La scuola… che noia!!

Cercando informazioni su “Il mago dei numeri” un   romanzo-favola che racconta la matematica ai ragazzi   … che trovo??

un’ intervista all’autore, lo  scrittore tedesco contemporaneo Hans Magnus Enzensberge, fatta da Piergiorgio Odifreddi, il matematico di cui vi ho parlato nella pagina

“Alice e la matematica” (vedi Home).

Questa intervista  mi è sembrata  interessante e  “bacchettante”  verso la didattica scolastica…. Enzensberge è tedesco,  magari  sarà solo la loro scuola ad essere tanto

IDIOTA e NOIOSA, come lui la definisce senza mezzi termini !? …

leggete e meditate ma …  meditino in particolare maestri e professori!! 😦

 

Intervista a HANS MAGNUS ENZENSBERGER

… grande il successo del romanzo Il mago dei numeri. Come le è venuto in mente di raccontare la matematica elementare in forma di favola?

Fu una conseguenza della mia irritazione nei confronti della pedagogia scolastica. Quando le mie due figlie tornavano da scuola, mi dicevano: «Ma tu, che sei scrittore, perché non ci scrivi qualcosa che ci diverta, invece di quei noiosi libri di testo?». E l’ho fatto, non solo per la matematica, ma anche per la letteratura: guardi qua, ho appena pubblicato Lyrik/Nervt, Lirica snervante (Hauser, 2004), una cassetta di pronto soccorso per i lettori stressati dalla poesia.

Ma l’autore è Andreas Thalmayr!
Ah, quello è un mio pseudonimo.

Perchè, si vergogna?
No. E’ che io non mi permetto certe cose, mentre quel mio alter ego un po’ più spiritoso, sí.

Lei aveva già anche pubblicato un libro di storia, Ma dove sono finito?(Einaudi, 1998). Ha un progetto universale, di insegnare ai ragazzi tutto lo scibile?

Basta guardare i compiti che vengono loro assegnati, quando tornano a casa da scuola! Una noia, una pura routine: la matematica è insegnata come una collezione di ricette da applicare meccanicamente, senza capirci nulla. Questo non stimola nessun interesse in una persona intelligente, che non capisce perché non dovrebbe usare la calcolatrice tascabile per fare meglio le stesse cose. E’ mortale, è idiota, è cretino, e non c’entra niente con la matematica!

Quindi, voleva far vedere che cosa è interessante nella matematica.
Certo. Cercare di mostrare le idee brillanti o geniali che stanno dietro le tecniche, come l’uso dei logaritmi. E la stessa cosa vale per la poesia, che viene anch’essa distrutta dalla scuola.

Il nuovo libro sulla poesia è già tradotto in italiano?
No, anche perché gli esempi sono tutti tedeschi. Dovrebbe rubarmi l’idea e farne uno analogo.

Ci penserò: se un poeta ha scritto un testo di matematica, perché un matematico non dovrebbe scriverne uno di poesia? (…..)

(Piergiorgio Odifreddi, L’Espresso, 11/06/04)

Adesso vi passo un breve testo scritto di una brava blogger Maria (non io) che sul suo blog  “Skip blog“…  racconta e ci fa un po’ sorridere e un po’  no  ?? …

“… Da piccola apprendevo facilmente i meccanismi operativi ma  avevo difficoltà nel risolvere i problemi. Nei testi c’erano sempre una mamma che andava a fare la spesa e un fruttivendolo che vendeva mele e pere, fiori che, liberati dai mazzi, si moltiplicavano per essere poi distribuiti  nei vasi, caramelle regalate dalla nonna e mangiate da voraci nipoti, figurine che entravano e uscivano dagli album. Negli anni delle scuole medie, forse maturando un po’, si sbloccò la logica.
Tra fiumi di vino travasati dalle e nelle damigiane, lunghe distanze percorse dal signor Caio su e giù per l’Italia e innumerevoli camion che trasportavano di tutto mi districavo nelle equivalenze, saltellavo tra numeratori e denominatori , aprivo e chiudevo parentesi operando tra polinomi, ruotavo la testa negli angoli e sul quadrante dell’orologio, scioglievo nella mente ettometri di rete per recintare campi di patate di varie forme di cui poi dovevo calcolarne la superficie, disegnavo maldestramente  cubi  appoggiati su  parallelepipedi o  sormontati da piramidi .Finalmente la matematica iniziò a piacermi grazie soprattutto ad un’insegnante, che sapeva spiegarla e motivarmi, e a mio fratello che di sera smetteva di scrivere velocemente indecifrabili numeri e formule per aiutarmi nei compiti.”

Beh!! , povera scuola… vediamo di darci una scrollata da sto vecchiume!!! 😉

IO PROMETTO CHE,  nel mio piccolo,  MI IMPEGNERO’ ….

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. nelda
    Mag 11, 2010 @ 16:38:04

    adesso che sono matura (…..non diresti così anche tu?) mi permetto di pensare anch’io che si insegnava (e si insegna?) in modo pedante. Il maestro dovrebbe essere gioioso, giocoso, pazzerello, originale, competente, entusiasta e via dicendo.. ma … dove e quante ne trovi di persone con tutte queste qualità????? in fondo siamo …umani….cioè un impasto di positivo e negativo, più o meno, come direbbe il mio tillo. ciaooooo nelda

    Rispondi

  2. alicemate
    Mag 11, 2010 @ 21:24:52

    eh sì Nelda, anch’io sono “matura” come dici tu, non so se lo sono a sufficienza … ma il tempo l’ho avuto e così resto con i miei punti all’ombra che non riescono a prendere colore …

    … come insegnante non faccio molto fatica ad essere creativa e a farmi prendere dall’entusiasmo…. ma la competenza ahimè … manca!! … arriveranno nuove leve a colmare queste lacune?! … speriamo!!

    Saggio il nostro Tillo!!

    Rispondi

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