2. La fontana e lo stregatto

2^ puntata: ritorno nel “sottomondo” , come “Alice in Wonderland”

Per capire meglio il racconto utilizzo sempre i diversi colori  per il testo:

nero … tempo presente, esperienza vissuta in questo periodo

fucsia … tempo della mia infanzia, dai miei ricordi

verde … dalla fine del 1400, circa 500 anni fa, dal racconto del “bianconiglio”

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Sul cortile si affacciano i diversi ambienti adibiti alla vita quotidiana, distribuiti su due o tre piani di altezza, rimaneggiati e riorganizzati dai vari abitanti attraverso i secoli.

Prima di allontanarci dal cortile, da cui comunque non ci separeremo mai perché è il centro, il cuore, il crocevia della vita della grande casa, lo spiritello dello stregatto mi distrae continuamente additandomi la fontana di pietra circolare, la stessa dei miei anni giovanili… certo che a nessuno dei presenti passa inosservata neppure oggi, continua a gorgogliare con quel po’ d’acqua che le hanno concesso di “sprecare” e che cadendo dalla vecchia canna fa da sottofondo alla voce pacata del “bianconiglio”…

… ma che vorrà quel sorriso di gatto:

– Sì, lo so, mi ricordo che proprio questa fontana è stata luogo di distruzione e dispersione di cibi impossibili o meglio impassabili dalla mia bocca, e spesso si otturava lo scarico a causa di pezzi troppo grossi o abbondanti per  passare anche dal foro dello scarico, e c’era anche una scopa, sempre nelle vicinanze, che doveva aiutare il deflusso di tali lordure da tavola da far sparire senza ulteriori danni. Non mi hanno mai scoperto… grazie alla caraffa in plastica bianca che sapeva trasportare il corpo del reato dal vicino refettorio alla salvifica fontana, certo che bisognava bere, bere molta acqua per poter uscire a riempire nuovamente la brocca “vuota”, eh eh, ma… c’era poco da ridere a quei tempi, una regina rossa era sempre di guardia… e il rischio da correre ALTO!!

Contento simpatico gattone? ho ammesso un cattivo utilizzo di un bene prezioso… che per me è stato oltremodo… PREZIOSO!

E gli antichissimi abitatori invece sì che utilizzavano in modo decoroso quest’acqua (per quello che ci hanno tramandato le fonti altolocate!!) loro si purificavano mani e braccia prima della consumazione dei pasti a cui erano chiamati dal loro superiore con il suono di una campanella, posta proprio sulla colonna più vicina alla fontana e… di fronte al locale refettorio.

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Per continuare il racconto clicca3. Il refettorio – 17 Jul 2010

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