2> Si riparte…verso l’Olanda

… pronti a continuare il viaggio??

Lasciamo a fatica Brussel (Bruxelles) … sì,  ci è piaciuta, ma non è per questo la fatica!  La pioggia “bagnatissima” come Nor ci faceva notare, si è presa il disturbo di inzuppare talmente il terreno da far affondare il nostro mezzo, che ha richiesto scavi e la spinta di una “corposa” famiglia di spagnoli per riemergere… Quindi si parte per Brugge…

una cartina potrebbe servire…

( passate il mouse sull’immagine per avere la didascalia e cliccateci sopra se volete ingrandirla)

Brugge, restiamo ancora in Belgio con questa particolare città molto consigliata anche dai turisti itineranti… io mi lascio convincere ma sono attirata dalle DIGHE OLANDESI, di cui ho una vaga, magica, tragica e infantile idea.

Brugge è sopranominata “La piccola Venezia del Belgio” …e sì, si viaggia, si viaggia… e siamo sempre a Venezia!!

Con tanta acqua non può mancare il nostro “Nepomuceno” !

La musica di piazza …  stravagante e commuovente !!

e prima di abbandonare il Belgio dobbiamo gustarci una buona dose di cozze con la birra!!!!

BUONE, DELICATE, DIVERTENTI…. da non perdere!!

Raggiungiamo l’Olanda infilandoci in un tunnel sotto l’oceano (un breve tratto che la stacca dal Belgio) e ci fermiamo nella Regione del Delta. In essa sfociano il Reno, la Mosa e la Schelda. A partire dal 1957, sono stati costruiti sbarramenti al termine di ogni estuario, in funzione antitempesta, con dighe fisse o mobili.

Qui ci gustiamo questo dolce e selvaggio paradiso naturale, salvaguardato dalla capacità umana… cogliere tutti gli attimi!!

Carichi e avvolti da una luce insolita dobbiamo lasciare la spiaggia…

Dopo aver pernottato in questo luogo insolitamente speciale, a momenti anche un po’ inquietante, al pensiero di essere sotto il livello del mare e protetti dal selvaggio oceano da sbarramenti  di ferro e cemento! Ma il tempo è buono, maree tranquille…. si dorme. Al mattino “la nostra casa viaggiante… non si sveglia” .Oh oh … batteria caput! Nor collegando cavi avvia il motore, il pilota Mat trova, tramando con la  “scatolina magica” che avrebbe aiutato anche la famosa Arianna ad uscire dal labirinto (capito cos’è?), trova un punto ricambi: batteria nuova e siamo di nuovo in pista.

Grazie olandesi efficienti ed …onesti!!

E ora: dighe e ponti/diga, canali, fiumi incanalati, mari delimitati che diventano laghi e parchi acquatici... qui l’uomo deve conoscere ed amare molto la sua terra per mantenerla buona e bella!!!   E per restare in tema, si punta su Rotterdam (Rotter-dam= diga sul fiume Rotte), il porto più importante d’Europa.

E’ labirintico l’accesso a questa città…

Io, la “Mia” del viaggio, stavo leggendo Borges e vedevo labirinti dappertutto ormai, ma qui è stato veramente faticoso  raggiungerne il centro: tunnel sotto i fiumi, ponti, sopraelevate che si scavalcano a dritta e a manca, giri, ritorni e …

CI SIAMO!!!     e il parcheggio???    riparte un’altra ricerca… poi gironzoliamo rilassati e soddisfatti.

1-2) Le case cubiche del quartiere Blaak   3-4) Porto-museo

1-2) La Sint Laurens, la basilica interamente rifatta dopo la guerra, ma è gia tempo di  restauro.. 3) Di fronte alla chiesa la statua del più illustre cittadino che la città abbia finora avuto, Erasmo.

1-2) Nell’Isola Pedonale curiose vetrine  invitano i “creativi” ad entrare per perdersi nell’originalità dello  spettacolo

3- Mosaico che rappresenta il viaggio di Erasmo da Rotterdam a Basilea

4) Entrata al museo di Erasmo

Usciamo dalla città per raggiungere Kinderdijk (in olandese significa “Diga dei bambini”), a circa 15 km da Rotterdam,  situato alla confluenza dei fiumi Lek e Noord. Per far defluire l’acqua del polder (tratto di mare asciugato artificialmente attraverso dighe e sistemi di drenaggio dell’acqua) qui fu costruito un complesso di 19 mulini a vento, costruiti intorno al 1740.

Questi bellissimi e ingegnosissimi mulini a vento oggi sono meta turistica tra le più frequentate d’Olanda e Patrimonio dell’ UNESCO.

I mulini a vento in Olanda sono un po’ ovunque, in totale nel territorio nazionale ce ne sono circa un migliaio. In passato l’usanza era infatti quella che portava ogni proprietario di un immobile a costruire un proprio mulino per una specifica funzione, sia essa di macina, di bonifica o di frantoio.

E adesso al “clou” del viaggio ….AMSTERDAM!!!

… ma prima riposiamoci un po’ nella casetta del mulino…shhh!!! Sentite il vento che fischia, gli zoccoli sul legno, gli ingranaggi delle pale che cigolano???

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Astrid
    Feb 25, 2013 @ 07:18:19

    “2> Si riparte…verso l’Olanda | Alicemate!” was a
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    Time to spend several time on the internet haha.
    Many thanks -Roman

    Rispondi

    • alicemate
      Feb 26, 2013 @ 15:40:08

      Ciao Roman, grazie del passaggio, del messaggio e della promessa di tornare a leggere. Ho capito bene?
      Io non so l’inglese, tu sai l’italiano?
      Ti piace l’Olanda?
      Buona lettura, spero che tu possa trovare altri post interessanti 🙂

      Rispondi

  2. Francesca
    Giu 28, 2013 @ 21:40:47

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