Il leone e il topo (inizio storico di italiano in cl. 1^)

Guardando il nuovo materiale di Camillo Bortolato “Italiano in terza”, per poterlo conoscere e presentare ai colleghi, nel quadernetto operativo ho trovato una favola di Esopo: Il leone e il topo, la stessa che avevo utilizzato io come stimolo alla lettura e scrittura in una classe 1^, mi sono incuriosita e ho cercato il mio vecchio diario dell’anno scolastico 1994/95. Per me allora, come per tutti penso, la lettura e la scrittura seguivano un percorso che si sviluppava contemporaneamente. Ora Bortolato ci spiega che è meglio separarli: “leggere in un giorno e scrivere in un anno” e non segue nessun metodo se non quello analogico, che è quello naturale per apprendere.
Il mio lavoro era invece partito con un approccio globale alla letto-scrittura per poi passare a quello fonematico.

Insomma anche il metodo che avevo utilizzato era un po’ misto e personalizzato.
Comunque ho deciso di pubblicare questa “partenza” perchè la ricordo con piacere.

Come potete vedere il testo qui sopra (cliccateci su per ingrandire e leggere), che propone Bortolato per la terza, è ricco di particolari, infatti è offerto come esercizio al riassunto.
Il mio racconto era già più sintetico e l’avevo reso in poche frasi che fossero il SUCCO di tutto e si potessero trascrivere col minor sforzo, ma fossero pregnanti di significato, proprio come i riassunti, o come le immagini, che spesso si abbinano per supportare i segni alfabetici quando ancora sono estranei ai bambini.

 

Sotto il pdf con le mie prime pagine di diario dove progettavo la prima U.D. e le pagine che creavo per il lavoro dei bambini.

Il leone e il topo esperienza in cl 1^

Le pagine attive le posto anche come immagini perchè siano più chiare:

Come si può legggere dal diario nel pdf, univo diverse attività di gioco e drammatizzazione all’attività di scrittura e lettura, perchè fosse più chiara e significativa. Inoltre ero partita anch’io da una storia coinvolgente, come l’analogia richiede, ma ora abbiamo Pitti e tutto il materiale è già pronto, da studiare ci restano le attività per il nostro gruppo di bambini, per farli attori, protagonisti delle loro storie!

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Ciao da Alicemate/maestra Maria Valenti

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A Firenze e dintorni: chiese e luoghi di vita con Lorenzo Milani

Tre giorni in giro per vedere luoghi di vita e… chiese. Certo anche le chiese sono luoghi di vita, e quanta vita racchiudono e raccontano, ma spesso noi conosciamo solo quella degli artisti e dei loro ricchi e potenti committenti. Con la lettura di Esperienze pastorali di don Milani invece, la chiesa sa di gente che non capisce il latino della messa, non capisce le prediche, va alle funzioni perchè si deve, per paura, obbedienza, abitudine, tradizione; gli uomini in fondo con vergogna, le donne davanti con pia partecipazione, i bambini per imparare il catechismo!

I luoghi di vita che mi hanno attirato in particolare sono quelli di don Lorenzo Milani, un prete che mi ha colpito in questi ultimi mesi per come scriveva, per come pensava, per come ha vissuto con i suoi pensieri e le sue parole! Una persona che ha cambiato radicalmente il suo percorso di vita, pare ne abbia vissuto due differenti, con due Lorenzi: una fino a 20 anni e l’altra per altri 24 anni. Una vita breve: 44 anni.

Insomma si parte, con in testa i libri e le stupende lettere scritte da Lorenzo Milani (e naturalmente la mappa di Firenze)

Vedo in “Esperienze pastorali” le strade di Calenzano, la chiesa di san Donato, le contrade in colle, in piano, le botteghe, le vie, la piazza dove va a conoscere la sua gente, a capire perchè non frequenta i sacramenti di cui lui è tanto innamorato e bisognoso, da abbandonate tutto per seguire Gesù… e la sua scuola serale su nei locali della canonica dove riesce poi a riunire cattolici e comunisti, scartando senza pietà i borghesi benpensanti. E le storie raccolte sui campanilismi delle due chiese presenti nel borgo di Calenzano: San Donato e San Niccolò (qui).

Nel breve scritto “L’obbedienza non è più una virtù” dove è protagonista il coraggio, il coraggio di sfidare il mondo intero perchè lo voleva migliore per e con i suoi ragazzi!

E in “Lettera a una professoressa” dove la sua scuola lascia un segno e una guida a giovani e maestri tutti!

E le Lettere, che scriveva a tanta gente, alla mamma, a colleghi, amici, giornalisti, ai suoi ragazzi in giro per il mondo… le lettere sono formidabili, rendono Lorenzo vivo, presente, sìncero, arrabbiato, dolce, ironico, sempre simpaticamente vivace. Mi pare di poterlo vedere girare per le strade, chiacchierare sui gradini della lunga gradinata del sagrato di Calenzano, sfrecciare sulla bicicletta in Firenze per andare dalla mamma, dal vescovo, ma in particolare dal suo padre spirituale don Bensi, un prete fiorentino, gioviale e affezionato al suo faticoso e brillante”monello”.

Ma a Barbiana tutto parla di lui e del lavoro fatto per anni per portare i più poveri ad avere la parola e la dignità di una vita umana!

Tutto questo potrebbe non essere vero, non essere possibile, potrebbe essere esagerato, romanzato, mitizzato… Invece no, tutto è successo, possiamo ancora avere speranza nel valore degli uomini!

(Alcuni nostri scatti: cliccare su una foto e scorrere la galleria)

Abbiamo così girato fra piazze e chiese, trascurando i giardini a causa della pioggia.

La prima Chiesa della galleria ha visto un giovane don Lorenzo (24 anni) alla sua prima esperienza pastorale, le ultime foto sono della Chiesa dove ha concluso i suoi anni come Priore, muore a 44 anni e sarà sepolto per suo volere nel piccolo cimitero di Barbiana.

Fra le chiese di Firenze, sua città natale, residenza di nonni e bisnonni paterni, città dove ebbe la vocazione, la prima formazione alla religione cattolica… possiamo ricordare che compì gli studi teologici nel seminario di Firenze, ricevette l’ordine in Duomo e spesso tornò a Firenze per trovare la madre, il suo padre spirituale e per rispondere alle chiamate del suo vescovo.
Don Milani morì anche a Firenze, in casa della madre per essere curato negli ultimi mesi per una grave e dolorosa malattia.

Due campanili (e antichi campanilismi) di Calenzano

In viaggio sulle orme di don Lorenzo Milani, giunti a Calenzano (articolo qui) cerco con curiosità le due chiese protagoniste dei lunghi litigi documentati da don Milani nel suo libro “Esperienze pastorali” (il libro che tanto fece discutere fino al ritiro dal commercio da parte del S. Uffizio)

Mappa di Calenzano con le due Pievi

Ecco cosa scriveva don Lorenzo Milani a proposito delle due pievi di Calenzano: San Donato e San Niccolò
(cliccare per ingrandire e leggere)

Quindi una bella passeggiata ci porta da San Donato al Castello e ritorno attraversando la piazza del Comune in piano.

Cliccare su una foto per ingrandirla e seguire il passaggio da una pieve all’altra, senza pericolo di alcun tipo!

In auto: Firenze ci aspetta!


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A Firenze e dintorni: chiese e luoghi di vita con Lorenzo Milani

A Calenzano, sui passi di don Lorenzo Milani

dalla biografia di don Milani

 

 

 

 

Il 15 maggio sono stata a Calenzano, prima tappa di un percorso nei luoghi di vita e di scuola di questo Priore così citato, ma forse poco conosciuto nell’ambiente della scuola Primaria, nonostante molte scuole siano intitolate a questo maestro speciale, speciale, perchè non maestro di professione, ma un prete motivato a cambiare le condizioni degli ultimi, degli emarginati, un innovatore, creatore di metodi e strumenti per dare istruzione e cultura ai ragazzi, proprio a quelli per cui oggi si fanno innumerevoli certificazioni.

A Calenzano sono salita su un colle dove si trova la Chiesa e la canonica e dove don Lorenzo aveva aperto la scuola popolare serale per chi non aveva neanche il diploma di quinta elemenare, contadini e operai. La scuola si teneva in tre stanze che davano sul chiostro di fianco alla chiesa. Alla scuola popolare di San Donato non c’era tempo per giocare, e un giorno, pallone e maschera da scherma e fioretti e sciabole e attrezzi da ping pong, finirono nel pozzo profondo della canonica.

Alcune foto scattate da me (cliccare su una e far scorrere la galleria):

Due filmati trovati in rete su Calenzano :
1)- Sulle tracce di don Lorenzo Milani – don Ciotti incontra gli ex allievi di don Milani per una preziosa testimonianza.

2) Spettacolo “Don Milani un viaggio lungo un mondo”, un bel racconto sul sagrato della chiesa di San Donato:

http://www.donmilaniteatro.it/spettacolo.html

Per la passeggiata fra i due campanili e la storia degli antichi campanilismi di Calenzano  QUI

Firenze ora e nelle vecchie foto

Un giretto a Firenze mi ricorda di essere già passata da alcuni posti durante una gita scolastica in quarta magistrale.

Sono passati 43 anni e un confronto di foto è curioso!

Dopo una cenetta alla trattoria tipica L’Oriuolo, con un buon “peposo”, citato dalla guida Francesco al Duomo di Santa Maria del Fiore, un giro notturno lungo L’Arno, e ricordo l’immagine di una foto “sul muretto” con vista sul Ponte Vecchio!

foto di oggi e nell’album dei ricordi:

In piazza della Signoria ricordo una foto con un cavallo, ma oggi, fortunatamente, mi pare di non vederne… invece eccone uno! mi avvicino per la foto, ma accidenti, sul carretto sono appena saliti due turisti e ops, sfuma il mio progetto di ritorno virtuale nel tempo!

oggi e ricordi :

Non solo manca il cavallo, nemmeno la fontana di Nettuno mi fa da sfondo, è coperta per restauro, quindi eccomi tutta sola (beh sola) comunque senza cavallo e senza Nettuno e anche “senza sole”, ma il Palazzo Vecchio c’è!

Un’altra foto della gita scolastica era stata scattata in Piazza della Signoria con le statue poste all’ingresso di Palazzo Vecchio, Ercole e Caco e il David di Michelangelo, che nella vecchia foto viene proprio nascosto da me (fotografo distratto?)

oggi e dai ricordi:

 

Essendo una giornata un po’ piovosa, niente giardini come da programma, ma in cammmino per vie, piazze e Chiese!

Chi conosce questa spigolo di una facciata? è quello della Chiesa più antica di Firenze: San Lorenzo!

Foto dall’album dei ricordi (il ragazzo cinese, appena conosciuto, nella foto fa trend!)

Anche ora la ammiriamo, le giriamo intorno, scoprendo cupole e  anche il mercato di San Lorenzo.

Foto di oggi:

C’è infine una foto scattata nella gita scolastica del ’75 all’ingresso di una chiesa, ma non sono riuscita a capire di quale chiesa si tratti; qualche conoscitore di Firenze me lo potrebbe svelare? Probabilmente non l’ho rivista nel giro attuale, oltre a non avere un cappello! Chissà di chi era? certo non mio, come non miei erano gli occhiali. Tutti prestiti per fare foto più “fashion”!

Ciao da Mery (alle magistrali) Alicemate (nel blog) Maria Valenti (nei certificati)

Piante e fiori

È da un po’ di tempo che sto rimuginando intorno all’idea di scrivere qualcosa sulle mie piante, mie perchè ricevute in dono o scelte e acquistate per differenti motivi; mi piacerebbe provare a parlarne.

Perchè parlare di piante? non sono un’esperta, non sono cresciuta con un giardino, nè in un ambiente con la cultura dei fiori. I fiori li ho scoperti solo in età adulta. Certo da bambina mi capitava di raccogliere margherite da spetalare con “m’ama, non m’ama” – chi poi? un’amichetta o il principe dei sogni? – oppure disporre le ortensie di differenti tonalità di azzurro nei vasi dell’altare per la messa domenicale o nello studio della superiora della colonia estiva, dove trascorrevo le vacanze.

Poi i brevi studi alternati ai primi lavori retribuiti, con un’ alternanza stretta da non lasciar spazio alla contemplazione, compresa quella floreale. Ricordo con apprensione quando mi si richiedeva di andare a prendere qualche rametto di un’erba aromatica per la cucina: salvia, rosmarino, timo, basilico, maggiorana, alloro… c’era una bordura rocciosa nel cortiletto defilato dove crescevano un po’ disordinatamente, il romarino aveva gli aghi come il pino, la salvia aveva foglie vellutate, il resto era fortuna!

In casa mia, dell’orticello e del campetto di patate non mi impicciavo, nessuno me lo chiedeva e non era certo un luogo di attrazione giovanile, nei pochi anni vissuti lì. Quello che mi interessava erano l’albero di fichi, di pesche, il piccolo caco e quell’unica pianta di uva rossa da tavola, di cui attendevo la dolce maturazione.

Poi si va in appartamento e la vita agreste si riduce al piccolo orto assegnato fra gli altri, che problema! Qui c’era pure l’ansia del confronto con quello dei vicini: certi orti erano rigogliosi e impreziositi da tanto ordine da sembrare aiuole o “orti didattici”.

Avevo vent’anni quando iniziai ad apprezzare la bellezza dei fiori, di quelli sui balconi e da appartamento, con i primi esperimenti di moltiplicazione per talea di piantine di facile cura.

Foto floreali dagli album

Quindi i primi regali floreali, le piante importanti per il matrimonio e mi scopro capace di farle sopravvivere… così, timidamente comincio ad intravedere la seconda parte del meraviglioso “mondo di  Confucio”

Io chiedo a Dio nient’altro che una casa piena di libri e un giardino pieno di fiori.

(Confucio filosofo cinese 551 a.C. – 479 a.C.)

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p.s. questa è dunque una premessa, delle piante alla prossima, da quale partire? Lasciamo decidere l’ispirazione!

Lorenzino Milani, educare con la Parola

Un film documentario in tre parti, lo posto qui perchè mi piace

e mi piace la figura di Lorenzo “trasparente e duro come un diamante”

“Lorenzino – don Milani” è un racconto videostorico, un saggio scritto con le immagini, i giornali, le lettere, le musiche e con le associazioni che si creano fra questi diversi livelli espressivi. Il racconto è stato montato partendo dal carteggio del giovane Lorenzo Milani con la madre, l’ebrea colta e cosmopolita Alice Weiss, per svilupparsi in una narrazione corale in cui si fondono le varie testimonianze, le immagini di repertorio, i documenti, le foto di una vita – tra cui alcune scattate da un giovanissimo Oliviero Toscani – e le poesie in musica di Fabrizio De André, commento sonoro di tutta l’opera. Alla base vi è il tentativo di superare l’immagine stereotipata di un Milani profeta e anticipatore del ’68, un’icona come il Mao o il Che Guevara di Andy Warhol, per ricostruire la complessità di un personaggio che è stato molto di più e molto altro” (Angel De la LLave)

 

“Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe…”

 

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