30

    Mettersi in gioco,mi garba questa frase….Nyno…

    Rispondi

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