5. Libri… fatica e mistero

5^ puntata …  ritorno nel “sottomondo” … come “Alice in Wonderland”

(ricordate sempre i tre colori? nero … tempo presente, esperienza vissuta in questo periodo; fucsia … tempo della mia infanzia, dai miei ricordi; blu …dalla fine del 1400, circa 500 anni fa, dal racconto del “bianconiglio” ”)

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Dalla sala del  “Capitolo”,  attraverso una porta che immette su una scala interna,  si può salire al piano superiore, dove si trovavano le camere e la biblioteca. Il locale adibito a conservare i libri, alla consultazione, ma in particolare alla trascrizione di importanti testi,  era stato collocato con attenzione:  illuminato per la maggior parte della giornata, quindi con ampie aperture a sud, anche per ricevere il maggior calore solare, in quanto la grade casa non aveva altre forme di riscaldamento e il lavoro degli  amanuensi era praticato lungo tutto il corso dell’anno (ci voleva circa un intero anno perchè un amanuense terminasse la copiatura della Bibbia); quando il freddo era particolarmente rigido, i frati andavano in un “riscaldatoio”,  locale dove  scaldare  le mani e poter  tornare al  lavoro.

Inoltre il nostro “Bianconiglio” ci fa notare che la pavimentazione della biblioteca non è in legno, ma  in muratura, sorretta da archi, a differenza di quella delle vicine camere ( vedi  foto), questo per evitare il propagarsi di incendi alla biblioteca con la conseguente distruzione dei libri, beni di grande valore.

Altre brevi informazioni:
Le biblioteche dei monasteri hanno avuto una funzione importantissima nel corso della storia: dopo la caduta dell’impero romano, furono i monaci a raccogliere dalle rovine quello che fu possibile salvare del sapere dell’antichità e per molti secoli le biblioteche claustrali custodirono con cura innumerevoli manoscritti. Anche ai giorni nostri la biblioteca ha grande importanza in un monastero perché la lettura e lo studio fanno parte integrante della vita monastica .
L’organizzazione monastica fece sì  che non fossero  solo centri di vita religiosa, ma anche centri di vita economica e culturale.

Ma anche nella mia esperienza ho trovato questi tesori cartacei?? Dunque, sto cercando di ricordare che utilizzo avesse avuto lo spazio biblioteca: nel luogo indicato come deposito e scrittura di libri non ho mai visto librerie di alcun tipo, questo è certo, secondo me questo grande salone ha cambiato uso negli anni, non solo nei secoli, io lo ricordo come un grande e vuoto corridoio, poi divenuto  guardaroba/sartoria… ebbene sì anche un cappellaio avrebbe potuto avere lavoro: cuffie e cuffiette invernali ed estive per il giorno e la notte, pochi colori, nooooo!!… sarebbe ammattito del tutto poveretto!!

Però una stanza dove venivano gelosamente custoditi i libri c’era, era la “ghiacciaia”, il nome  non c’entra sicuramente niente, ma la si chiamava così ed era sempre chiusa a chiave su un pianerottolo quasi al termine della scala che saliva dal botteghino dell’oratorio per raggiungere il primo piano (se qualcuno che legge conosce luoghi e tempi mi potrebbe suggerire o chiarire qualche particolare). Anche nella stanza del botteghino, dove si vendevano i dolcetti alla domenica  pomeriggio, c’era una libreria vetrata, chiusa a chiave!!! che conteneva libri foderati con carta blu e numerati, per chi fossero? forse per prestiti alle ragazze che frequentavano l’oratorio domenicale? …

Dai, adesso vi racconto un fatto che andrebbe bene anche al tè del cappellaio matto: la biblioteca inaccessibile della mia infanzia conteneva anche l’enciclopedia “Conoscere” che per noi sarebbe stata una miniera di informazioni…ma no! non si poteva toccare… si sarebbe rovinata tra le mani incerte e pasticcione di tante ragazzine, quindi, se casualmente qualcuna di noi passando vedeva la porta socchiusa… dava l’allarme rosso alle amichette e, quatte quatte, entravamo a sbirciare qualche occulto e prezioso segreto dai libri del sapere, scoprendo anche … che differenza c’è fra un corvo e uno scrittoio”: lo scrittoio nella biblioteca c’era e il corvo spesso arrivava, nelle   vesti nere e viso aguzzo di qualche preoccupata guardiana del sapere …. ( avete capito chi era il corvo/guardiana?)

comunque era bellissimo entrare in questa stanza proibita dove  qualcuno  poteva istruirsi   migliorando la sorte dell’umanità!!!





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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Elisa
    Lug 22, 2010 @ 13:41:45

    Finalmente un pò di tempo ed una connessione per curiosare sul tuo blog!
    devo dire che questo viaggio tra i ricordi e tra le vecchie mura di un convento mi sono piaciute davvero molto…spero che “la saga” continui!
    un abbraccio!
    Elisa

    Rispondi

    • alicemate
      Lug 22, 2010 @ 14:19:55

      WOW!! brava Ely, ma sì dai, visto che mi sono appassionata a questo “tabernacolo” (che blasfema!… colpa dei miei pensieri del momento!?) cerco di utilizzarlo anche per fissare alcune informazioni che diversamente si dimenticano… se poi qualcun’altro gradisce… super!!
      (attenzione alle imprecisioni, quando le scopro … correggo!?)
      Ricambio con gioia! maria

      Rispondi

  2. Samuele
    Ago 24, 2010 @ 14:33:38

    Ma dai, non vi permettevano nemmeno di leggere l’enciclopedia per ragazzi?
    Andiamo bene…

    Rispondi

    • alicemate
      Ago 30, 2010 @ 20:51:15

      Caro Sam, ORDINE!! innanzitutto! Beh, c’è di peggio, avevamo sempre i libri di scuola se volevamo leggere e capire. Era molto importante la riuscita scolastica per ottenere un posto degno di considerazione all’interno della comunità… quindi lo stimolo ad “aprire” i libri c’era.

      Rispondi

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